TOP & FLOP

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Nella Top11 si segnalano il miglior portiere della stagione per media voto (Sorrentino), la sorpresa delle ultime giornate ancora in casa Palermo (Cionek), oltre a un attacco da mille e una notte con il recordman Higuain, l’aspirante Dybala – la cui performance è stata offuscata solo dalla stagione monstre del connazionale – e l’ottimo Salah, riscopertosi bomber alla corte di Spalletti (prima stagione in doppia cifra).

Mezza squadra Flop è formata da Inter e Milan, nettamente battute nella giornata di sabato, ma c’è spazio anche per altri giocatori che hanno fatto malissimo nelle gare di domenica, peraltro in situazioni dove non c’era granché in palio per loro. Il flop principale è anche uno dei peggiori del campionato…

 

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Gonzalo Higuain (Napoli)

36 gol in 35 partite di campionato, 12 nelle ultime 9, 25 le gare in cui ha trovato il gol, dieci le marcature multiple (9 doppiette e una tripletta). Basterebbero questi numeri per delineare una stagione con i fiocchi, ma il Pipita ci ha messo l’accento con quell’ultima gara da sogno contro il Frosinone.


Paulo Dybala (Juventus)

23 gol in 45 gare stagionali, 19 solo in campionato a cui ha aggiunto anche sei assist. Chiamato a sostituire un “mammasantissima” del calibro di Tevez, alla prima stagione in una big è riuscito a fare anche meglio del celebre connazionale. Miniera d’oro per questa Juve che sogna la Champions.


Matias Vecino (Fiorentina)

Ha chiuso con una doppietta decisiva alla Lazio e pensare che molti allenatori lo hanno spesso rimproverato di guardare poco la porta. Lanciato da Sarri l’anno scorso a Empoli (e fortemente richiesto dallo stesso una volta passato a Napoli), è un centrocampista versatile e con ancora ampi margini di miglioramento.


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Mario Balotelli (Milan)

Giocatore irrimediabilmente perso per i grandi palcoscenici. Brocchi gli dà l’ultima, ennesima, occasione di una stagione imbarazzante e lui come al solito non combina nulla. A ventisei anni sembra già un ex calciatore.


Michel Morganella (Palermo)

Se il Palermo si è salvato di certo non deve ringraziare lui, che anzi ha fatto di tutto per complicare i piani dei rosanero. Sull’1-0 si è fatto espellere per una serie di colpi proibiti al povero Wszołek, e la fortuna dello svizzero è che Irrati ha cacciato anche il polacco ex Sampdoria, nonostante non avesse commesso scorrettezze così gravi.


Pierluigi Gollini (Verona)

Dorme in occasione dei primi due gol del Palermo, sul tiro di Vázquez si tuffa in ritardo mentre sul colpo di testa di Maresca si fa sorprendere da una rimessa laterale che doveva essere sua. Il Verona ha lottato fino all’ultimo, lui un po’ meno.

 

Di seguito tutti i giocatori che in questa giornata si sono fatti notare, nel bene e nel male!

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Top11 grandi firme questa settimana. Si parte dai due rigori parati da Marchetti e si prosegue con gli addii con gol dell’atalantino Bellini e del veronese Toni, passando per le super-prestazioni del genoano Suso e dell’interista Perisic e concludendo con il record di Higuain e un Pavoletti che meriterebbe una chance all’Europeo.

Se Marchetti va nella Top11 perché ha parato due rigori è evidente che di contro debba esserci qualcuno che va nei Flop perché quei tiri dal dischetto li ha sbagliati: si tratta di Mbakogu del Carpi, che ormai è diventato una presenza fissa della classifica dei peggiori. Molto male anche la Sampdoria e il Torino.

 

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Gonzalo Higuain (Napoli)

Raggiunge Angelillo nella storia della serie A a quota 33 gol e mette Nordhal nel mirino due lunghezze più in là. Goleador implacabile e principale artefice della stagione del Napoli. Anche contro il Torino segna subito un gol, colpisce un palo e costringe Padelli agli straordinari.


Suso (Genoa)

Altro “miracolo” di Gasperini. La possibilità che il tecnico del Genoa riuscisse a far emergere le sue qualità non era neanche quotata e il risultato è sotto gli occhi di tutti. L’ex di Liverpool e Milan in 19 presenze mette insieme 6 gol e un assist, oltre alla consapevolezza di poter giocare ad alti livelli. È l’eroe del derby della Lanterna.


Federico Marchetti (Lazio)

Una doppietta alla voce rigori parati, nella stessa partita e allo stesso giocatore, non è situazione consueta. Il numero 1 della Lazio ci riesce ipnotizzando Mbakogu del Carpi e regala a Inzaghi un’altra vittoria che avvicina il tecnico alla conferma per la prossima stagione.


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Jerry Mbakogu (Carpi)

Se il Carpi finirà di nuovo in B gran parte delle colpe dovranno essere accreditate all’attaccante nigeriano: 1700 minuti giocati in 24 partite e la miseria di 2 gol, il secondo ieri inutile con la Lazio già sullo 0-3 dopo che lui aveva sbagliato due rigori. Il primo, sullo 0-0, poteva anche starci, ma perché fargli tirare pure il secondo?


Dodò (Sampdoria)

Sulla corsia destra il Genoa costruisce i primi due gol nel trionfo del derby e il laterale brasiliano in prestito dall’Inter ha le colpe principali perché non riesce mai a tenere Ansaldi e Suso. Dopo un girone di ritorno giocato su discreti livelli, una sola parola dopo questa gara: disastro.


Amadou Diawara (Bologna)

Ha fatto una grande stagione d’esordio in Serie A ma chiude in negativo, prendendosi due cartellini gialli in nemmeno un quarto d’ora. Troppo nervoso in una partita che non doveva affatto rappresentare un problema.

 

Di seguito tutti i giocatori che in questa giornata si sono fatti notare, nel bene e nel male!

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Top11 molto variegata, ma con la forte impronta lasciata dai successi del Torino e della Lazio. In attacco c’è spazio anche per il ritorno di Higuain che fa tremare il record di gol in serie A di Nordhal, ora distante tre lunghezze.

Per i Flop11 tanti difensori, e anzi i tre centrali scelti sono anche pochi perché potevano benissimo essere accompagnati da altri giocatori, che però hanno fatto errori meno gravi ed evidenti. Milan e Udinese dominano la classifica con tre elementi, seguite dall’Inter che piazza due slavi inesistenti nella sconfitta di domenica contro la Lazio.

 

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Andrea Belotti (Torino)

Con 11 reti (12 complessive) è l’attaccante italiano più prolifico del 2016 e il secondo in assoluto, dietro al solo Higuain. Ventura ha svezzato a dovere questo talento in grado di giocare indifferentemente da prima e da seconda punta. E ora merita di andare all’Europeo.


Franco Vazquez (Palermo)

Nonostante la stagione travagliatissima del Palermo, è stato sempre una certezza sul piano del rendimento. Il gol che ha spianato la strada della vittoria sulla Sampdoria e riaperto la lotta salvezza dei rosanero è un gioiello di astuzia e rapacità.


Lucas Biglia (Lazio)

Regista come lui ce ne sono pochi ormai nel calcio italiano ed europeo. Sarà ambitissimo nel prossimo calciomercato e con il suo valore e le sue geometrie potrebbe determinare il salto di qualità di molte squadre.


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Andrea Ranocchia (Sampdoria)

Ancora una volta il difensore della Sampdoria finisce sul banco degli imputati. Il vantaggio del Palermo è l’ennesimo gentile omaggio di una stagione che nemmeno a Genova riesce a prendere una buona piega, si incarta da solo su un pallone innocuo e azzarda un dribbling su Gilardino che gli sottrae il pallone e manda Vázquez in porta per l’1-0. Meglio per noi che gli Europei li guardi da casa…


Stevan Jovetic (Inter)

Nomination da condividere con il compagno di reparto Icardi, solo che a differenza dell’ex Manchester City l’argentino ha fatto male perché non si è visto. Jovetić invece di palloni ne ha giocati anche diversi, ma quasi tutti cercando una giocata di fino o un colpo in grande stile puntualmente mai riuscito. Che senso ha giocare di tacco con la propria squadra sotto di un gol?


Gianluigi Donnarumma (Milan)

Sul primo di Paganini parte in ritardo, sul secondo di Kragl sceglie di non piazzare la barriera e viene bucato da quaranta metri. Va bene che al Bentegodi Montolivo aveva fatto passare la punizione di Siligardi perché si era girato, però rinunciare completamente alla barriera forse è troppo.

 

Di seguito tutti i giocatori che in questa giornata si sono fatti notare, nel bene e nel male!

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Difesa inedita per il Top11 di questa settimana, con Peluso e De Silvestri alla prima convocazione, ma attacco grandi firme, nel quale rientra Stevan Jovetic. A centrocampo ce n’è per tutti i gusti: fantasia e geometrie.

Anche nella Flop11 sono presenti grandi nomi, tanto che c’è persino un rappresentante della Juventus come Bonucci, colpevole sul gol della Fiorentina, seppur si tratti di una presenza indolore visto che i bianconeri hanno lo stesso festeggiato lo scudetto. Paga più di tutti il Milan, per l’imbarazzante prova contro il Verona retrocesso.

 

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Gianluigi Buffon (Juventus)

Chiude la stagione in formato deluxe. Non solo il record di imbattibilità della serie A e la porta meno perforata del campionato (18 reti al passivo), ma anche il merito di aver contribuito alla vittoria dello scudetto anche con un rigore parato che ha blindato il successo sulla Fiorentina.


Radja Nainggolan (Roma)

Si è confermato uno dei centrocampisti più forti del nostro campionato. È l’unico vero insostituibile della Roma e con il suo gol al Napoli avvicina i giallorossi alla possibile qualificazione diretta in Champions League.


Stevan Jovetic (Inter)

Dopo l’inizio lanciato, una lunga fase di buio, dalla quale si è scosso (decisamente tardi) in occasione della vittoria sull’Udinese. La sua doppietta consente ai nerazzurri di blindare la quarta posizione in chiave Europe League. Meglio di niente…


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Carlos Bacca (Milan)

Prestazione ai limiti della decenza contro il Verona all’ultimo giorno di permanenza in Serie A. Gli capita la palla per segnare solo davanti a Gollini ma ancora una volta tenta un’improbabile rabona, che in stagione una volta gli è riuscita ma tutte le altre no. Stavolta non ha nemmeno l’alibi dell’incompatibilità con Balotelli.


Nikola Kalinic (Fiorentina)

Avrà pure segnato, peraltro sfruttando una disattenzione di Bonucci, ma poi? Si procura un rigore con un’evidente simulazione (Tagliavento ci casca in pieno, non è la prima volta che si butta e andrebbe squalificato), pretende di tirarlo e se lo fa parare da Buffon. Non contento all’ultimo minuto prende la traversa da pochi centimetri. In evidente calo nel 2016 e la Fiorentina ne ha risentito.


Leonardo Bonucci (Juventus)

Forse un calo di concentrazione per l’imminente festa scudetto, ma l’errore in occasione del momentaneo pareggio della Fiorentina è piuttosto grave. Per sua fortuna Morata due minuti dopo rimette le cose a posto e Nainggolan il giorno dopo completa l’opera.

 

Di seguito tutti i giocatori che in questa giornata si sono fatti notare, nel bene e nel male!

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Una Top11 a cinque stelle, con tanti grandi nomi capaci di rendersi decisivi in questo rush finale. Su tutti l’interista Icardi, bravo a domare il Napoli con un gol e un assist, ma anche lo juventino Pogba all’ottavo centro in stagione. Tra le novità il carpigiano Di Gaudio, autore di una prova maiuscola nella vittoria, decisiva in chiave salvezza, dei suoi contro il Genoa.

Dopo una settimana relativamente tranquilla tornano gli errori da Mai dire gol: c’è l’imbarazzo della scelta per definire la Flop 11, dove si rivede per l’ennesima volta in stagione Edin Džeko e prosegue l’involuzione di Koulibaly, che fino a poche settimane fa era il difensore dal rendimento più alto del campionato. Il peggiore in assoluto è però Consigli: sua la papera dell’anno.

 

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Mauro Icardi (Inter)

Partecipa poco alla manovra, si vede il giusto, ma il suo mestiere lo fa benissimo. Viaggia a una rete ogni due gare da quand’è all’Inter e in questo campionato ha raggiunto quota 15, sia pure a margine di un’annata in cui non è stato sempre messo nelle condizioni di segnare. Batte il Napoli quasi da solo.


Marco Borriello (Atalanta)

Che rivincita da ex. Fa venire i sudori freddi alla Roma, segna due gol, ne sfiora altrettanti (uno dei quali di tacco) e si incammina nel miglior modo sul percorso che potrebbe portarlo alla riconferma da parte dell’Atalanta. Racconta di aver perso 7 chili e di sentirsi meglio di quando era più giovane e dopo ieri c’è da credergli.


Antonio Di Gaudio (Carpi)

Match winner contro il Genoa. Segna un gol in rovesciata coordinandosi in un fazzoletto, serve l’assist per il raddoppio di Lollo e sfiora la doppietta personale in un paio di occasioni. Può fare la differenza nella rincorsa salvezza.


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Andrea Consigli (Sassuolo)

L’anno scorso era stato Padelli a fare un disastro contro l’Empoli, stavolta tocca a lui contro la Fiorentina. Il retropassaggio di Adjapong è facilissimo da controllare e lui, senza motivo, lo svirgola mandandoselo in porta. Errore gravissimo e comico che costa caro al Sassuolo nella corsa al sesto posto.


Edin Dzeko (Roma)

Siamo alle solite: il bosniaco si mangia gol fatti davanti alla porta. In due circostanze spara altissimo, in una si accartoccia a terra, nell’ultima al 90′ manda a lato e poi chiede un rigore che non può mai esserci. Qualcuno gli dica che gioca a calcio e non a rugby, perché ieri due mete le ha trasformate.


Kalidou Koulibaly (Napoli)

D’accordo, Icardi era in leggero fuorigioco in occasione dell’1-0, ma lui si fa trovare fuori posizione e non riesce a recuperare in tempo. Anche sul raddoppio dell’Inter appare spaesato.

 

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Top11 insolito questa settimana, a cominciare dalla porta dove trova posto il numero 1 del Torino, Padelli, più abituato quest’anno a finire tra i flop. Tra le novità, anche l’esordiente del Verona, Samir, subito in gol contro il Bologna e il carpigiano Gagliolo, che quest’anno ha tenuto fede solo in parte alla sua fama di difensore goleador. A centrocampo una linea da gol multipli capeggiata da Suso e Fernandes. Davanti altre new entry.

La Flop11, invece, riflette il tonfo del Napoli a Udine: non c’è Gonzalo Higuaín, che al netto dello sfogo al momento dell’espulsione aveva comunque segnato il suo trentesimo gol in trentuno giornate, ma la difesa di Sarri ha fatto acqua da tutte le parti, soprattutto dove passava Widmer. Male anche Inter e Lazio, le cui sconfitte casalinghe regalano gioie alla Roma: una per la classifica, l’altra per il derby.

 

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Suso (Genoa)

Prestazione maradoniana per il giocatore di proprietà del Milan. La cura Gasperini non fallisce un colpo e rilancia il potenziale inespresso dello spagnolo. Dopo 40 minuti senza toccar palla, inventa tre gol, uno più bello dell’altro e piega le resistenze del Frosinone.


Diego Perotti (Roma)

Da un nuovo discepolo di Gasp a uno vecchio. L’argentino è una delle chiavi del rilancio della Roma spallettiana. Abile “tuttocampista”, svaria su tutto il fronte d’attacco, ripiega tra le linee a prendere palla e poi avanza per la conclusione. Tre gol e quattro assist da quando è in giallorosso.


Bruno Fernandes (Udinese)

Come cambia la vita con De Canio. Il brasiliano tirerà male i rigori (uno lo segna con un po’ di fortuna, l’altro se lo fa parare da Gabriel), ma contro il Napoli inventa una partita superlativa. È il principale artefice della vittoria con Widmer e la rete in rovesciata vale il prezzo del biglietto


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Gabriel (Napoli)

Va bene, para un rigore, ma solo perché Bruno Fernandes lo tira peggio del primo, che lui era riuscito a farsi passare sotto il corpo. Un disastro sul gol del 2-1, perché esce senza motivo dall’area di rigore e anziché rientrare in porta lasciando la marcatura di Zapata a un compagno vaga per la fascia e viene tagliato fuori al momento del cross.


Miranda (Inter)

Da un giocatore come lui non ci si aspetta un’espulsione ingenua come quella arrivata subito dopo il pareggio del Torino, dove le colpe erano state divise con Santon. Da già ammonito non può fare fallo a centrocampo su un giocatore spalle alla porta.


Faouzi Ghoulam (Napoli)

il Bologna sembra scarico, con la salvezza ormai raggiunta e quasi zero possibilità di arrivare in Europa. Nei brutti novanta minuti dei rossoblù a Bergamo lui è il peggiore e non finisce nemmeno la partita, espulso per un fallaccio a centrocampo.

 

Di seguito tutti i giocatori che in questa giornata si sono fatti notare, nel bene e nel male!