Il momento è arrivato. Fuori i secondi, c’è spazio solo per due squadre. Dopo un lungo cammino, durato quasi un mese, a Saint-Denis, Portogallo e Francia saranno chiamate a contendersi il titolo dell’Europeo 2016. Da un lato i lusitani, ancora a secco di vittorie, ma capaci di arrivare in finale nel 2004 (sconfitti dalla Grecia) e in semifinale nel 1984, nel 2000 e nel 2012; dall’altro i transalpini, più abituati a partite come questa e capaci di imporsi nel 1984 (2-0 alla Spagna) e nel 2000 (2-1 all’Italia), oltre alle semifinali raggiunte nel 1960 e nel 1996. Di seguito, quindi, abbiamo provato a mettere insieme altre cinque cose da sapere, prima di scommettere sulla finale di Parigi, a proposito delle due contendenti e del loro percorso in questo Europeo.

1.

Il Portogallo in sei partite ha segnato otto gol (1.33 a partita) e ne ha subiti cinque (0.83), di questi tre solo nella gara con l’Ungheria e quattro in tutto nella fase a gironi; dagli ottavi in poi i lusitani hanno chiuso a chiave la loro porta subendo una sola rete in apertura dei quarti di finale contro la Polonia (autore Lewandowski). Fare un pensierino all’Under o al Gol-No Gol potrebbe non essere una prospettiva così campata in aria.

2.

Prima della vittoria in semifinale con il Galles (2-0), il Portogallo aveva sempre pareggiato nei tempi regolamentari: 1-1 con l’Islanda, 0-0 con l’Austria, 3-3 con l’Ungheria e ancora 0-0 con la Croazia (0-1 ai tempi supplementari) e con la Polonia (vittoria ai rigori), calcolando anche la scarsa propensione a prendere gol, si potrebbe pensare a una X al 90′ e proseguendo nella lettura scoprirete che ci sono altri elementi che fanno propendere per questa scelta.

3.

Con 13 gol in 6 partite (quasi 2.2 a uscita), la Francia è la squadra che ha segnato più di tutti complessivamente e di media, oltre ad aver realizzato più reti nel singolo match (5 all’Islanda). Quattro, invece, i gol subiti da Lloris (0.6 di media), due dei quali ininfluenti a partita ormai chiusa nei quarti di finale con gli islandesi. La Francia, insomma, è sinonimo di Gol.

4.

Ad eccezione che con l’Islanda, gara che fa storia a sé, i francesi hanno collezionato il maggior numero di reti nel secondo tempo, spesso anche all’ultimo respiro, come accaduto contro l’Albania con il 2-0′ maturato tra il 90′ e il 96′, o con la Romania con il 2-1 di Payet arrivato all’89’. Nel complesso il 61% dei gol francesi è stato siglato nella seconda frazione. Perché, dunque, non pensare a una combinazione X/2 come parziale/finale?

5.

Sono due i precedenti tra Francia e Portogallo agli Europei, entrambi in semifinale ed entrambi decisi solo ai tempi supplementari, in favore dei transalpini. Il primo risale al 1984, con le squadre che arrivano sull’1-1 al 90′ e poi danno spettacolo nell’extra-time sino al 3-2 finale siglato da Platini; il secondo è del 2000, anche in questo caso 1-1 al 90′ e golden gol al 117′ di Zidane. Se credete nel “non c’è due senza tre”, facile puntare sulla Francia, viceversa potrebbe essere scoccata l’ora dell’underdog lusitano. Guardando infine ai possibili marcatorii 6 gol di Griezmann e i 3 a testa di Cristiano Ronaldo e Nani li pongono ai vertici delle preferenze.

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