Oggi si giocano gli ottavi di finale di Coppa Italia, se mai qualcuno se ne fosse accorto. Siamo troppo impegnati a commentare i sorteggi di Champions, il girone dell’Italia agli europei, la crisi della Roma e la rimonta della Juventus. Vorremmo sapere quante persone andranno allo stadio e in quanti, domani, sapranno dirci come sono finite le partite. La Coppa Italia interessa ai tifosi dalla semifinale in su, prima è poco più di una seccatura. Eppure basterebbe poco per restituire fascino a questa manifestazione.

Servono idee nuove per non svilire ulteriormente una competizione che in altri paesi, l’Inghilterra e la Spagna su tutti, conserva intatto il suo fascino. Una su tutte è la domanda che ci portiamo dietro da tempo: ma perché non invertire i campi? Che senso ha giocare, in linea di massima, in stadi più grandi (e quindi più difficili da riempire), sul campo della favorita, e quindi togliendo interesse al match, e soprattutto in città più abituate a questi eventi togliendo così il clima della festa alla partita?

Lazio's player hold the cup after defeated Sampdoria in their final football match of the Italian Cup (Coppa Italia) on May 13, 2009 at Rome's Olympic Stadium. Lazio beat Sampdoria 6-5 on penalties following a 1-1 draw to win the Italian Cup and qualify for next season's Europa League. AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE (Photo credit should read FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Non sarebbe più semplice e bello vedere le squadre di serie A andare in provincia e fare felice la gente di Alessandria, Varese, Pescara, Crotone non abituata a queste partite e quindi più propensa ad acquistare un biglietto e allestire una coreografia? Non si tratta solo di riempire gli stadi. Significa dare una possibilità di festa ad una città, incassi per i ristoranti e per i bar, magari la vendita di diritti televisivi locali per il singolo match. E invece no.

Questa formula non è conveniente per nessuno, anche perché le partite che si giocano in stadi vuoti perdono appeal anche in TV (una delle regole auree dell’NFL americana è che gli spalti pieni sono un fattore determinante per la vendita dell’evento nel palinsesto televisivo). Negli ultimi anni abbiamo visto qualche bella trasferta: quella dei tifosi del Novara contro il Milan e quella dei tifosi del Trapani, sempre a San Siro, ma contro l’Inter, e qualche settimana fa la bellissima manifestazione d’amore dei supporter del Crotone, sempre a Milano.

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Niente lieto fine però, le matricole terribili sono state sconfitte. Ma quanto sarebbe stato più bello vedere il Milan scendere in campo in un Scida gremito? E che belle favole potremmo raccontare se una squadra di Lega Pro arrivasse ai quarti? Se l’Alessandria oggi giocasse in casa contro il Genoa, non staremmo parlando di un match di altri tempi? Ancora ricordiamo l’impresa del Bari del 1984, arrivato in semifinale eliminando la Juventus di Platini. Perché vogliono negarci anche le favole? Favole come quella dell’Ancona finalista contro la Sampdoria nel 1994.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella del sorteggio integrale, con big match fin dai primi turni e le grandi costrette a schierare i loro elementi migliori. Ma forse lo spettacolo non fa comodo a nessuno. E se non vogliono farlo per questo, perché non pensare al “prodotto Coppa Italia” attualmente invendibile, almeno fino ad Aprile.

Fatelo per noi, invertite i campi! Non risolveremmo il problema, ma almeno faremmo vibrare di passione qualche tifoseria che merita partite di un certo spessore. Intanto consoliamoci con il programma: oltre all’Alessandria (Lega Pro), sono rimaste in corsa lo Spezia e il Cagliari che andranno a far visita a Roma e Inter.

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Anche in questo caso, a campi invertiti avremmo assistito ad un probabile sold out e magari i sardi avrebbero giocato con i titolari per ben figurare davanti al proprio pubblico. E invece vedremo stadi vuoti e desolati, sopratutto a Roma dove ultimamente si diserta anche la Champions, figuriamoci questa coppa svilita. Se alle piccole viene negata una minima possibilità di andare in fondo allora tanto vale far disputare la Coppa alle prime 8 e iniziare direttamente dai quarti di finale con meno seccature per tutti. Ma noi siamo per un altro calcio, siamo per la festa, per l’inaspettato, per Davide che sconfigge Golia. Insomma, non serve mischiare le squadre, basta invertire i campi. Ridateci la Coppa Italia.

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