Si può scendere nel più profondo degli abissi per trovare la luce della propria vita? È ciò che ha fatto Enzo Maiorca, l’uomo dei record di immersione subacquea, che ci ha lasciato a 85 anni nella sua Siracusa, dove aveva visto anche i natali il 21 giugno del 1931. Se n’è andato di domenica, lo stesso giorno in cui era nato. Ma non è l’unica magia di una vita che lo ha visto più volte immergersi e rischiare per il suo sogno: scendere sempre più giù dove non è tutto nero. Anzi.

La carriera di Enzo

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L’apnea è stato un amore a prima vista per Enzo Maiorca, che pure da bambino aveva paura dell’acqua. Nel 1960, a soli 29 anni, già raggiungeva i -45 metri, superando il brasiliano Amerigo Santarelli che, nel settembre dello stesso anno, si riprenderà il record (-46 metri). Un’alternanza, una rivalità che a Maiorca pare aver dato sempre linfa vitale per andare oltre i limiti umani. A novembre del 1960 l’italiano scenderà infatti a -49. E sarà solo l’inizio di una carriera lunga 16 anni, fino al 1976, quando deciderà di abbandonare definitivamente l’apnea.

L’evento del 1974

C’è la diretta Rai per il tentativo di Maiorca: è il 22 settembre 1974. Sulla costiera sorrentina, il nostro rappresentante vuole abbattere il record mondiale in apnea, scendendo a 90 metri sotto il livello del mare. Una diretta drammatica: durante la discesa, infatti, Enzo sbatte contro Enzo Bottesini, sub, inviato della Rai ed ex campione di ‘Rischiatutto’. Sulla tv pubblica vanno in onda le bestemmie del siciliano: impossibile spegnere il microfono. Enzo impreca e se la prende con il suo omonimo. Il record del mondo non arriva. E la partecipazione a programmi televisivi gli viene interdetta per alcuni anni.

È questione di 14 (anni) per andare a conquistare l’ennesimo record. Nel 1988, pur avendo ormai abbandonato la specialità, Maiorca tornerà infatti all’apnea andandosi a prendere il record mondiale di -101 metri. Memorabile. Durante i suoi anni di massimo fulgore, si ritroverà spesso a combattere – a suon di primati e di parole – non solo con Amerigo Santarelli (ritiratosi nel 1963), ma pure con Teteke Williams, Robert Croft e, soprattutto, il francese Jacques Mayol.

La rivalità con Mayol

jacques mayol

Inizia nel 1966 la guerra tra il francese e l’italiano. I due si conoscono alle Bahamas, dove Mayol strappa a Maiorca il record del mondo, scendendo a -60 metri. Nel 1973, all’isola d’Elba, è di nuovo il campione transalpino a far saltare il banco, superando Enzo che si era ripreso il primato a -80. Mayol scende a -85. Ci saranno pure colpi bassi tra i due rivali, con il francese che accuserà Maiorca di essere arrogante e mafioso. Nel 1983, tanto per cambiare, andrà a togliere di nuovo all’italiano il record: -105 metri.

La dura lotta tra i due darà il ‘la’ al film ‘Il grande blu’, che uscirà al cinema solo quando lo stesso Maiorca avrà dato il suo benestare, facendo togliere gli spezzoni in cui viene per l’appunto descritto come una sorta di mafioso. Il regista Luc Besson l’aveva girato nel 1988, ma verrà proiettato solo nel 2002, quando Mayol non c’è più, essendosi suicidato all’Elba a causa di una forte depressione.

Una famiglia che ama il mare

patrizia maiorca

Non solo Enzo Maiorca amante del mare, ma anche le sue due figlie, Patrizia e Rossana. Pure loro sono diventate celebri per aver stabilito record mondiali d’immersione in apnea. La seconda è morta nel 2005 a causa di un tumore. Enzo tornò al suo primo amore nel 1988 proprio per loro. Rossana aveva infatti sfidato apertamente il papà, andando a segno con il record in assetto variabile: -80 metri nel 1988. E con quello in assetto costante, -58 metri. Secondo il suo allenatore, sarebbe potuta scendere fino a -120. Pure Patrizia, nel 1988 farà la sua ultima immersione record: -47 metri in assetto costante.

Le frasi storiche

maiorca e napolitano

“Continuo a inseguire una bellissima balena bianca, e là dove si immerge viene fuori l’arcobaleno. Il mio arcobaleno viene fuori non dalle pentole d’oro, ma da questa balena che si va spostando nel mio mare”.

“Per conoscere davvero il mare, bisogna prima conoscere la propria anima e il proprio cuore”.

“Il mare è stato la mia seconda casa e io gli sono grato. Nella mia cameretta entrava di prepotenza con il suo profumo salmastro portato dal vento di grecale. E io pensavo: chissà cosa ci sarà sotto”.

“Mi ero immerso in una secca, arpionando una cernia; con lei si scatenò una vera e propria battaglia titanica. La cernia pretendeva di salvare la sua vita e io pretendevo di togliergliela. Con il suo pulsare di sangue, ho capito che stavo uccidendo un essere vivente. Da allora il mio fucile subacqueo giace come un relitto”.

L’ambiente

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Dopo aver appeso al chiodo le pinne e aver fatto per due anni il senatore per An, Enzo Maiorca è diventato un grandissimo sostenitore dell’ambiente, oltre che un convinto vegetariano. Ha diffuso in giro per il mondo i valori della cultura e del rispetto per il mare, proteggendo la flora e la fauna. Ha collaborato con il programma ‘Lineablu’ della Rai dal 2000 al 2002. Insomma, dopo aver visto ciò che tanti possono solo immaginare, nel fondo del mare, ha deciso che quella bellezza andava preservata. Che non si poteva sprecare o distruggere. Enzo è stato testimonial dell’area marina protetta del Plemmirio.

I libri, il cinema e la musica

il grande blu

Non c’è solo ‘Il Grande Blu’, ma diverse pellicole e libri ispirati dalla figura di Enzo Maiorca. Lui stesso ha raccontato la sua passione in ‘A capofitto nel turchino: vita e imprese di un primatista mondiale’, ‘Sotto il segno di Tanit’, ‘Scuola di apnea’ e ‘Il Mare con la M maiuscola’. Viene citato, al cinema, dal protagonista di ‘Io sono un autarchico’ (1976) di Nanni Moretti, e dall’attore Guido Nicheli nel film ‘Montecarlo Gran Casinò’ (1987). Pure la canzone ‘La ballata del Cimino’ di Davide van de Sfroos cita il recordman siracusano.

È lo stesso Enzo Maiorca e interpretare Enzo, il cognato dell’ingegner Valdesio, in ‘Sfida sul fondo’, diretto nel 1976 da Melchiade Coletti. Per l’occasione venne doppiato da Pino Locchi.

Gli incidenti


Una volta, a tre metri di profondità, a Enzo gli si spaccano entrambi i timpani. Tutta colpa di un raffreddore. Fortunatamente, con gli anni, i timpani si sono cicatrizzati completamente. Nel 1974, riemergendo dalle profondità di Sorrento, rischia seriamente la vita: una sincope durante il record a -99 metri. Sarà questo incidente a fargli pensare al ritiro (che arriverà due anni dopo), salvo tornare nel 1988, come abbiamo già visto.