TOP & FLOP

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Un weekend da corsari. Nel 19° turno, ultimo del girone di andata, è stato il segno “2” ad andare per la maggiore con otto vittorie su dieci gare (solo il Carpi ha mantenuto il fattore campo). Un ruolino nel quale spiccano i successi del Sassuolo a San Siro, favorito da un super Consigli, il 5-1 del Napoli a Frosinone e il ritorno alla vittoria della Lazio.

I singoli? Buoni e cattivi, come sempre nella nostra Top&Flop!

 

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Andrea Consigli (Sassuolo)

Nel weekend dei super-portieri (si guardi alle prestazioni di Sorrentino, Donnarumma, Handanovic e Bizzarri) è riuscito a sovrastare tutti con una gara monstre. Ha sbarrato la strada ripetutamente a Icardi e Ljajic rispedendo al mittente ogni tentativo nerazzurro. Una performance che acquisisce ancor più valore, alla luce della brutta gara col Frosinone.


Marek Hamsik (Napoli)

Premiare Higuain è diventato quasi un esercizio di stile. Per questo abbiamo scelto un uomo che, insieme al goleador principe del campionato, potrebbe essere il vero segreto del successo del Napoli. Lo slovacco è tornato sui livelli, ritrovando l’originaria posizione in campo e la fiducia nei suoi mezzi. Quarto gol stagionale al Frosinone e la sensazione che la doppia cifra non sarà un miraggio.


Lorenzo Pasciuti (Carpi)

La rivincita dell’eroe minore. Lorenzo Pasciuti da Castelnuovo Magra, centrocampista classe ’89 del Carpi, è entrato ufficialmente nella storia del calcio italiano. La sua impresa? Trovare il gol con la stessa maglia dalla serie D alla serie A. “E pensare che non mi consideravano all’altezza neanche della C2”, ha commentato a caldo. Chapeau di fronte alla sua determinazione.


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Massimo Zappino (Frosinone)

Dà il via alla goleada del Napoli con una non uscita su corner, praticamente lo vede passare accanto a sé e si sposta come se stesse giocando a palla avvelenata. Poi ha anche il coraggio di protestare con l’addizionale chiedendo un fallo mai avvenuto.


Mattia Destro (Bologna)

Gli capita la chance di sbloccare il risultato dal dischetto e si fa parare il rigore di piede da Bizzarri. Continua nella sua stagione con più luci che ombre nonostante il rendimento del Bologna sia molto migliorato di recente.


Josef Martinez (Torino)

Sullo 0-0 ha due occasioni da gol lanciato solo davanti a Skorupski ma riesce a sbagliarle entrambe. Emblema della confusione totale del Torino in questo periodo, non sfrutta la chance da titolare che gli dà Ventura.

 

Di seguito tutti i giocatori che in questa giornata si sono fatti notare, nel bene e nel male!

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A livello di squadra, il 18° turno di Serie A ha confermato la solidità dell’Inter, la fame di ritornare della Juventus e il bel gioco di Napoli e Fiorentina. Conferme in negativo sono arrivate da Roma, Milan e Lazio, che continuano a mostrare tutti i loro limiti caratteriali e di composizione della rosa.

I singoli? Buoni e cattivi, come sempre nella nostra Top&Flop!

 

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Antonio Mirante (Bologna)

Sbatte la porta in faccia al Milan e contribuisce, con Giaccherini, al successo del Bologna a San Siro. Prestazione con i fiocchi, grazie ad almeno quattro interventi decisivi. Nelle nostre preferenze supera in extremis un big del calibro di Handanovic.


Josip Ilicic (Fiorentina)

È tornato “Iliciclone” dei primi tempi di Palermo. Dopo sei gol su rigore (in altrettanti tentativi), ne piazza tre su azione di fila (contro Chievo e Palermo), uno più bello dell’altro. Con Sousa si è reinventato seconda punta e ha smarrito quella discontinuità che ne aveva sempre minato la definitiva affermazione.


Lorenzo Insigne (Napoli)

Un gol capolavoro per aprire le marcature con il Torino, un assist perfetto per Hamsik, utile a chiudere di fatto il match replicando al pari di Quagliarella. Uomo ovunque di questo Napoli, con otto gol e 6 assist costringerà Conte a richiamarlo, senza se e senza ma, in Nazionale.


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Andrea Consigli (Sassuolo)

Il tiro di Dionisi non è né potente né angolato, è una conclusione che un portiere normalmente dovrebbe bloccare quasi a occhi chiusi. Lui invece ci va molle e commette una vistosissima papera che regala il primo vantaggio al Frosinone.


Alessio Cerci (Milan)

Emblema dell’ennesimo disastro stagionale del Milan, sullo 0-0 Niang lo lancia in campo aperto e lui, anziché servire Bacca meglio piazzato in mezzo, si incarta sull’esterno senza riuscire a concludere dopo aver saltato Mirante. Dopo la partita si cancella dai social network per le troppe critiche ricevute dagli sfiniti tifosi rossoneri, segnale di poca personalità.


Darko Lazovic (Genoa)

Ha l’occasione per riaprire il derby di Genova pochi secondi dopo l’1-3 di Pavoletti, che poi farà doppietta, ma solissimo davanti a Viviano manda sul fondo pur avendo tutto il tempo di mirare la porta, un errore imperdonabile.

 

Di seguito tutti i giocatori che in questa giornata si sono fatti notare, nel bene e nel male!

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Fine anno: è il classico momento dei bilanci. Oggi, in particolare, ci siamo concentrati sui migliori ed i peggiori di questo primo scorcio di stagione in serie A. Cinque mesi intensi che hanno fatto registrare la caduta con annessa rinascita della pluri-scudettata Juventus, la fuga in avanti della Roma, a cui ha fatto seguito un periodo di pesante involuzione, la costanza delle novità Inter, Napoli e Fiorentina, prime tre in classifica separate da un solo punto. Ma come si rispecchiano questi risultati sulle prestazioni individuali? Scopriamolo insieme! Qui di seguito il podio dei top e dei flop di quest’avvio con annesse top 11 e flop 11. Buona lettura!

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Gonzalo Higuaín (Napoli)

16 gol e 2 assist in 17 presenze in A, una media del 6.94, una fantamedia prossima al 10 (9.88). Una rete su due del Napoli porta la sua firma e se la squadra di Sarri può puntare a quel sogno chiamato “scudetto”, oltre ad andare il più avanti possibile su tre fronti, lo deve soprattutto al suo bomber. Chiude l’anno da terzo in classifica nella corsa alla Scarpa d’Oro. Che San Gennaro lo preservi in queste condizioni ideali.


Samir Handanović (Inter)

Il numero 1 sloveno ha messo da parte le ambizioni-Champions, almeno per un anno, per tornare a scommettere sull’Inter. E i risultati sono subito apparsi evidenti: miglior portiere del campionato per rendimento e numero di gol subiti (appena 11, di cui 4 nella sola gara con la Fiorentina, unico neo stagionale), già un rigore parato e la solita sicurezza tra i pali: anche grazie a una linea difensiva finalmente affidabile.


Miralem Pjanić (Roma)

Con 7 gol e 3 assist è il miglior marcatore della Roma, nonché l’uomo offensivamente più pericoloso. Il venir meno del dualismo con Totti, in zona centrale, ha fatto schizzare in alto le sue prestazioni. Implacabile da calcio piazzato, visione di gioco degna del miglior Pirlo, è la pietra angolare sulla quale si poggia il progetto tattico dei giallorossi. Necessita di un cast all’altezza.


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Antonio Rüdiger (Roma)

Una delle tante note negative di casa giallorossa. Arrivato da una delle peggiori difese d’Europa, lo Stoccarda, con una valutazione complessiva di 13 milioni (4 di prestito e 9 di diritto di riscatto), ha da subito palesato evidenti lacune per quanto riguarda la lettura delle situazioni difensive. Spesso distratto e staccato dagli altri centrali, ha colpe su tanti gol subiti dalla Roma e anche tecnicamente si è fatto notare in negativo, come nell’azione del rigore nel recupero contro il Torino.


Anderson Hernanes (Juventus)

Non sembra essere un caso che la Juventus abbia ripreso la sua marcia da titolo quando il brasiliano è uscito di squadra, seppur a causa di un infortunio. Acquisto dell’ultimo giorno di mercato dopo aver fallito altri obiettivi di livello superiore, su tutti Julian Draxler, non ha per niente ripagato gli undici milioni di euro versati nelle casse dell’Inter da Marotta, che per distogliere l’attenzione dal rendimento flop ha voluto far notare la minusvalenza dei rivali.


Daniele Padelli (Torino)

Per distacco il peggior portiere delle diciassette giornate di campionato fin qui disputate. I suoi gravi errori sono costati diversi punti al Torino, soprattutto nella prima parte di campionato in cui i granata hanno accumulato quasi due mesi senza vittorie. Goffa anche la dormita sulla punizione di Pjanić contro la Roma a inizio dicembre, ultima papera in ordine cronologico. Nonostante ciò sembra essere la prima scelta di Conte come terzo portiere agli Europei. Mah…