Il Como torna in Serie B undici anni dopo, passando dai playoff e superando in finale il Bassano: 2-0 al Senigallia e 0-0 in trasferta. Grande festa allo stadio e poi a casa, dove duemila tifosi attendono la squadra. L’ultima volta nella serie cadetta datava 2003-2004 per una società che ha vissuto i suoi anni migliori in Serie A all’inizio degli anni ’50. Nel 2003-2004, al timone c’era ancora Enrico Preziosi e gli azzurri fecero il doppio salto all’indietro: retrocessione in Serie B e poi la discesa nell’inferno della Lega Pro.

E pensare che quello non è stato neanche il punto più basso del Como, costretto addirittura alla serie D a causa del fallimento, avvenuto nel dicembre del 2004. Poi, poco alla volta, la scalata: promozione nel 2007-2008 e immediato salto nella serie superiore. Sei stagioni per consolidarsi e ora la Serie B. Grazie alle reti di Simone Andrea Ganz, autore di sei gol nelle quattro partite dei playoff.  Buon sangue non mente: Simone è infatti figlio dell’ex attaccante di Milan e Inter, quello del segna sempre lui.

L’attaccante ha ancora un anno di contratto ed è probabile che gli venga offerto il rinnovo. Perché il Como di oggi, sotto la guida di Pietro Porro e con Gianluca Zambrotta presidente onorario, punta molto sui giovani. Il grande vecchio è il capitano, classe 1977, Andrea Ardito, da sei anni in riva al Lago, il più festeggiato dai tifosi dopo la promozione.

Grande merito va dato poi all’allenatore, Carlo Sabatini, fratello di Walter, direttore sportivo della Roma. Subentrato a gennaio a Giovanni Colella, ha costruito il capolavoro. Con la pennellata decisiva proprio nei playoff, dove il Como non era certo la favorita (ci arrivava da quarta nella regular season). Nella sua storia, la formazione lariana vanta 14 campionati di Serie A e ben 33 di Serie B.

La prima promozione

È il 1949 quando il Como ottiene la prima storica promozione in Serie A. Passa ben 13 anni nel massimo campionato, conquistando addirittura un sesto posto nella stagione del debutto. Per ritrovare il Como in Serie A, dopo una promozione, bisognerà attendere il 1975 con Marchioro in panchina. Altra scalata fino alla A alla fine degli anni ’70 (c’era, tra gli altri, Pietro Vierchowood).

Il sogno Coppa Italia

È il 1986 quando i lariani sfiorano la clamorosa vittoria di un trofeo, la Coppa Italia. Superata la Juve negli ottavi e il Verona nei quarti, è fatale la doppia semifinale con la Sampdoria (1-1 a Genova, al ritorno il Como è avanti 2-1 nei supplementari, ma un oggetto lanciato dagli spalti colpisce l’arbitro Giancarlo Redini: partita sospesa e poi vittoria a tavolino per 2-0 ai blucerchiati).

Gli anni amari e le Coppe

Sono gli anni, questi, della coppia gol composta da Dan CorneliussonStefano Borgonovo. Il Como chiude al nono posto in Serie A per due anni consecutivi (1986 e 1987). In difesa, domina Pasquale Bruno. Segue un decennio anonimo tra Serie B e C1, con la chicca della vittoria della Coppa Italia di Serie C nel 1997 (battuta la Nocerina in finale). Nel 2008, in bacheca viene portata anche la Coppa Italia di Serie D.

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Il Como e la Nazionale

Il Como, nella sua storia, ha dato diversi giocatori alle varie nazionali. A cominciare proprio da Pietro Vierchowood (2 presenze nel 1981), poi l’austriaco Dieter Mirnegg (3 partite nel 1981), l’attaccante svedese Dan Corneliusson (8 presenze e 3 gol tra il 1984 e il 1987), il brasiliano Dirceu (2 partite nel 1986), Vedin Music (Bosnia-Erzegovina, 13 presenze tra il 2001 e il 2003), lo jugoslavo Nikola Lazetic (2 presenze nel 2002),  il croato Stjepan Tomas (7 partite tra il 2002 e il 2003), l’uruguayano Nelson Abeijon (3 presenze e 1  gol nel 2003) e Doris Fuakuputu (Congo, 1 match nel 2008).

I recordmen

Nel 1932-33 Marco Romano segna 28 gol ed è ancora oggi il giocatore ad aver segnato più reti in un singolo campionato con la maglia lariana. Antonio Cetti è invece il goleador nella storia del Como: 91 reti. Il giocatore con più presenze è invece Bruno Ballarini (350).  E ancora: con 5 gol in una singola partita, Giulio Longhi (contro il Vis Nova nel 1942/43) e Carlo Dell’Omodarme (contro il Cagliari nel 1959/60) detengono il primato di reti segnate in un match per il Como.

I tifosi, gemellaggi e rivalità

Gli ultras del Como sono gemellati con quelli del Milan. Un’amicizia che si esplica soprattutto in occasione delle partite dell’Olimpia Milano di basket. Fino al 2013 c’era un gemellaggio pure con i tifosi del Vicenza, poi sciolto. Dal 2011, invece, ci sono rapporti molto stretti con i francesi del Lione.

Le rivalità principali sono con il Modena, il Lecco e l’Inter. E ancora: con l’Atalanta, la Cremonese, il Livorno, il Piacenza, la Spal, il Varese, il Brescia, il Verona e il Venezia.

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