La vittoria per 2-1 della Fiorentina sulla Juventus di domenica scorsa non è servita soltanto a “riaprire” il campionato (quanto non si sa…), ma anche a certificare un dato di fatto ora piuttosto evidente: Federico Chiesa è definitivamente passato da essere una semplice giovane promessa a un talento in rampa di lancio, capace di superare a pieni voti una delle prove più impegnative che possano capitare a un giocatore, ossia quella contro la quasi imperforabile difesa bianconera. Rispetto a un girone fa, giorno del suo debutto da professionista fra lo stupore generale, il figlio d’arte è cresciuto a dismisura, e sta rapidamente scalando le gerarchie di Paulo Sousa, tanto che ora vederlo titolare non è più sorprendente.

Federico Chiesa e Paulo Sousa

CARRIERA IN ASCESA

Alla Fiorentina Federico c’è arrivato praticamente bambino, a soli dieci anni dopo aver mosso i primi passi nella Settignanese, la cui sede è a pochi passi dal Centro Tecnico di Coverciano. Coi viola ha fatto tutta la trafila delle giovanili, ma la svolta è arrivata con gli Allievi Nazionali quando ha iniziato a giocare con continuità, guadagnandosi la chiamata della Primavera. Il resto è storia recente, e qui comincia a fare sul serio: Paulo Sousa lo aggrega alla prima squadra per il ritiro di Moena e lo lancia da titolare lo scorso 20 agosto, allo Juventus Stadium, nella giornata inaugurale dell’attuale campionato. Sembra una provocazione nei confronti della società che non l’ha accontentato sul mercato, invece è un attestato di fiducia niente male. Dura un tempo, piuttosto spaesato come prevedibile, ma le presenze proseguono e confermano come non si sia trattato di una scelta casuale: l’8 dicembre segna il suo primo gol da professionista al Qarabağ in Europa League (poi viene espulso per doppia ammonizione, troppa foga), domenica manda in crisi la Juve che lo ritrova cinque mesi dopo completamente cambiato e pronto a prendersi una maglia da titolare fisso.

Enrico e Federico Chiesa

NON PIÙ SOLO “IL FIGLIO DI…”

Quando Federico Chiesa è nato, il 25 ottobre 1997, il padre Enrico era uno dei migliori attaccanti del campionato e al Parma formava una coppia strepitosa con Hernán Jorge Crespo. Nella prima partita dopo la nascita del figlio Enrico si fa espellere contro l’Inter, ma a fine stagione si guadagna un posto nei ventidue di Cesare Maldini per i Mondiali di Francia. Per vedere un altro Chiesa in Nazionale c’è ancora tempo, il suo posto ora è nell’Under-20 e dal 20 maggio dovrebbe essere uno dei protagonisti del Mondiale di categoria, che si disputerà in Corea del Sud. Federico è un’esterno offensivo, meno attaccante rispetto al padre, copre bene la fascia grazie a un ottimo scatto ed è in possesso di un dribbling rapido abbinato alla conclusione immediata, come dimostrato nel primo tempo con la Juve quando ha impegnato severamente Buffon, non certo l’ultimo arrivato. Paulo Sousa in estate ci ha visto giusto, lo sta gestendo bene e non lo sta caricando di responsabilità (meglio evitare pressioni come successo l’anno scorso all’altro gioiellino viola, Federico Bernardeschi, che ora invece sta dimostrando tutto il suo valore), ma nel frattempo inizia a farsi un nome.

Federico Chiesa in gol in Europa League

Non ha ancora segnato in Serie A solo per una questione di centimetri, sul lancio di Milan Badelj non è riuscito a toccare il pallone ma ha comunque messo fuori causa Buffon per il gol del 2-0. Contro la Juventus è stato il migliore in campo, a diciannove anni ha appena firmato il rinnovo di contratto fino al 30 giugno 2021 e spera di diventare un simbolo della Fiorentina che verrà. Il padre ha fatto tre anni in viola, dal 1999 al 2002, con quarantacinque gol in ottantaquattro presenze e la vittoria della Coppa Italia 2000-2001, ma la sua carriera gigliata si è interrotta bruscamente per un grave infortunio al ginocchio nell’anno del fallimento. Ora, con la continuità familiare, a Firenze si spera di aprire un nuovo ciclo vincente.

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