Chi ben comincia è a metà dell’opera; chi comincia male, invece, come finisce? Dubbi e pensieri di Antonio Conte, dopo un avvio di campionato da incubo contro il Burnley. I campioni in carica, infatti, hanno inaugurato la nuova stagione con una pesante sconfitta casalinga, che ha lasciato strascichi, paure e polemiche.

Antonio Conte Chelsea

La squadra è incompleta? Il mercato oneroso ma insufficiente? Le domande in casa Blues sono soprattutto queste, mentre ancora si fatica a digerire il 2-3 allo Stamford Bridge. La modesta avversaria del Chelsea nell’esordio in Premier lo scorso anno aveva chiuso addirittura in 16esima posizione, eppure è uscita col bottino pieno dal tempio di Conte&Co.

La gara è stata un crescendo negativo per i Blues, ridotti in nove uomini per le espulsioni di Cahill e Fabregas. Qualche segnale positivo è arrivato solo da Morata, entrato nella ripresa, che però non è riuscito a scongiurare l’amaro risultato finale.

La sconfitta in Premier è arrivata una settimana dopo l’altro pesante KO, quello ai rigori con l’Arsenal nel Community Shield, rafforzando la convinzione di dover sistemare una rosa che attualmente appare incapace di bissare il successo dello scorso anno.

Il cash investito dai Blues, infatti, non corrisponde alla funzionalità ed efficienza degli acquisti: 140 milioni non sono pochi, ma i soli Rudiger, Bakayoko e Morata non bastano a colmare le insicurezze della squadra e del suo tecnico. A questo si aggiunge una condizione fisica ancora approssimativa, che non riesce a reggere il gioco scoppiettante del tecnico.

A risentire dei risultati negativi è sopratutto lo spogliatoio, dove il clima si è surriscaldato: nel post della gara col Burnley, Conte ha puntato il dito contro l’arbitraggio riservato ai Blues nelle ultime tre partite (“tutte queste espulsioni sono strane”, ha detto l’ex Juve), ed è stato a sua volta attaccato da Diego Costa, messo ai margini della rosa.

Diego Costa, attaccante del Chelsea.

L’attaccante ispano-brasiliano, infatti, ha parlato dello strappo con il club inglese, prendendosela proprio con Conte: “Ho visto che tipo di persona è: ha le proprie opinioni e non le cambia. Come allenatore lo rispetto, perché ha fatto un buon lavoro, ma come persona no”.

Insomma, è vero che è solo calcio d’agosto, ma è pur sempre calcio che conta. Il Chelsea lo sa e sta già pensando di correre ai ripari: si cercano almeno altri tre giocatori, tra cui anche un attaccante di peso. Che sia Belotti?

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