Allison, Dani Alves, Banega, Milik: tanti sono i nomi di spicco in arrivo dai campionati esteri per la serie A edizione 2016/2017, che da sabato pomeriggio è tornata a riempire i weekend degli italiani. Si balla latino: Argentina (7 rappresentanti) e Brasile (6) sono le nazionalità più rappresentate tra gli esordienti. Agli “chef stellati” che si confronteranno per la prima volta in carriera con il massimo campionato italiano, si affiancano però tanti “apprendisti”: sin qui sono 46, chiamati a confermare o svelare il proprio valore nei confini tricolori. Ne abbiamo selezionati 10, attesi alla prova del nove in ogni fine settimana.

Ladislav Krejci

Ladislav Krejci (Bologna)

Ala vecchio stampo, piede mancino ed esperienza internazionale. Sul giocatore nato a Praga il 5 luglio 1992 la società di Saputo ha investito ben 4 milioni. Krejci è il primo calciatore ceco a indossare la maglia rossoblù. È indiscutibilmente annoverabile fra i talenti cechi della nuova generazione: negli anni vissuti allo Sparta Praga ha messo a segno 25 reti in 130 presenze in campionato. Dovrà sostituire Giaccherini nei cuori e negli schemi rossoblù: impresa non semplice.

Marco Pajac

Marco Pajac (Cagliari)

Mancino tuttofare, croato, classe 1993, Pajac ha firmato un contratto quadriennale con il club di Giulini. Nasce come centrocampista centrale, ma negli anni è diventato una mezzala completa: 181 centimetri per 74 chili, i suoi punti di forza sono la visione di gioco e il sinistro chirurgico. Nel proprio curriculum può vantare una presenza in Europa League nel 2011 con il Varadzin, l’esordio in Champions League con il Videoton nel 2014, squadra con la quale ha anche vinto il campionato ungherese. Un’arma in più nel 4-3-1-2 di Rastelli.

Simy

Simy (Crotone)

All’anagrafe è Simeon Tochukwu Nwankwo: 24 anni, passaporto portoghese e nazionalità nigeriana, questo centravanti dall’andamento dinoccolato e alto quasi due metri (198 centimetri) è il pilastro sul quale vertono le speranze di salvezza dei pitagorici. Arriva in Calabria dal Gil Vicente, dove ha segnato 29 reti tra prima e seconda serie nelle ultime due stagioni. Molto forte di testa, potrebbe essere un’arma tattica da non sottovalutare nel 3-4-3 di Davide Nicola.

Kevin Diks

Kevin Diks (Fiorentina)

Dai tulipani ai gigli. Kevin e la sua giovinezza sono sbarcati a Firenze con importanti credenziali: nel 2015-16, 33 gare e una rete con la maglia del Vitesse. Terzino destro longilineo (182 centimetri per 80 chili) Diks compirà 20 anni a ottobre, ma ha giocato quasi sempre titolare con i Geel en Zwart (gialli e neri) nelle ultime due stagioni, collezionando 24 presenze su 26 dal primo minuto nella scorsa Eredivisie e ottenendo la convocazione della nazionale olandese Under 21. Benzina fresca per il versatile 4-3-2-1 viola.

Lucas Ocampos

Lucas Ocampos (Genoa)

In Liguria per sfidare il mare aperto e diventare grande. È la missione di questo talento argentino classe 1994, sbattuto troppo presto in prima pagina e rimasto in culla nel principato di Monaco. Esterno d’attacco, è arrivato al Genoa dall’Olympique Marsiglia in prestito con diritto di riscatto: quello che Lucas cerca da anni, da quando nel Sudamericano Under 15 si rese protagonista con una doppietta ai danni della Colombia. Nel 2012 il momento più alto della sua carriera: 29 presenze, 4 goal, 3 assist in Ligue 2, agli ordini di Claudio Ranieri. Che l’aria italiana possa rigenerarlo ancora?

Jordan Lukaku

Jordan Lukaku (Lazio)

Suo fratello Romelu ha conquistato le prime pagine dei tabloid inglesi con il ritorno milionario al Chelsea, lui si è accontentato di un trafiletto in terza pagina. L’arrivo alla Lazio è stato accolto tiepidamente, per effetto dello scontro tra tifoseria e società più che del suo valore in campo. Suo fratello maggiore (nato nel 1993, Jordan un anno dopo) legge la Bibbia ed è riflessivo, lui è estroverso e vulcanico. Veloce e potente, piede mancino, bravo nel cross, meno nella lettura della fase difensiva. I biancocelesti lo hanno prelevato dall’Ostenda per circa 5 milioni: già anni fa al torneo di Viareggio, impressionò Berlusconi e i genitori rifiutarono offerte di trasferimento, perché Jordan era troppo giovane. Da Milano a Roma: capitale da valorizzare.

Haitam Aleesami

Haitam Aleesami (Palermo)

“Quando ho ricevuto la proposta del Palermo non ho avuto dubbi: è la chance della mia carriera”. Che a questo terzino 25enne dalla doppia vocale del cognome e radici marocchine non difetti la personalità è già evidente: il ds Faggiano lo ha prelevato dal Goteborg per una cifra vicino al milione e mezzo di euro. Mancino rapido dotato di una forza fisica notevole e di una discreta abilità nel cross, Aleesami è già entrato nella storia del club: è il primo norvegese tesserato nella storia siciliana. Cresciuto tra Skeid e Fredrikstad, i suoi 185 centimetri e le leve lunghe hanno impressionato il “Barbera” già in Tim Cup, contro il Bari. Due mesi di preparazione in più si notano, soprattutto in estate: reggerà ai primi freddi?

Patrik Schick

Patrik Schick (Sampdoria)

Piaceva alla Roma, è arrivato agli ordini di Giampaolo. Un metro e novanta di speranze e tecnica per i blucerchiati: classe 1996, Schick era da tempo sul taccuino di Walter Sabatini. D’altronde anche a livello internazionale il 20enne non aveva mai perso un colpo, soprattutto con la nazionale Under 21 ceca, con la quale è andato a segno per ben 7 volte in 8 partite. Cresciuto nel settore giovanile dello Sparta Praga, maturato nel Bohemians, è una punta centrale molto mobile, che ama svariare su tutto il fronte offensivo. A Genova sta studiando da trequartista alle spalle di Muriel e Quagliarella: un investimento da 4 milioni di euro, per restituire qualità nel post-Cassano.

Lucas Boyé

Lucas Boyé (Torino)

Prenotato a gennaio, sbarcato dalla pregiata scuola River Plate all’ombra della Mole in estate. La sua carta d’identità recita 28 febbraio 1996 alla voce “data di nascita”, ma la maturità è quella di un adulto.  Il club granata lo ha soffiato a Bologna e Roma: fisico non indifferente e gamba piuttosto veloce, con piede educato, Boyè è una seconda punta che Mihajlovic sta impostando da esterno tra le frecce del suo tridente. Ricorda un primissimo Immobile, capace di andare a strappare il pallone all’avversario e poi puntare la porta da ogni posizione.

Rodrigo De Paul

Rodrigo De Paul (Udinese)

L’eredità supera anche le attese: vestirà la numero 10, per un decennio sulle spalle di un “certo” Antonio Di Natale. Lo chiamano “El Pollo” dai tempi del Racing, squadra nella quale è cresciuto e della quale è tifosissimo: nato a Sarandì, un sobborgo che fa parte del Partido di Avellaneda, il 24 maggio 1994. In campo è un enganche, trequartista, trasformato poi in esterno o seconda punta. Molto dotato tecnicamente, il suo punto di forza è il dribbling. Era stato a un passo dall’Udinese già nell’estate 2014, quando preferì il Valencia convinto da Ayala. Prima stagione positiva, seconda da rimandato. A casa, con il prestito al Racing de Avellaneda. Ora l’aria del Friuli per rigenerarsi.