In una eventuale classifica dei giocatori più eleganti e belli da vedere della Serie A, Josip Ilicic sarebbe uno dei primi classificati senza nemmeno starne troppo a discutere.  Eppure è alto quasi un metro e novanta e, guardandolo al di fuori da un campo di calcio, quel corpo più simile a un giocatore di basket (sport in cui buona parte degli sloveni giocano fin da piccoli, come dichiarato anche dallo stesso Ilicic, e che ha messo il piccolo stato dell’est Europa sulla mappa dei principali serbatoi mondiali di talento cestistico, visto anche l’ultimo Europeo dominato) non trasmette certo l’impressione di essere elegante. Poi però c’è il campo, la partita, e Ilicic su un prato verde e con un pallone tra i piedi si muove con l’eleganza di un ballerino classico. Movimenti felpati, con i quali salta gli avversari senza nemmeno dover correre più di tanto, tocchi di fino alternati a tiri di potenza, sempre e solo col piede sinistro. Un piede che è davvero capace di inventare calcio.

Considerando solo i mesi di novembre e dicembre non è un’eresia affermare che il giocatore dell’Atalanta sia,  il fantasista/esterno più incisivo di tutta la Serie A, visti anche gli acciacchi fisici di Insigne, il momento no di Dybala e le prestazioni un po’ sotto tono di Suso. Ilicic ha messo a segno 4 gol e servito un assist nelle ultime 3 partite giocate, numeri che per l’Atalanta sono oro colato. Si, perché quando lo sloveno segna o serve un assist ai compagni la squadra nerazzurra, quest’anno, non ha mai perso una partita (considerando sia il campionato che l’Europa League).

Ilicic i numeri da campione li ha sempre avuti, già da quando arrivò da sconosciuto giocatore del Maribor a Palermo (dopo una prestazione in Europa League la dirigenza rosanero si innamorò di lui). Quel che gli è sempre mancato è la continuità di rendimento. Mesi interi passati a vagare per il campo, poi da un momento all’altro era capace di accendersi e risolvere una partita con una giocata delle sue. Ilicic è uno che per rendere al meglio deve sentirsi importante, e soprattutto deve divertirsi in ciò che fa. Nella scelta di andare all’Atalanta ha pesato molto quest’aspetto, come dichiarato dallo stesso calciatore sloveno (“L’anno scorso ho visto come giocava l’Atalanta e sono rimasto impressionato. I giocatori sembravano che si divertissero parecchio. E io non so giocare a calcio senza divertirmi”). 

Gli orobici, dopo le tante cessioni estive e con uno Spinazzola rimasto inizialmente contro voglia (che in estate aveva manifestato il suo desiderio di ritornare alla Juve), si è ritrovata con diversi buchi tra centrocampo e fasce. Conti, al suo meglio, è uno dei migliori esterni di spinta della Serie A, come lo stesso Spinazzola, e gli inserimenti di Kessie creavano sempre problemi alle difese avversarie. In una situazione del genere ci voleva una mossa anche un po’ azzardata per non perdere qualità in fase offensiva, e proprio quando sembrava già pronto per vestire la maglia della Samp, Percassi e Gasperini hanno convinto Ilicic a scegliere l’Atalanta, prospettandogli un ruolo importante dopo un anno di (pochi) alti e (molti) bassi a Firenze.

Dopo pochi mesi i fatti hanno dato ragione ai nerazzurri: lo sloveno, schierato da trequartista o largo sulla fascia destra, sta trovando una continuità di gioco forse mai avuta, con colpi di bellezza assoluta come l’assist servito a Freuler nel 3-1 contro l’Apollon Limassol in Europa League.

Vedere giocare Ilicic, in questo periodo, riconcilia con il gioco del calcio, e gli applausi ricevuti dai tifosi atalantini sono solo la prova che dimostra il livello raggiunto dallo sloveno. Quando le sue lunghe leve nascondono il pallone agli avversari, quando serve il pallone sul piede di un compagno o calcia con violenza verso la porta, quando duetta col Papu Gomez o scambia il pallone con i compagni creando corridoi di gioco (che Cristante sta sfruttando alla grande) gli applausi sono l’unica reazione possibile. Qualche volta poi si mette in proprio, tirando fuori gol capolavoro come quello segnato al Crotone.

A 29 anni Josip Ilicic forse ha trovato il posto giusto in cui poter diventare quel giocatore che ha fatto intravedere nel corso della sua carriera. Fisicamente tirato a lucido come non mai, investito della responsabilità di guida (insieme agli altri calciatori di maggior esperienza) di un gruppo giovane, nell’ultimo periodo sta forse compiendo la sua evoluzione definitiva. Gasperini lo ha avvicinato alla porta, quasi da seconda punta alle spalle di Petagna, e lui lo ha ripagato con 3 gol da attaccante vero contro Genoa, Torino e Lazio (di taglio sul primo palo, con un movimento in profondità al limite del fuorigioco e con un tiro a volo in area dopo uno scatto tra i centrali avversari).

L’impressione, visti questi primi mesi, è che l’Ilicic show quest’anno sia appena iniziato e che ci riserverà molte altre cose interessanti da qui a fine stagione.

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