Il mondo delle corse, che si tratti di auto, moto o anche di discipline senza l’ausilio del motore, è costellato di sfide fratricide e rapporti di scuderia/squadra molto tesi, sui quali si sono scritti interi capitoli di storia dello sport. Una storia che, dopo domenica, andrà aggiornata quanto prima. Il riferimento è rivolto alle vicende di Rio Hondo, in Argentina, nel corso del secondo Gran Premio della stagione 2016 del Motomondiale. Succede tutto all’ultimo giro di una gara molto controversa, ma facciamo prima un passo indietro per chi si fosse perso l’intera sceneggiatura.

Nella prima parte Marquez e Rossi battagliano alla pari lasciando intravedere la possibilità di un passo a due fino alle battute conclusive del Gp. E invece il cambio di gomme, esattamente a metà percorso, spariglia le carte e trasforma gli equilibri. All’uscita dai box Rossi perde terreno, rischia di cadere, è costretto a lasciar andare il rivale spagnolo venendo raggiunto dalla Suzuki di Vinales e dai ducatisti Dovizioso e Iannone, con quest’ultimi che sin dall’avvio dimostrano di non voler in alcun modo risparmiarsi, soprattutto nei confronti diretti. Il primo a tentare l’assalto al Dottore è proprio Vinales, ma l’asfalto bagnato lo tradisce e finisce per le terre. Un sinistro presagio che avrebbe dovuto far ragionare gli altri inseguitori e invece… Poche curve dopo, su un tentativo di assalto di Iannone a Rossi, Dovizioso beffa i due e si porta in seconda posizione. Anche l’altro ducatista passa il numero 46 e si mette all’inseguimento del compagno.

Si arriva così agli ultimi metri prima della bandiera a scacchi, ma quando sembra che le posizioni siano ormai cristallizzate ecco il tentativo in extremis di sorpasso da parte di Iannone. Il risultato è devastante: manovra azzardata, contatto inevitabile e caduta di coppia che spiana la strada all’impronosticabile secondo posto di Rossi. Lapidario ai box il commento della parte lesa Dovizioso: “Iannone? Non l’ho visto, né ci ho parlato, so che è stato convocato in Direzione Gara, ma non cambia tanto per me: quello che penso lo pensavo anche prima e questa è solo la conferma. Avevamo una grossa chance, ma chi ha provato l’attacco lo ha fatto nel modo sbagliato“.

Ecco, dunque, palesarsi all’orizzonte un altro box molto delicato da gestire e che al momento sembra popolato da parecchi fantasmi: in primis l’ombra di Stoner, nei panni di collaudatore, ma sempre considerato in procinto di tornare titolare, poi i ducatisti in cerca di una moto ufficiale Petrucci e Pirro, ma soprattutto il fantasma più grande, quello di Lorenzo. L’attuale compagno di Rossi in Yamaha, che a proposito di “fratelli coltelli” ne ha vissuti di scontri in famiglia lo scorso anno con il titolo soffiato in extremis al Dottore, sembra ormai in procinto di firmare per la casa italiana, stando a radiomercato; una circostanza che può solo accrescere ulteriormente la temperatura nei box con una sfida che ha tutta l’aria di protrarsi anche per i prossimi Gp.

Non sarà la prima e neanche l’ultima volta. Come dicevamo, la storia dei motori (e non solo) è costellata di duelli, spesso al limite, all’interno della stessa scuderia. Restando in ambito moto, come dimenticare l’episodio del 1996 a Eastern Creek con Criville che tocca il posteriore del mitico Doohan provocando la caduta di entrambi e la conseguente vittoria di Capirossi o, ancora in casa Honda, il tackle di Pedrosa ai danni di Hayden nel 2006 all’Estoril, che rischiò di costare caro all’americano, poi laureatosi ugualmente campione del Mondo, in virtù della caduta di Rossi all’ultimo gran premio di Valencia? Spostandoci in Formula Uno, il conflitto più celebre resterà per sempre quello tra Alain Prost e Ayrton Senna in McLaren nei campionati 1988 e 1989. Una rivalità senza esclusione di colpi, infarcita di mind games, frecciate a mezzo stampa e duelli in pista, sino al più celebre che portò al contatto tra i due al Gp di Suzuka, in Giappone, deciso poi dai giudici a discapito del brasiliano che, ripartendo dopo essere finito con Prost fuori pista, si era fatto aiutare dai commissari e aveva tagliato la chicane.

C’è anche questo negli scontri celebri, ovvero il ruolo di terzi esterni alla contesa che spesso finisce per indirizzare la stessa. E il passato recente della MotoGp insegna…

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