Gigi Buffon ci ha riprovato per la seconda volta a Berlino, ma la Champions League gli è sfuggita ancora. Dopo Manchester 2003, con il ko ai calci di rigore contro il Milan, l’1-3 contro il Barcellona di una Juventus comunque orgogliosa. Ma, come si dice in questi casi, alla fine solo i vincitori vengono ricordati negli annali. E SuperGigi è uno di quei top player che hanno mancato la consacrazione a livello di club, dopo aver vinto tutto. Anche con la Nazionale.

Buffon può consolarsi scorrendo l’elenco dei grandissimi che non sono mai riusciti ad alzare la Coppa Campioni. Non sono pochi. E si fa fatica a capire come mai non ce l’abbiano fatta. Ma tant’è. Solo tra i portieri, ce ne sono tre: uno è Dino Zoff, caduto sotto il siluro di Felix Magath ad Atene nel 1983, quando la Juve era super favorita contro l’Amburgo. E 10 anni prima battuto da Rep, Ajax, con un altro tiro da lontano. Sorte avversa pure per l’unico portiere ad aver vinto il Pallone d’oro, vale a dire il sovietico Lev Yascin. Rispetto a questi due, il numero uno bianconero ha ancora la possibilità di vincere la Champions, ma dovrà fare in fretta.

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Spostandoci ai ruoli di campo, troviamo i ministri della Difesa. Il francese Lilian Thuram e il capitano di Berlino 2006, Fabio Cannavaro, hanno visto svanire il loro sogno nella stessa notte nera di Manchester, quando il Milan prevalse sulla Signora dagli undici metri. Era il 28 maggio 2003. Choc per Lothar Matthäus: dopo l’esperienza con l’Inter, nel 1999 andrà a un minuto (o forse meno) dalla vittoria. Il suo Bayern Monaco infatti viene clamorosamente superato dal Manchester United nei minuti di recupero, con uno-due che resterà per sempre negli annali del calcio. Lothar era stato appena sostituito.

A centrocampo, un certo Pavel Nedved vivrà la doppia beffa: salterà la finale di Manchester per squalifica e non potrà aiutare la Juve contro il Milan di Carlo Ancelotti. Circa 20 anni prima, il brasiliano Falcao aveva visto anche lui svanire il trofeo ai rigori. Vestiva la maglia della Roma, giocava all’Olimpico, ma tanto non bastò per esorcizzare il Liverpool. Tra l’altro, il sudamericano si tirò indietro alla richiesta di andare a calciare un rigore. Citiamo poi Juan Sebastian Veron (che si è consolato con una Libertadores) e Patrick Vieira (ceduto l’anno prima del Triplete nerazzurro), fantastici nella loro interpretazione del ruolo.

MARADONA Diego Armando Team Argentinien bei der Siegeehrung mit dem Welcup Finale ARGENTINIEN DEUTSC

Il reparto offensivo è ricco di golden boy. Prendete Éric Cantona, l’estroso esterno offensivo francese che, a fine carriera, si è riciclato nel ruolo di attore. Carisma, eleganza, colpi proibiti, ma mai una Coppa dei Campioni. Bruno Conti, campione del mondo nel 1982 al Bernabeu, sarà sulla stessa barca di Falcao in quella finale dell’Olimpico. Con una differenza: lui romano di Roma che perde davanti ai suoi tifosi la Coppa Campioni. Roba da piangere per giorni e giorni. Il più grande di tutti è probabilmente Diego Maradona. Ha portato l’Argentina sul tetto del mondo, ma non è riuscito a guidare il Napoli a quello che sarebbe stato un successo straordinario (due volte eliminato prima degli ottavi di finale). E nella sua bacheca manca anche la Coppa Libertadores, l’equivalente sudamericano della nostra Coppa Campioni.

Un altro numero 10 che ci sarebbe meritato questa gioia è Roberto Baggio. Ha vinto il Pallone d’oro, ha giocato una finale dei Mondiali, ma non ha avuto fortuna nelle Coppa dalle grandi orecchie. Lasciando la Juve proprio alla vigilia di Roma e del successo contro l’Ajax. Il Fenomeno Ronaldo, con le maglie di Barcellona, Inter e Real Madrid ha vinto tantissimo, ma non la Coppa. Due palloni d’oro (1997 e 2002) e due Mondiali da protagonista. Ha segnato un’epoca, ma ha fallito il traguardo della consacrazione europea.

In attacco si può schierare pure Zlatan Ibrahimovic, il collezionista di scudetti con una particolarità: andato via lui, i club l’anno dopo conquistavano l’agognata Champions League. Possiamo chiamarla maledizione? Non vanno dimenticati poi altri tre attaccanti da mille una notte: il brasiliano Romario, l’argentino Crespo e il francese Trezeguet, l’argentino Batistuta. L’hanno annusata o semplicemente giocata, ma se la sono vista sfuggire.

Aktuell Fußball Länderspiel in Oslo Norwegen Schweden June 8 2015 Oslo 150608 Zlatan Ibrah

A chi niente, a chi tanto: Gento l’ha vista sei volte, Maldini e Di Stefano cinque, Seedorf quattro, Paisley, Rijkaard e Cruijff tre. Merito anche dei club, naturalmente, non solo del singolo talento. Anche se quelli che abbiamo appena nominato stanno benissimo alla pari con i ‘perdenti’. E talvolta sono anche superiori. La fortuna ha baciato invece Darko Pancev, che la Coppa Campioni l’ha alzata al cielo, pur non avendo le stimmate del campione.

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