Dopo tante sorprese la finale di Coppa d’Africa presenta due delle big del continente. Alle 20 di domenica a Libreville si sfideranno Egitto e Camerun, rispettivamente la nazione più vincente nella storia del torneo con sette successi e la seconda, assieme al Ghana, con quattro. Solo all’apparenza però si tratta di un verdetto rispettato: alla vigilia le più accreditate erano Algeria e Senegal, una uscita già nella prima fase e l’altra ai rigori ai quarti, ma il generale questa Coppa d’Africa ha stravolto i pronostici e messo in mostra giocatori che fin qui si erano fatti notare poco o niente fuori dal continente. Anche per questo domenica vietato indicare una favorita d’obbligo: nei 90′ (o più) di gioco può succedere di tutto.

Héctor Cúper

HÉCTOR CÚPER CONTRO LA MALEDIZIONE IN FINALE

Héctor Raúl Cúper, CT dell’Egitto, non è certo un uomo fortunato. Quella di domenica sarà la sua nona finale in carriera: ne ha vinte tre, l’ultima nel 1999 (Supercopa de España col Valencia), mentre le altre cinque le ha perse in maniera più o meno rocambolesca, tra cui due finali consecutive di Champions League, e in aggiunta ci sono i campionati persi all’ultima giornata con Huracán e ovviamente Inter, nel celebre 5 maggio 2002. Ora, a sessantuno anni, gli capita l’ennesima (forse ultima?) occasione in carriera, perché ha portato l’Egitto a rigiocarsi la finale dopo tre mancate qualificazioni di fila, che seguivano invece i tre successi fra il 2006 e il 2010. El Hombre Vertical può tornare a vincere qualcosa dopo diciassette anni e renderebbe la sua storia un po’ meno “perdente” riscattando le tante sconfitte, ma serviranno le mani di un altro grande protagonista.

Essam El-Hadary è già diventato, da mercoledì sera, l’eroe del popolo egiziano, ma dovesse arrivare il trionfo in finale guadagnerebbe uno status pressoché immortale. Il portiere nato il 15 gennaio 1973 non doveva nemmeno prendere parte a questa Coppa d’Africa, poi Cúper l’ha inserito nei ventitré ma come riserva di Ahmed El-Shenawy, infortunatosi nella gara inaugurale contro il Mali. Il suo ingresso, coinciso con il record di giocatore più anziano a giocare nel torneo, è stato decisivo: ha subito solo un gol, in semifinale contro il Burkina Faso, ma soprattutto ha parato i due rigori che sono valsi l’accesso in finale. Più determinante di Mohamed Salah, stella annunciata, o di Mahmoud Kahraba, che ha firmato il successo nei quarti sul Marocco, il quarantaquattrenne estremo difensore e capitano è il leader dei Faraoni e punta a chiudere in grande stile.

Camerun Coppa d'Africa

IL CAMERUN, RIVELAZIONE CON I VOLTI NUOVI

Ibrahim Amadou, Guy N’dy Assembé, Jean-Eric Maxim Choupo-Moting, Joël Matip, Allan Nyom, André Onana, Maxime Poundjé, André-Frank Zambo Anguissa. Questi giocatori hanno avuto l’idea non proprio geniale di rifiutare la convocazione per la Coppa d’Africa, pur essendo (almeno la metà) dei probabili titolari, preferendo continuare la stagione coi rispettivi club. Il CT Hugo Broos ha dovuto puntare su un nuovo corso, visto che la squadra guidata per oltre quindici anni da Samuel Eto’o era ormai priva di grandi nomi, ma alla fine ha avuto ragione lui. I Lions Indomptables, con il solo Sébastien Siani trentenne, sono partiti in sordina crescendo col passare della manifestazione (zero gol subiti fra quarti e semifinali dopo il secondo posto nel girone dietro al Burkina Faso) e ora se la giocano alla pari con l’Egitto, cercando di vendicare le finali perse nel 1986 e 2008.

Senza grandi stelle, più che dei tre “esperti” (Vincent Aboubakar, Benjamin Moukandjo e Nicolas N’Koulou), la ribalta è stata di giocatori fino a un mese fa più o meno sconosciuti. Il portiere, Fabrice Ondoa, è stato di proprietà del Barcellona ma ora gioca nella squadra B del Siviglia, in prestito dal Gimnàstic, e pur avendo pochissima esperienza ha compiuto una serie di parate sensazionali per trascinare i suoi, su tutte quella sul rigore di Sadio Mané nella serie finale ai quarti col Senegal. Christian Bassogog ha firmato il 2-0 sul Ghana in semifinale coronando un’ottimo torneo (in nazionale ha debuttato a novembre), ma sugli scudi c’è finito Michael Ngadeu-Ngadjui, unico a quota due gol (da difensore) a segno sia nel girone col 2-1 sulla Guinea-Bissau (decisivo poi per eliminare il Gabon padrone di casa) sia con l’1-0 in semifinale. Il nuovo corso è loro.

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