Una cosa è certa. Saranno ore molto calde. Perché in Italia siamo abituati a fare così, a concludere le operazioni del mercato di gennaio in extremis, quasi al rush finale. E forse, inutile negarlo, ci piace anche che sia così: le corse disperate per depositare l’ultima firma, il “gong” milanese che risuona nell’aria, le idee last-minute e qualche affare che non si rivela poi tale: parliamo di alcuni giocatori, in particolare di quelli che vengono comprati con investimenti importanti da parte di una squadra per poi essere ceduti o addirittura rispediti al mittente dopo appena una stagione se non dopo appena sei mesi.

A questa categoria di certo non apparterrà Roberto Gagliardini, “re” delle contrattazioni invernali e già padrone del centrocampo dell’Inter, che per averlo ha sborsato 2 milioni subito e ne darà 23 di qui al 2018 all’Atalanta: giovane, forte e italiano. E tanti suoi alter-ego (per provenienza e carta d’identità) hanno già cambiato maglia a gennaio.

Mattia Caldara

Difensori, una scuola infinita

Già, perchè a guadagnare le copertine accanto a Roberto, ragazzo riservato fuori quanto estroverso e leader in campo, era stato anche Mattia Caldara.  Altro emblema di riservatezza fuori dal campo (tanto da “vergognarsi di chiedere la maglia a un idolo come Chiellini”), ma senza paura dentro. A ottobre Gasperini lo ha buttato dentro a sorpresa in Serie A contro il Napoli e ha annullato Milik per 90 minuti; stessa sorte per Kalinic, sconfitti pure Icardi, Dzeko e Pavoletti. Da allora questo ragazzone passato per i prestiti di Cesena e Trapani per farsi le ossa, non si è più fermato: concentrato nella linea difensiva e anche bravo davanti al portiere avversario, lui che i gol dovrebbe evitarli.

Da Zingonia a Torino, sponda bianconera, il passo sarà breve: Mattia sarà della Juventus o dalla prossima estate o dal 2018, questione soltanto di tempo. E all’Atalanta andrà una bella cifra: alta la parte fissa (circa 20 milioni di euro), alta pure quella legata ai bonus. Così la BBC bianconera si è garantita continuità, negli interpreti e nelle iniziali. Sempre agli ordini di Gasp scalpitano altri due giovanissimi: Conti, laterale classe 1994, e Petagna, punta del 1995. Scommettiamo che la prossima estate saranno (ancora più) famosi?

Leonardo Pavoletti

Il ballo delle punte (azzurre)

Leonardo Pavoletti e Kalidou Koulibaly. Avversari. Foto d’altri tempi, anche se i due – per l’assenza del difensore senegalese impegnato in Coppa d’Africa e pronto al ritorno sul Golfo – ancora non hanno mai giocato insieme. Ma è sul centravanti livornese che De Laurentiis ha deciso di investire quando, complice il ko di Milik e le polveri bagnate di Gabbiadini, Sarri ha chiesto un ariete per dare una variante allo spettacolare gioco fatto di fraseggi nello stretto e scambi rapidi. “Meglio una punta che conosca il calcio italiano” avranno pensato a Castel Volturno, sede degli allenamenti azzurri: e se gravita nel giro della Nazionale come il “Pavo”, tanto meglio.

Centimetri e chili, gli stessi che Alberto Cerri, 20 anni e un’esperienza già di quattro anni tra A e B, con tanto di matrimonio con la Juventus, porta in dote a Pescara: per la “mission impossible” che fa rima con la salvezza degli abruzzesi, Oddo ha scelto di giocare in casa. Bando alle scommesse dall’estero, avanti con chi mastica già la lingua. E come insegnante d’eccezione avrà un certo Alberto Gilardino…

Beghetto Genoa

E chi prende l’ascensore

C’è chi ha preferito invece, approfittando anche di un campionato che ha creato una “zona-cuscinetto” tra la zona-salvezza e i piani alti, con qualche società che può già dormire sogni più che tranquilli, investire sulla fame e le prospettive offerte dalla serie B: prendiamo il caso del Genoa. Sotto l’albero di Natale, insieme a un cavallo di ritorno come Mauricio Pinilla, Ivan Juric ha trovato Andrea Beghetto, esterno sinistro della Spal e Leonardo Morosini, esterno d’attacco dal Brescia. Classe 1995 e 1994, Morosini e Beghetto hanno firmato contratti pluriennali: al secondo, figlio d’arte (il padre Massimo, negli anni Novanta bandiera del Perugia e del Vicenza, aveva le sue stesse caratteristiche), sono bastate 12 presenze in B per meritarsi il salto. Più che un vice Laxalt, però, potrebbe diventare un nuovo Criscito.

Altro discorso per Morosini: tre stagioni e mezzo a Brescia all’ombra dell’airone Caracciolo, con 77 presenze e 14 centri, sono un biglietto da visita importante per sostituire Ocampos, passato al Milan. Sempre all’ombra della Lanterna è finito Danilo Cataldi, in cerca di riscatto dopo un mancato decollo in casa Lazio, mentre a Firenze vuole rilanciarsi Marco Sportiello, uno degli “epurati” nell’Atalanta rifondata da Gasperini. In viola troverà Riccardo Saponara, investimento di Pantaleo Corvino da 10 milioni e passa, uno che di giovani se ne intende. Investimenti. La parola chiave in una terra di mecenati come la Toscana: è così che a Firenze sono arrivati da Bari due promettenti Under 20 come Gaetano Castrovilli e Giuseppe Scalera. Saranno Famosi? La stessa domanda che la Juventus ripone su Riccardo Orsolini, classe 1997 che in estate cambierà bianconero (dall’Ascoli) in un affare globale da 10 milioni di euro.

Kevin Lasagna

Acquisti “bio”

Dalla B si prepara a tornare, a prescindere dalle sorti del Carpi, nella massima serie anche Kevin Lasagna: gennaio è stato il mese utile per definire il trasferimento dell’attaccante 25enne all’Udinese, ma solo a giugno, al termine del campionato. Al club emiliano 4,5 milioni di euro più bonus e una percentuale sulla futura rivendita del giocatore. Costano poco (rispetto alle richieste del mercato internazionale), danno garanzie e rendono più “terreno” il calcio del divismo e delle star. Così, anche quel ritornello trito e ritrito che vuole il pallone nostrano in crisi, a livello federale e soprattutto umano, incapace di produrre talenti nei settori giovanili e non sviluppare al meglio l’enorme numero di tesserati che vanta, viene risuonato a volume più basso. E potrebbe non essere finita qui: la Roma insegue Daniele Baselli del Torino per completare la mediana. È la rivincita degli italiani.

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