Sarà il San Paolo ad attribuire il ruolo di inseguitrice ufficiale della Juventus in serie A. Lo si conoscerà al triplice fischio di Napoli-Roma, in programma sabato alle 15. Un derby del Centro-sud, tra squadre che negli ultimi tempi si sono date il cambio in seconda posizione, che presenta molti spunti di interesse. A cominciare dalla sfida tra toscani in panchina. Uno di Figline Valdarno (Maurizio Sarri), l’altro di Certaldo (Luciano Spalletti); settanta chilometri a separarli, ma tanti tratti comuni a unirli: parlantina sciolta, idee tattiche precise e il rapporto non sempre lineare (soprattutto il secondo) con piazze ribollenti, ambiziose e pronte ad accendersi in caso di risultati positivi.

gabbiadini

Poi c’è il campo che vedrà, per la prima volta (di una lunga serie), i partenopei senza bomber Milik: il miglior realizzatore della squadra (7 gol nelle due competizioni), infortunatosi nella sfida di qualificazione ai Mondiali con la sua Polonia, spiana così la strada al suo alter ego Gabbiadini. Una tegola – quella dello stop di 4 mesi del polacco – rispetto alla quale Sarri ha subito preso posizione in maniera netta: non si torna sul mercato (degli svincolati) fiducia a Manolo e, in caso di necessità, spazio a uno dei piccoletti nel ruolo di falso nueve. Per l’attaccante di Calcinate non un’ultima chiamata, ma quasi. Almeno per il prosieguo della sua carriera al Napoli. Se vuole imporsi definitivamente è questo il momento del definitivo salto di qualità, al netto finalmente di una concorrenza sempre troppo ingombrante. Al suo fianco ci saranno Callejon, il migliore dei suoi per rendimento complessivo, grazie a 5 gol e 2 assist in due partite, e Mertens – probabilmente preferito a Insigne – che dovrà dare seguito alla doppietta di inizio stagione.

In casa Roma, invece, Spalletti sta lavorando per recuperare l’apporto della sua linea di mediani, risultata a sorpresa molto deficitario in quest’avvio. Da punto di forza a handicap il passo è stato breve. L’unico a salvarsi, sin qui, è stato Strootman, tornato dall’infortunio con una voglia matta di recuperare il tempo perso e subito determinante con le sue abilità in interdizione e rilancio della manovra. Non così Nainggolan e De Rossi: il belga sta faticando a trovare i tempi di inserimento che, lo scorso anno, gli hanno permesso di confezionare la migliore stagione da quando è in Italia (anche sei gol per lui); l’italiano, invece, alterna gare in cui appare imprescindibile, ad altre in cui rischia di risultare deleterio per i suoi. Discorso diverso per la difesa che da agosto assomiglia più a un lazzaretto che a un reparto nevralgico, cruciale per le sorti della squadra. Infortunati Rudiger, Vermaelen e Mario Rui, non ancora inserito al meglio Bruno Peres, Spalletti ha trovato un minimo di quadratura grazie a un Manolas in stato di grazia, che sta giocando per due, e a un Juan Jesus strategicamente schierato sugli esterni, al posto di un Florenzi che sulla linea dei difensori fatica ancora a trovarsi a suo agio.

dzeko

Insomma tanti temi tattici attesi alla prova del campo, con la consapevolezza che la partita potrebbe essere risolta anche solo da una variabile impazzita che, dal lato del Napoli, risponde al nome di Hamsik apparso nuovamente decisivo in zona gol; mentre per la Roma potrebbe trattarsi di Dzeko, miglior marcatore della squadra con cinque reti e finalmente integrato nel sistema di gioco giallorosso.

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