Nell’ultima settimana di coppe europee si è scritta una pagina di storia del calcio italiano a livello internazionale: tutte le sei squadre impegnate fra Champions League ed Europa League hanno vinto, e le cinque rappresentanti nell’ex Coppa UEFA hanno ottenuto il passaggio agli ottavi di finale. È un record per l’Italia, che al massimo ne aveva portate quattro nella stagione 1990-91, chiusa con una finale tra Inter e Roma, e si spera che il prossimo 27 maggio a Varsavia ci possa essere un altro derby. L’ottimo rendimento annuale ha portato a un sensibile miglioramento della posizione nel ranking UEFA: ora rivedere quattro squadre di Serie A in Champions League non è più un’utopia.

IL CALO DURANTE LE STAGIONI PASSATE

Nelle annate precedenti il divario tra l’Italia e le prime tre della classifica, Spagna, Inghilterra e Germania, era stato causato da due fattori: insuccessi in Champions League (dopo la vittoria dell’Inter nel 2010 al massimo sono stati raggiunti i quarti) e quasi totale disinteresse dell’Europa League, competizione snobbata da chi ci partecipava “perché toglie energie per il campionato”. Tra eliminazioni scottanti ai primi turni (Roma 2011-2012, uscita ai play-off contro lo Slovan Bratislava), mancate qualificazioni nei play-off di Champions (l’Udinese due volte di fila) e pessimi risultati ai gironi di Europa League (Juventus 2010-2011, sei pareggi su altrettante partite) la forbice tra l’Italia e i primi tre posti, quelli che portano sette squadre nelle coppe di cui quattro in Champions, era diventata sempre più ampia, e il sorpasso al terzo posto effettuato dalla Germania nel 2011 era stato seguito da altri anni negativi, soprattutto se paragonati con i risultati ottenuti dalle altre nazioni nello stesso periodo.

L’ITALIA NELLA STAGIONE 2014-2015

A luglio la preoccupazione di un ulteriore calo nel ranking era forte: le temibili Portogallo e Francia, rispettivamente quinte e seste, si erano fatte sotto, e una discesa al sesto posto avrebbe comportato due turni preliminari di Champions League anziché uno per la terza classificata della Serie A. In breve tempo la paura è passata, perché la Francia non ha fatto grandi progressi e il Portogallo è crollato, perdendo subito il Nacional ai play-off di Europa League e il Benfica ultimo nel girone di Champions. I portoghesi, attualmente fermi a 60.549 punti contro i 65.343 dell’Italia, l’anno prossimo scaleranno i 18.800 punti della stagione 2010-2011 (finale di Europa League tutta portoghese tra Porto e Braga), e col Porto unica formazione sopravvissuta quest’anno non potranno migliorare di molto gli attuali 8.250 punti, perciò si può dire che la doppia minaccia sia stata respinta. L’Italia ora ha 13.833 punti nel ranking annuale e col derby agli ottavi di Europa League tra Roma e Fiorentina porterà sicuramente altri 0.833 punti a prescindere dal risultato (si hanno un punto per il pareggio o due punti per la vittoria più un altro punto per il passaggio del turno, da dividere per il numero delle partecipanti della nazione), superando i 14.166 punti della scorsa stagione e i 14.416 del 2012-2013, miglior risultato degli ultimi anni. In aggiunta l’Italia è l’unica nazione che ha ancora tutte le squadre in corsa, e con qualche risultato di prestigio potrebbe addirittura puntare al miglior punteggio stagionale, attualmente della Spagna con 14.642 e cinque squadre.

LA PROIEZIONE PER IL 2015-2016

Come già accennato nella prossima stagione verranno scalati i punti relativi al 2010-2011 (il ranking si calcola sulla stagione in corso e le quattro precedenti), annata che per l’Italia fu particolarmente negativa con un mediocre 11.571. La Spagna ne scalerà 18.214, l’Inghilterra 18.357 e la Germania 15.666: visto l’attuale distacco di 11.786 punti dal terzo posto non si può pensare a un aggancio da qui a maggio, ma una conferma positiva l’anno prossimo potrebbe portare a una lotta serrata a tre con inglesi e tedeschi, dato che questi ultimi nel frattempo stanno recuperando terreno sul secondo posto anche per le difficoltà dei club di Premier League. A questo punto l’Italia deve fare in modo che dal 2016-2017 la Serie A abbia di nuovo quattro squadre in Champions League, obiettivo difficile ma non più proibitivo e ottenibile soprattutto grazie ai piazzamenti in Europa League, visto il ritrovato interesse da parte dei club italiani e l’ambito posto in Champions assegnato alla vincente della manifestazione, novità di quest’anno che potrebbe permettere a una squadra arrivata fuori dalle prime tre in campionato di accedere lo stesso alla principale manifestazione internazionale per club.

Fiorentina, Inter, Juventus, Napoli, Roma e Torino: a queste sei squadre l’Italia si affida per ritrovare una vittoria che a livello europeo manca dal 2010. Dalla nascita dell’Europa League (2009-2010) nessun’italiana ha mai vinto, nonostante fino agli anni Novanta la Coppa UEFA fosse una sorta di Italia League, con quattro derby in finale dal 1990 al 1998 e altre due vittorie contro squadre straniere. Il calcio italiano ha l’obbligo di tornare protagonista fuori dai propri confini, e alzare un trofeo sarebbe un deciso passo in avanti per il movimento calcistico nazionale, costretto a migliorare un’immagine macchiata da situazioni complesse come la crisi del Parma.

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