Tu pensi a Patrick Schich e ad Andrea Belotti. Uno potrebbe arrivare, nonostante il cuore matto, l’altro è il sogno del Milan per completare un calciomercato di fuochi d’artificio. Altrimenti, beh, c’è sempre Kalinic che aspetta. Poi, però, guardi in casa tua e scopri che due attaccanti su cui contare magari ce li hai già: Andrea Pinamonti e Patrick Cutrone.

In comune hanno che sono molto giovani entrambi, che giocano vicino alla porta e che vestono le maglie delle due milanesi. Pinamonti con l’Inter, Cutrone per il Milan. Insomma, perché andare a cercare tanto lontano i bomber quando sono già sotto il tuo tetto?

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In questa estate di preparazione, alla ribalta è salito Cutrone. Contro il Bayern Monaco, quasi fosse un veterano lui che di anni ne ha 19 anni, ha infilato due volte la porta avversaria. Vero che di fronte non c’era Neuer, ma in panchina un certo Carletto Ancelotti. E davanti gente del calibro di Bernat, Rafinha, Alaba e Hummels, campione del mondo.

La doppietta ai tedeschi ha fatto gridare al miracolo tutti. Tranne chi nel settore giovanile rossonero lavora a stretto contatto con lui e con gli altri del vivaio. Sì, perché Patrick il gol ce l’ha nel sangue. Dopo gli esordi alla Paradiense, Cutrone è entrato nella famiglia rossonera. Nel 2012 gli addetti ai lavori si accorgono di lui al torneo ‘Gaetano Scirea’. Il Milan in finale affronta il Barcellona e Patrick segna una doppietta.

Il giovane puntero fa tutta la trafila delle giovanili milaniste, segnando 43 reti in 67 partite con la Primavera. Dal 2013 al 2016 gioca per la Nazionale, dall’Under 15 alla 19. Nel gennaio di quest’anno l’arrivo in prima squadra e il debutto in serie A all’85’, nel 3-0 al Bologna, al posto di Deulofeu. Quest’anno, per lui, l’idea dei dirigenti era di mandarlo a farsi le ossa in prestito. Ma dopo il Bayern qualcosa è cambiato.

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Cutrone è una prima punta potente, 183 centimetri per 75 chili. Eppure è anche veloce e tira di prima intenzione. Sa reggere da solo il reparto offensivo, si sacrifica per i compagni. È un destro naturale, è stato schierato pure più largo per accentrarsi e tentare la conclusione. Vincenzo Montella lo sta valutando attentamente e gli ha dato spazio nelle amichevoli. Aveva segnato un gol pure contro il Lugano e giocato piuttosto bene nel ko contro il Borussia Dortmund.

La via più facile è che vada in prestito, in A o in B, perché a quest’età conta giocare con continuità. Prima del prestito, però, c’è una questione urgente da risolvere: il contratto scade infatti nel giugno del 2018. Lui ha già detto la sua: “Io spero di rimanere al Milan”. Parlava del futuro ma, tutto sommato, anche del presente. Potrebbe dire la sua in prima squadra, anche se nel Milan stellare costruito dalla proprietà cinese rischierebbe davvero di trovare poco spazio.

Spostiamoci in casa Inter. Andrea Pinamonti era più conosciuto di Patrick Cutrone. Nonostante abbia un anno in meno, è parecchio tempo che si divide tra la Primavera e la prima squadra. Tanto è vero che ha già esordito pure in Europa, l’8 dicembre del 2016, a 17 anni, contro lo Sparta Praga nell’ultimo match del girone 2016/2017 di Europa League. Andrea giocò molto bene. Il 12 febbraio del 2017 c’è stata anche la prima presenza in serie A, nel 2-0 all’Empoli, parlando di una esperienza “indescrivibile”.

PInamonti campione

Il 2017 si è chiuso alla grande con la conquista dello scudetto Primavera, anche grazie a una sua rete, mentre con l’Under 17 dell’Italia ha partecipato agli Europei del 2016, segnando un gol. Il suo idolo è, manco a dirlo, Mauro Icardi, a cui dice di ispirarsi parecchio, e che nelle amichevoli di inizio stagione ha sostituito spesso per via dell’infortunio dell’argentino, tanto che in Cina è stato uno dei giocatori più acclamati dai tifosi. Proprio suo papà Massimo ha postato una foto di tifosi cinesi con in mano un’immagine del giovane attaccante.

Per lui non dovrebbe esserci il prestito, ma la prima squadra, dove agirà probabilmente da vice Icardi, col quale ha uno splendido rapporto e dal quale cerca di carpire i segreti di un attaccante da 20 e più gol a stagione. Solo se dovesse concretizzarsi l’arrivo di Patrick Schick in casa nerazzurra, Pinamonti verrebbe sacrificato per poter giocare con continuità.

Insomma, in questa stagione difficilmente vedremo il derby Cutrone vs Pinamonti, ma negli anni a venire i due sono destinati a scrivere pagine di derby a suon di gol. Pagine di storia, dunque. E, chissà, ai Mondiali del 2022 potrebbero anche essere nella spedizione azzurra. Quella maggiore, naturalmente.

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