Di nuovo Novak Djokovic. A Wimbledon il numero uno al mondo ha battuto Roger Federer, che cercava l’ottava affermazione sull’erba londinese. L’impresa non era mai riuscita a nessuno e, almeno per un altro anno, sarà così. Ma pure dodici mesi fa furono loro due a ritrovarsi l’uno contro l’altro all’ultimo atto e pure allora Djokovic chiuse la porta in faccia allo sfidante (emozionante 3-2).

Djokovic-Federer è molto di più di un evergreen a Wimbledon. È una sfida generazionale che dura da un decennio. Domenica scorsa è stata la quarantesima partita tra loro dal 2006. Lo svizzero era in vantaggio 20-19, ma ora è stato raggiunto. E probabilmente verrà superato perché, mentre Nole è in fase di ascesa, Roger è in fase discendente (anche se si difende ancora molto bene). L’atleta rossocrociato è un classe 1981, Djokovic ha sei anni in meno. Che pesano. In qualche set o game possono sembrare annullati, nell’intera partita si vedono. Soprattutto in quelle lunghe.

12 07 2015 Wimbledon England The Wimbledon Tennis Championships Gentlemens Singles Final between

Differenza di età e di modo di giocare. Federer usa il servizio come una clava, ma anche come una bacchetta di ballerina classica. Si muove leggero sul campo. E il complimento più bello gliel’ha fatto proprio il grande avversario, definendolo “il più grande di tutti i tempi”. Non importa se non vince uno Slam da tre anni. O forse sì. Se pensiamo che a impedirgli di continuare il dominio sul regno degli altri tennisti è proprio Nole. Qualcuno ha parlato di declino fisico. Vero o meno, qualche crepa psicologica c’è.

Djokovic colpisce in modo efficace da ogni parte del campo. Nessuno lo batte, al momento. Le sue risposte fanno male. Richard Gasquet, francese battuto proprio da Nole in semifinale, ha detto: “La sua risposta al servizio è incredibile, non la sbaglia mai. Tu sei lì che ti impegni a fare un buon servizio, ma la palla torna sempre nel suo campo”. Sul campo, Roger è più tranquillo e saggio, gioca con serenità olimpica; Novak si agita, colpisce il campo con la racchetta, è bizzoso. Eppure, da più di un anno è in testa al ranking mondiale: “E sono l’obiettivo di tutti gli altri”.

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Il vero e proprio duello generazionale è in realtà un cambio di generazioni, già in atto da parecchio tempo. Djokovic ha superato Federer e da 155 settimane ha superato chiunque. Già tra il 2010 e il 2011 era imbattibile e detiene tuttora il maggior numero di successi consecutivi agli Open (43). Resta secondo a Federer solo per il monte guadagni totale. Ha 54 titoli all’attivo e la sua carriera è lontana dal ritiro o da un appannamento.

Federer di titoli ne ha vinti 86. È stato numero uno del ranking mondiale nel 2004, ma anche nel 2012. Era e sarebbe tuttora il più forte se non fosse comparso sulla scena mondiale Djokovic. Trasformando il dualismo Rafa-Roger in quello Nole-Roger. Di sicuro stiamo parlando di due assoluti fenomeni. Forse non faranno spettacolo come Borg e McEnroe, ma hanno segnato l’ultima decade del tennis mondiale. E puntano alla prossima.