Il Parma è sulle prime pagine de giornali per la triste situazione che vede la Società ducale a rischio fallimento. Per gli stipendi non pagati da mesi. Per il rinvio dell’ultimo incontro di serie A contro l’Udinese a causa delle casse vuote. Per il presidente Manenti che continua a rinviare il suo ritorno in Italia. Qui, però, parliamo di dieci cose belle nella storia biancoscudata. Dieci cose che hanno trasformato il Parma da provinciale a sorella delle altre Sei.

La prima Coppa delle Coppe

Indimenticabile, nel 1993, il Parma sul tetto d’Europa. Per la prima vittoria fuori dai confini nazionali. I ducali di Nevio Scala conquistano la Coppa delle Coppe, Era il 12 maggio. A Londra, l’Anversa venne schiantato per 3-1. A Minotti rispose Severeyns, ma Melli e Cuoghi nel finale regalarono un successo, il primo di un’epopea indimenticabile per tutti i tifosi gialloblù.

I grandi attaccanti

Il Parma, negli ultimi 30 anni, ha sempre avuto attaccanti particolarmente prolifici. Campioni, ma anche bandiere. Il più illustre è probabilmente Sandro Melli, non foss’altro che perché è considerato il simbolo di un Parma che non solo sale in serie A, ma si piazza nelle primissime posizioni e dà fastidio a tutte le grandi. Indimenticabili pure Asprilla (avrà un capitolo a parte), Crespo, il primo Filippo Inzaghi, Marco Di Vaio, Enrico Chiesa, Alberto Gilardino, l’imperatore Adriano, Antonio Cassano e Amauri.

Arrigo Sacchi

Da Parma è cominciata l’avventura di Arrigo Sacchi, il padre della zona e del pressing. Colui che viene considerato il vero innovatore del calcio italiano di fine millennio. Quel Sacchi che, con i ducali ancora in serie B, si tolse il lusso di vincere a San Siro contro il Milan, in Coppa Italia, facendo innamorare Silvio Berlusconi. L’Arrigo da Fusignano lascerà poi il posto a un certo Zdenek Zeman, ma questa è un’altra storia (e non a lieto fine). Nella sua storia, il Parma ha avuto altri fior fiori di tecnici: Nevio Scala, Carlo Ancelotti, Alberto Malesani, Roberto Donadoni.

L’esordio in Serie A

Nel 1990 il Parma – già targato Parmalat – si affaccia alla Serie A. Avversaria dell’esordio la Juve di Baggio e Schillaci. Il pubblico del Tardini deve scegliere per la prima volta con chi stare (la città è un feudo juventino). I bianconeri vincono 2-1, ma è una festa. Melli segna quando i bianconeri già vincono 2-0. Quindici giorni dopo, sempre il casa, sarà Osio a regalare una storia vittoria contro i campioni in carica del Napoli. Quel Parma può contare su Taffarel, Cuoghi, Grun e Brolin. Chiuderà l’anno con il quinto posto in classifica e due sole sconfitte in casa.

Gigi Buffon

A 17 anni, esordisce in serie A con la maglia del Parma, un certo Gigi Buffon. Non trema neanche un po’ il portierino di fronte al Milan, che viene bloccato sullo 0-0. È il 1995. Il prodotto del vivaio parmense difenderà la porta della squadra della sua città fino al 2000, quando si trasferirà alla Juventus per 80 miliardi, il prezzo più alto mai pagato per un portiere nella storia. In tutto, con il Parma, gioca 226 partite e vince una Coppa Italia e una Supercoppa italiana.

Le capriole di Asprilla

Veloce, un fulmine. Ma anche uno showman. Ogni suo gol vale una capriola. È il colombiano Faustino Asprilla. Arriva in Emilia nel 1992 per pochi miliardi di lire. Segna sette gol in quella stagione, tra cui il gol che toglie l’imbattibilità al Milan a San Siro (58 partite consecutive senza sconfitte per il Diavolo di Capello). Segna quattro gol nella Coppa delle Coppe vinta dal Parma. Se ne va nel 1995, dopo aver segnato 25 gol in campionato. Con altrettanti spaventi per i compagni e l’allenatore a causa di quelle pericolose capriole.

L’arrivo di Calisto Tanzi

La svolta, a Parma, inizia quando la Parmalat associa il suo nome alla Società (dal 1987 al 2004). L’impegno della famiglia Tanzi, di Calisto in particolare, è graduale. Fino ad acquisire la maggioranza. Stefano Tanzi sarà il presidente per otto anni, dal 1996 al 2004. Tutte le vittorie dei trofei arrivano proprio con la gestione Tanzi – Parmalat. Parliamo di una Coppa delle Coppe, due Coppe Uefa, una Supercoppa Europea, una Supercoppa Italiana e tre Coppe Italia.

La prima Coppa Italia

Il Parma vince la prima Coppa Italia della sua storia (il primo trofeo in assoluto) nel 1991-92. E sceglie un avversario di spessore per farcela, la Juventus (con cui lotterà per diversi anni anche in campionato). La Signora vince 1-0 a Torino, ma perde 2-0 al Tardini. Melli e Osio portano in paradiso la squadra di Nevio Scala contro un certo Giovanni Trapattoni. L’anno dopo arriverà pure la Coppa delle Coppe. Un ciclo vincente, insomma.

Zola e Fabio Cannavaro

Tanti i grandi giocatori passati da Parma negli ultimi 30 anni. Ne citiamo altri due: Gianfranco ZolaFabio Cannavaro. Il primo si consacra proprio al Tardini, prima di andare a insegnare calcio pure in Premier League. Il secondo è difensore insuperabile. In gialloblù (dal 1995 al 2002), poi in bianconero e in Nazionale, con cui diventerà campione del mondo nel 2006. Il fantasista gioca a Parma dal 1993 al 1996 e segna 49 gol. Trascinante, porta i ducali a sfiorare lo scudetto.

La Champions League

Il Parma ha avuto l’onore di difendere i colori dell’Italia pure in Champions League. È il 1997/98: è il giusto premio per il secondo posto in campionato. Nel girone eliminatorio, i ducali chiudono al secondo posto dietro al Borussia Dortmund e vengono eliminati. Perdendo una sola partita e battendo, in casa, proprio i tedeschi. Nel 1999-2000, invece, la formazione italiana deve accontentarsi di uscire al terzo turno preliminare, così come nel 2001-2002.

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