Questa sera il prato dell’Olimpico sarà il palco su cui Lazio e Juventus reciteranno l’ultimo atto di una Coppa Italia che le ha viste protagoniste assolute dagli ottavi di finale in poi. Una coppa che per gli uomini di Simone Inzaghi può rappresentare il coronamento di una stagione partita in modo burrascoso, con il gran rifiuto del “loco” Bielsa, che poi si è trasformata in un’annata da ricordare soprattutto grazie all’eccezionale apporto del tecnico di Piacenza. Per i bianconeri invece vincere la Coppa Italia sarebbe il primo passo verso la conquista del triplete, senza troppi giri di parole l’obiettivo principale di un gruppo straordinario che andrebbe così a coronare un ciclo vincente che dura ormai da 6 anni.

Un trofeo che fa parte della storia di entrambe le squadre: la Lazio, negli anni 2000, è la squadra che ha sollevato più volte la coppa (4 vittorie), con il ricordo del gol di Lulic nel derby di finale 2013 ancora ben impresso nella mente dei sostenitori biancoazzurri. La Juventus è la squadra che ha vinto più volte, ben 11 (su 16 finali disputate), e con la vittoria di quest’anno sarebbe la prima formazione nella storia a vincerla per 3 anni consecutivi. In parità lo score nelle finali: nel 2004 la Lazio di Mancini, guidata da uno Stefano Fiore in stato di grazia (3 gol tra andata e ritorno, visto che anche la finale prevedeva il doppio match) sconfisse la Juve di Lippi, nel 2015 la prima Juve di Allegri portò a casa la vittoria contro la Lazio di Pioli grazie alle reti di Chiellini e Matri. Quella Juve arrivò a un passo dal triplete, che non si realizzò solo per la manifesta superiorità del Barcellona in Champions.

coppa italia 2015

Attacchi in primo piano

Più che per le difese, sia Lazio che Juventus nel corso di quest’edizione della Coppa hanno messo in luce i propri reparti offensivi: 10 gol in 4 partite per entrambe le squadre. La Juventus ha trovato il gol in 13 delle ultime 14 partite giocate nella competizione, poi però ha anche subito almeno un gol nelle ultime quattro. In particolare nelle sfide con Atalanta e Napoli i bianconeri hanno lasciato intravedere alcune distrazioni difensive, inedite per una squadra che ha subìto solo due gol in Champions e che in campionato è di gran lunga la migliore nel non prendere gol. “Il problema è che, staccando la spina, tutto poi diventa più difficile. Questo ci deve far riflettere”.

Le parole di Massimiliano Allegri, pronunciate nel post partita di Juve-Atalanta, sono ancora adesso un monito per i calciatori bianconeri. Il tecnico toscano non vuole più cali di concentrazione, come quelli avuti anche nella semifinale di ritorno giocata al San Paolo e nelle ultime tre giornate di campionato, ora che si è sul rettilineo finale non si può mollare.
La macchina offensiva chiamata Lazio ha invece trovato la rete in 12 delle ultime 13 gare di Coppa Italia, subendo però gol in 6 delle ultime 7. Una squadra fatta per segnare un gol più degli avversari, che forse ha trovato il suo momento di svolta nella vittoria di San Siro contro l’Inter dell’ex Pioli, in quel momento lanciatissima in campionato. Proprio contro la squadra dell’ultimo allenatore capace di guidarla in una finale di Coppa Italia, i biancocelesti hanno sfoderato una prestazione sontuosa, non finita in una goleada solo per l’imprecisione negli ultimi 16 metri. In quel momento è cambiato qualcosa nella convinzione degli uomini di Inzaghi, che hanno cambiato marcia e non si sono più fermati.

Dybala-Higuain vs Immobile e gli altri

Gli attacchi in primo piano, dicevamo. Dybala, con 4 reti, è il capocannoniere della competizione (al pari di Borriello e Pandev) e subito a ruota lo segue Higuain con 3 reti.  Il duo argentino ha sbaragliato tutte le difese affrontate finora e in ottica finale c’è da dire anche che il Pipita ha un conto aperto con la Lazio. I biancocelesti sono la sua vittima preferita: contro di loro, in 11 partite di campionato e Coppa Italia, ha segnato la bellezza di 13 reti. Dall’altro lato ci sono però Immobile e la sorpresa Milinkovic-Savic, con 3 reti a testa, senza dimenticare due funamboli come Felipe Anderson e Keita.

Proprio il senegalese, nella stagione che lo ha visto finalmente esplodere, è uno degli obiettivi di mercato dei bianconeri. Col contratto in scadenza nel 2018, che quasi certamente non sarà rinnovato, Keita ha solo da scegliere in quale squadra andare. La Juve lo vuole, lui è legato alla Lazio da un sentimento sincero e vuole regalare ai tifosi una gioia prima di partire. Farlo proprio contro i bianconeri, poi, sarebbe ancora più significativo.

keita

Senza Khedira e Pjanic, tocca a Marchisio

Viste le assenze di Sami Khedira, forse l’uomo barometro della squadra, e di Miralem Pjanic, il peso del centrocampo bianconero ricadrà soprattutto sulle spalle di Marchisio. Il principino, reduce dal grave infortunio dello scorso anno, è chiamato a una prestazione maiuscola. Di partite intere ne ha giocate poche, ma è chiamato a una gara di sacrificio e sapienza tattica. Al suo fianco probabile la presenza di uno tra Lemina e Rincon. Proprio lì in mezzo la Lazio dovrà cercare di prendere in mano il gioco, vista la superiorità numerica e tecnica del reparto biancoceleste rispetto a quello che sarà schierato dagli avversari. Se il già citato Milinkovic-Savic, Parolo e Biglia riusciranno a prevalere a centrocampo, la Lazio avrà buone possibilità di mettere in difficoltà la Juve.

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