La musica balcanica? È cambiata e da qualche anno veste di nuovo scacchi bianchi, blu e rossi. La suona un’orchestra sapientemente guidata da un laureato alla facoltà di Educazione Fisica dell’Università di Zagabria, che di nome fa Ante e di cognome fa Čačić. È una banda giovane (età media 24,3 anni), smaliziata e ricca di qualità dal centrocampo in avanti, capace di far tremare l’Italia nelle qualificazioni europee pur chiudendo a -4 dagli azzurri. Sessantadue anni, il Ct tornato in sella alla panchina della nazionale in settembre nel suo passato ha allenato nazionale libica, under 21 croata, Zadar, Dinamo Zagabria, Radniki, Maribor e Lokomitiva. Accanto a lui siede il vulcanico ex difensore Josip Simunic, ritiratosi nel dicembre 201 dopo aver saltato il Mondiale brasiliano per una squalifica di dieci giornate: la punizione gli era stata inflitta per aver lanciato il grido di battaglia degli ustascia durante la seconda guerra mondiale per festeggiare la qualificazione dopo lo spareggio con l’Islanda.

Croazia, la nuova divisa per Euro 2016
Croazia, la nuova divisa per Euro 2016

L’ultimo Europeo ha lasciato l’amaro in bocca agli uomini allora guidati da Slaven Bilic, finiti in un girone di ferro con quelle che sarebbero poi state le due finaliste della competizione, Spagna e Italia. In quell’occasione la Croazia giocò comunque più che dignitosamente, concludendo il girone a 4 punti, con un bilancio di una vittoria contro l’Irlanda, un pareggio contro l’Italia e la sconfitta fatale contro le Furie Rosse. Due anni dopo, il risultato dell’eliminazione ai gironi si è ripetuto ai mondiali brasiliani, nel girone dei padroni di casa. Era dai tempi di Boban, Asanovic, Prosinecki e Suker, figli di una repubblica federale in cui erano messe insieme, come in un fritto misto, sei repubbliche, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni e due alfabeti, aggregate da un equilibrio precario, che la Croazia non aveva tanti piedi buoni: eppure quella nazionale non è andata “oltre” il terzo posto a Francia ’98 e i quarti di finale agli Europei del 2008.

Oggi Čačić punta principalmente su tre blocchi nel suo organico: quello degli “italiani” -ben 7, Vrsaljko (Sassuolo), Strinic (Napoli), Badelj e Kalinic (Fiorentina), Brozovic e Perisic (Inter), Mandzukic (Juventus)-  quello che proviene dal campionato spagnolo -Kovacic e Modric (Real Madrid), Rakitic (Barcellona), Cop (Malaga) e Halilovic (Sporting Gijon)- e i calciatori della Dinamo Zagabria, un pokerissimo guidato dal talento luminoso di Marko Pjaca, top player del campionato locale che fa gola a mezza Europa e non vede l’ora di mettersi in vetrina in Francia.

Ante Cacic, Ct della Croazia
Ante Cacic, Ct della Croazia

In campo, Čačić dovrebbe optare per un 4-2-3-1 molto elastico e con tanto “fosforo” in mezzo al campo. Rakitic, Modric e Brozovic a centrocampo, con l’interista ex Dinamo Zagabria ad allargarsi sulla fascia destra, a sinistra l’altro nerazzurro Ivan Perisic. In attacco spazio a Mario Mandzukic supportato da Marko Pjaca, con un “tale” Kalinic a fungere da alternativa. In avanti spesso i Vatreni (soprannome che fa riferimento alla passione che mettono i giocatori in campo e i loro tifosi quando osservano le gare) compongono un 4+1 che si basa su un solo riferimento centrale, Mandzukic, e su Modric davanti alla difesa, con Brozovic, Pjaca, Rakitic e Perisic pronti a coprire il terreno di gioco nell’intera ampiezza. Nei primi 16 metri, davanti a Subasic, una colonna tra i pali, Vida e Corluka saranno i difensori centrali con Vrsaljko e capitan Srna a completamento del pacchetto arretrato.

Mario Mandzukic, l'attacco croato poggia sulla sua fisicità
Mario Mandzukic, l’attacco croato poggia sulla sua fisicità

Tante pedine per trovare i giusti corridoi tra gli scacchi: non solo un legame grafico, ma anche tattico. La saggezza è la componente spesso mancata a questa giovane nazionale, indipendente da 25 anni: a Čačić toccherà trovare le giuste vie di mezzo tra una rosa abbondante di classe ma al tempo stessa ricca di anarchici del dio pallone. In campo, però non ci vanno otto pedine, come sulla scacchiera, ma 11 anime dal peso specifico rilevante: nel gruppo D Mandzukic e compagni avranno a che fare con la favorita Spagna, Repubblica Ceca e Turchia. Nella griglia di partenza però i croati sono un passo avanti rispetto a turchi e cechi, per talento e anche per abitudine a giocare competizioni pesanti. La musica è cambiata, il pallone non è più in fuga dai Balcani.

Luka Modric, stella del centrocampo croato

 

Lista provvisoria dei convocati

Portieri: Danijel Subasic (Monaco), Lovre Kalinic (Hajduk Spalato), Ivan Vargic (Rijeka), Dominik Livakovic (NK Zagabria).

Difensori: Darijo Srna (Shakhtar), Domagoj Vida (Dinamo Kiev), Gordon Schildenfeld (Panathinaikos), Tin Jedvaj (Bayer Leverkusen), Vedran Corluka (Lokomotiv Mosca), Ivan Strinic (Napoli), Sime Vrsaljko (Sassuolo), Duje Caleta-Car (RB Salisburgo).

Centrocampisti: Luka Modric (Real Madrid), Ivan Rakitic (Barcellona), Mateo Kovacic (Real Madrid), Milan Badelj (Fiorentina), Marcelo Brozovic (Inter), Alen Halilovic (Sporting Gijon), Ante Coric (Dinamo Zagabria), Marko Rog (Dinamo Zagabria), Domagoj Antolic (Dinamo Zagabria).

Attaccanti: Marko Pjaca (Dinamo Zagabria), Ivan Perisic (Inter), Mario Mandzukic (Juventus), Andrej Kramaric (Hoffenheim), Nikola Kalinic (Fiorentina), Duje Cop (Malaga).

 

Calendario della Turchia ad Euro 2016

1^ giornata
Turchia-Croazia (domenica 12 giugno, ore 15.00) Parco dei Principi, Parigi

2^ giornata
Rep. Ceca-Croazia (venerdì 17 giugno, ore 18.00) Stade Geoffroy Guichard di Saint Etienne

3^ giornata
Croazia-Spagna (martedì 21 giugno, ore 21.00) Stade de Bordeaux, Bordeaux

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