Cari tifosi di Golden State, non arrabbiatevi. Anche io auspicherei una vittoria della squadra più forte, nonostante Lebron Superman James che vince da solo sarebbe una bella storia da raccontare. Ma stanotte bisogna fare uno strappo alla regola. Bisogna regalarsi gara-7. Fino adesso su cinque leggendarie partite, per un totale di venti quarti giocati e due supplementari, c’è stato un equilibrio irreale, meraviglioso e figlio soprattutto della fase difensiva arcigna e cattiva (nel senso buono) dei Cavs. Il talento è diverso tra le due squadre e 4-2 sarebbe il punteggio corretto di differenza.

Ma chi ama l’Nba non è un tifoso sciocco, non è uno che accoltella o spara, non è uno da vittoria a tutti i costi: è un tifoso aulico che ama le finali del basket di altra dimensione e che vuole goderne ancora, ancora e ancora. E allora tifiamo tutti per Cleveland, in gara-6. Perché giovedì notte ci meritiamo di vedere gara-7. Perché 48 minuti in più sarebbero ancora indimenticabili, perché sono tra le più belle finali di sempre e sarebbe un delitto fermarsi a martedì. Perché i 30 secondi visti in gara-5 con bomba di LeBron e controbomba di Steph, valgono da sole la sofferenza (per chi tifa Warriors) di una partita in più. Il 23 e il 30 stanno rivalutando il concetto di MVP, perché chi gioca con loro è decisivo e allo stesso tempo sparisce al loro cospetto. Perché chi è accanto a loro, esiste e vive di quella luce che loro gli regalano. E tutto questo verrebbe esaltato da gara-7; una gara-7 che sarebbe indimenticabile. Anche perché 7 è la differenza tra 30 e 23. E allora regalateci questo miracolo. E comunque vada, grazie per lo spettacolo!