Un doppio successo in Europa per avvicinarsi alla stracittadina con maggiore serenità. Le vittorie nella tre giorni di Champions League ed Europa League hanno rialzato il morale di Roma e Lazio, che altrimenti si sarebbero presentate al derby di domenica pomeriggio reduci da due sconfitte nell’ultimo turno di campionato. All’Olimpico andrà in scena una sfida d’alta classifica, con i giallorossi terzi e i biancocelesti settimi, non uno spareggio come l’ultimo precedente del 25 maggio ma comunque un match verità per capire chi tra le due potrà tenere testa a Fiorentina, Inter e Napoli anche dopo la sosta. Considerato che in partite del genere il pronostico è sempre incerto non sarebbe corretto indicare una favorita, meglio dunque analizzare il derby tramite altri fattori per capire chi possa arrivarci con più sicurezze.

CONDIZIONE FISICA

Piuttosto buona per entrambe, ma migliorabile. Rudi Garcia dovrà valutare il recupero di Daniele De Rossi e Alessandro Florenzi prima della partita, anche se i due, insieme a Maicon, sono almeno nell’elenco dei convocati, nel quale mancano solo i lungodegenti Kevin Strootman e Francesco Totti e lo squalificato Miralem Pjanić. Stefano Pioli ha avuto una brutta notizia in settimana: Stefan de Vrij si è dovuto operare al ginocchio e la sua stagione è praticamente finita, però l’assenza del centrale olandese era comunque già sicura; l’ex allenatore del Bologna, recuperando Marco Parolo, quindi, potrà di fatto scegliere la miglior formazione possibile, dopo aver fatto ampio turnover a Trondheim.

Florenzi-De Rossi

CONDIZIONE MENTALE

Quì invece di dubbi ce ne sono parecchi su entrambe le sponde del Tevere. La Lazio finora ha peccato di continuità, fallendo malamente tutte le sfide importanti (Supercoppa Italiana, ritorno dei preliminari di Champions League a Leverkusen, Napoli e Milan) e vincendo soltanto due partite in trasferta (a Verona e giovedì sul campo del Rosenborg), dove per calendario lo sarà anche nel derby. Lo 0-2 in Norvegia però può dare fiducia, perché è stato il primo match lontano dai propri tifosi in cui la porta biancoceleste è rimasta imbattuta, dopo aver subito ben diciotto reti nelle altre sei trasferte. La Roma anche mercoledì col Bayer ha rischiato lo psicodramma, facendosi nuovamente rimontare due gol ma riuscendo a vincere 3-2 col rigore di Pjanić all’81’; più volte la squadra giallorossa ha cambiato volto all’interno di una stessa partita e sabato scorso contro l’Inter, non riuscendo a segnare, si è anche innervosita in maniera eccessiva, col bosniaco espulso per doppio giallo.

Filip Djordjević

PUNTI DI FORZA E PUNTI DEBOLI

Dove può essere vinto questo derby? La Lazio ha spesso fatto del centrocampo un suo punto di forza, soprattutto quando Lucas Biglia e Marco Parolo hanno giocato insieme, tuttavia rispetto all’anno scorso il rendimento di Candreva e Felipe Anderson è molto più altalenante. Milinković-Savić sta dando buone risposte ma in una partita del genere servirà tutta l’esperienza di Miroslav Klose, ancora a secco in stagione. Il ritorno al gol mercoledì di Edin Džeko potrebbe aver sbloccato il bosniaco, fermo a uno in Serie A (contro la Juventus ad agosto), le due principali armi di Garcia rimangono però Gervinho e Salah, imprendibili quando in giornata. Il punto debole è comune la difesa: troppe reti subite e molte per errori individuali, con Rüdiger da una parte e Maurício dall’altra spesso responsabili di ingenuità pagate a caro prezzo. Anche dai portieri, Szczęsny e Marchetti, si può chiedere molto di più.

Le coreografie di Lazio e Roma per il derby d'andata della Serie A 2014-2015.

Proviamo dunque a rispondere alla domanda iniziale: chi arriva meglio? Visto il rendimento del recente periodo e le varie casistiche analizzate, forse un leggerissimo vantaggio da questo punto di vista ce l’ha la Roma, perché ha cinque punti sopra in classifica e maggiori soluzioni per colpire. La Lazio però può rispondere mettendo in campo più grinta, cosa che ha fatto la differenza in alcuni degli ultimi scontri diretti. Chi vuole scommettere può sfruttare le quote interessanti vista l’incertezza che regna in vista del derby ufficiale numero 163, che purtroppo difficilmente vedrà il tutto esaurito all’Olimpico per la nota protesta delle due curve.

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