Nella storia di Matteo Darmian che conquista l’Inghilterra all’esordio nel Manchester United è racchiusa una parte di quella generazione di talenti italiani costretti ad espatriare per cercare fortune altrove. Magari a Londra, o in qualche altra città inglese. Di storie così ce ne sono tante nella vita di tutti i giorni, ma nella parabola di Matteo Darmian, il ragazzo che giocava a Rescaldina allenato dal papà, c’è anche un calciatore divenuto grande in Serie A che prova a conquistare la Premier League. Il campionato più bello del mondo. Quell’apposizione della quale la Serie A si è fregiata per diverso tempo, prima di cedere il passo al calcio moderno e ai cambiamenti che inevitabilmente hanno scalzato il calcio italiano dal gradino più alto del calcio mondiale.

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Dalla provincia di lusso del calcio italiano, il Toro, al “teatro dei sogni” del calcio inglese. Darmian ha conquistato stampa, addetti ai lavori e tifosi con una prestazione sontuosa all’esordio contro il Newcastle. Ora è chiamato a ripetersi, a continuare la propria ascesa: sempre più su. Ma prima di Matteo Darmian ci sono stati altri calciatori italiani capaci di conquistare l’Inghilterra. Attualmente gli italiani in Premier sono 9, il 2% circa dell’intero parco calciatori del massimo campionato inglese. Ma la vita oltremanica non è facile per tutti. Se Pellè è rinato nel Southampton, l’aria di Liverpool ha spento entusiasmi e sogni di Mario Balotelli e Fabio Borini. C’è poi Angelo Ogbonna, che al West Ham non ha iniziato benissimo: un’autorete all’esordio vale l’eliminazione degli Hammers dall’Europa League.

La memoria però torna indietro nel tempo e di calciatori italiani che hanno fatto la storia del calcio inglese ce ne sono almeno cinque. Tralasciamo volutamente coloro che nel regno di Sua Maestà sono stati solo di passaggio. Tra la fine degli anni ’90 e i primi anni ’00, Carlo Cudicini entrò nel cuore dei tifosi del Chelsea: portiere numero 13, per dirla all’inglese, e cioè di riserva, si conquistò il posto da titolare nella stagione 2000-01 e lo mantenne fino all’arrivo di Cech, che lo rilegò nuovamente alla panchina perenne. Il figlio d’arte (il padre Fabio aveva calcato i campi della Serie A qualche anno prima) con i Blues ha vinto tanto: 3 FA Cup, 2 Premier League, 2 coppe di Lega e 2 Community Shield. Ma la storia del Chelsea comprende qualche altro italiano capace di scrivere la storia.

Gianluca Vialli, ad esempio. L’unico italiano ad aver ricoperto il ruolo di calciatore e allenatore allo stesso tempo, com’era consuetudine nel calcio inglese di fine anni ’90.  Tre anni (più uno da allenatore) anche per lui ricchi di successi e soddisfazioni, compresa una Coppa delle Coppe e una Supercoppa europea, vinte in un momento storicamente non facile per il Chelsea, quando i soldi di Abramovich erano ancora un lontano miraggio nemmeno ipotizzabile. L’Inghilterra è piaciuta anche a Fabrizio Ravanelli, compagno di Vialli nella Juve campione d’Europa del ’96. Per lui esperienze più modeste tra Midllesbrough (dove ricordano anche Big Mac, Maccarrone) e Derby County.

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Dalle parti di Upton Park, nella zona Nord-Ovest di Londra, ricordano ancora quella volta che Paolo Di Canio, con la maglia del West Ham, fermò la palla con le mani piuttosto che segnare a porta vuota, perché si era accorto di un infortunio occorso al portiere avversario. Lo stadio gli tributò lunghissimi minuti di applausi, perché in quella parte del mondo un gesto del genere vale anche più di un gol. Di Canio fu bandiera degli Hammers, un altro di quei calciatori italiani amatissimi dai tifosi inglesi per sportività e talento. E anche un pizzico di follia. Quella che non mancava di certo a Gianfranco Zola, il più amato italiano in terra inglese.

“Magic box”, lo chiamavano loro. La scatola magica. Quella dalla quale può sempre venir fuori una giocata che vale da sola il prezzo del biglietto. Ancora Chelsea, la maglia blues che negli anni ’90 fece innamorare tutto il mondo del calcio inglese. Un calciatore tecnicamente impressionante, che poi ha chiuso la carriera nel Cagliari. Tanto amato da tifosi e critica da essere nominato “Membro onorario dell’Impero britannico” dalla Regina Elisabetta. A Londra l’Italia è Gianfranco Zola, altro che spaghetti e mandolino come qualcuno vorrebbe farci credere. Un tifoso inglese ammise in una trasmissione televisiva di aver visitato la Sardegna solo perché sperava di incontrare Gianfranco Zola. L’augurio per Darmian è che qualcuno inizi a prenotare i biglietti per Rescaldina. Good luck, Matthew.

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