“Bella idea, scriviamo di quel calciatore lì”

Refrain tipico di una redazione qualunque dopo un weekend nel quale sei stato scoperto dal mondo del dio pallone e il tuo status sta mutando da “carneade” a “promessa di successo”. Povero Joel Pohjanpalo: chissà quante volte gli saran fischiate le orecchie in questi ultimi giorni, nei quali il suo nome è tante volte presente in prima pagina quanto negli aspri pensieri dei glottologi di mezzo mondo. E già, perché il 22enne finlandese che in Germania sta rubando titoli e copertine persino a Robert Lewandowski l’ha fatta grossa: o meglio, ne ha fatti quattro. 4 gol in due partite di Bundesliga con la maglia del Bayer Leverkusen, ideale regalo di compleanno per chi ha soffiato sulle candeline il 13 settembre.

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Poe-yan-pal-oh – così si pronuncia il suo cognome – ha incorniciato il suo personale poker partendo dalla panchina: sabato scorso ha messo piede in campo contro l’Amburgo al minuto 72, con i suoi in vantaggio per 1-0. Dieci palloni toccati, tre tiri in porta, altrettante reti e pallone in omaggio e ben custodito nella galleria dei ricordi allestita in casa.

Sequel ideale di quanto visto la settimana prima in casa del Borussia Mönchengladbach: ingresso in campo al 78′ al posto di Aranguiz, con la squadra sotto di una rete, e tocco vincente su cross di Bellarabi un minuto dopo. Gioia effimera, annullata dal 2-1 di Stindl, ma pur sempre una storica prima volta. 32 minuti in campo e una netta, inequivocabile sensazione: Joel vive per il goal.  Uno ogni otto minuti per l’esattezza.  Due gol di testa e due con il piede destro: la sua maglia, la numero 17, è una delle più vendute negli store del Bayer. E il suo balletto con la mascotte del Bayer Leverkusen, un pupazzo giallo di peluche soprannominato “Brian the Lion”, sotto la curva dei tifosi rossoneri, è già diventato virale.

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È bello immaginare che domenica mattina Joel si sia svegliato tra due poster, guardandoli dritti negli occhi: quello del centravanti polacco del Bayern Monaco, valutato 100 milioni di euro, e quello di Gonzalo Higuain, che ha segnato “solo” un gol ogni 40 minuti nel suo ottimo avvio di campionato con la maglia della Juventus. “Sono un attaccante e cerco semplicemente di segnare in ogni partita, a ogni possibilità che mi si presenta. Se non ci riesco non sono felice” ha spiegato lui, ancora timido, dopo la tripletta che l’ha spedito nelle grazie dei tifosi del Bayer. Lontano dallo stereotipo del finlandese gelido e riservato, Joel è diventato un trend topic di Twitter – dove annovera oltre 10000 followers – e di Instagram, dove lo seguono in 12mila. Lui ricambia raccontandosi, tra gite in barca, serate di gala e sostegno agli sportivi del suo Paese (va matto per l’hockey su ghiaccio), dove sta lentamente sostituendo un’icona come Sami Hyypiä, ex capitano della Nazionale e centrale difensivo prima e allenatore poi delle “Aspirine”.

 

Is this a normal sized mouth for a 22 year old? Thank you all for the congratulations #birthday#since1994

Una foto pubblicata da Joel Pohjanpalo (@jpohjanpalo) in data:

In campo Pohjanpalo è versatile, capace di agire da centravanti classico o da esterno offensivo nel 4-2-3-1. Longilineo, è alto un metro e 85 per 78 chili, colpisce bene di testa, è rapido in area di rigore. A 22 anni ha già all’attivo 18 presenze e 4 reti con la nazionale finlandese:  è figlio della programmazione, quella che ha permesso al Bayer di pescarlo nell’estate del 2013 dalla prima squadra dell’HJK Helsinki, il club della capitale finlandese, dove si era fatto notare segnando gol a valanga nel settore giovanile; è passato per due volte in prestito nella serie B tedesca, prima all’Aalen (22 gare e 5 reti) e nella stagione passata al Fortuna Düsseldorf (29 presenze e 11 gol). Nel suo passato Joel ha anche un gran rifiuto: il “no” al Liverpool nella primavera 2013 perché non voleva marcire in panchina.

“Se ti soffermi a pensare non vai da nessuna parte” recita un antico detto finlandese: Pohjanpalo deve conoscerlo bene. Tre anni dopo la firma, complici l’infortunio di Kiessling e qualche assenza di Chicharito e Volland, Joel ha avuto le sue chance e le sta sfruttando. Rudi Völler, uno che di gol se ne intende, anche: ha versato 500mila euro nelle casse dell’HJK e ora si gode una punta moderna completa e in rampa di lancio. E con lui Roger Schmidt, allenatore del Bayer. Lo sconosciuto biondino, “quel calciatore lì”, è pronto per una maglia da titolare.