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Il glorioso Santiago Bernabeu di Madrid – quello dove l’Italia nel 1982 ha vinto il suo terzo titolo mondiale – l’anno prossimo probabilmente si chiamerà Abu Dhabi Bernabeu. Togliere del tutto il nome del mitico presidente del Real Madrid pare impossibile, ma davanti ci sarà il marchio del munifico sponsor degli Emirati che è pronto a pagare 500 milioni di petroldollari pur di ‘acquistare’ il diritto nominale. Cosa non si fa per soldi. Tantissimi gli impianti che hanno cambiato denominazione o che sono stati costruiti ex novo, finanziati dallo sponsor, che poi ha firmato l’opera. Vediamo i dieci più importanti, di club più o meno prestigiosi.

1. ALLIANZ ARENA (Monaco di Baviera)

Una volta c’era l’Olympiastadion, grande impianto dove giocavano il Bayern Monaco e i cugini poveri del Monaco 1860, poi è arrivata Allianz, la compagnia di assicurazione che ha costruito un autentico gioiello e che ne detiene i diritti di naming per i prossimi 30 anni. Si trova nel quartiere di Fröttmaning, alla periferia settentrionale della città bavarese. Poco dopo la sua costruzione, l’Allianz Arena – a causa della sua forma particolare, è stata soprannominata Schlauchboot (gommone). Nel 2011-2012 ha ospitato la finale di Champions League. È costato 340 milioni di euro.

Allianz Arena

2. SIGNAL IDUNA PARK (Dortmund)

La casa dei gialloneri del Borussia Dortmund. Nel 2005, per fronteggiare i problemi economici, il club tedesco accettò che il Westfalen Stadion prendesse il nome di un gigante delle assicurazioni, fino al 2021. Nel 2009 è stato inserito in vetta alla classifica degli stadi più belli al mondo stilata dal Times. Il costo è di 200 milioni di euro, la costruzione dell’impianto iniziò nel 1971 per concludersi il 2 aprile 1974 con l’inaugurazione. Ha una capacità di 80.552 spettatori (a sedere e in piedi), ridotta a 65.718 (a sedere) per le partite internazionali, per le quali valgono solo i posti a sedere.

3. VELTINS-ARENA (Gelsenkirchen)

Ancora Germania con il bellissimo stadio dello Schalke 04, la Veltins-Arena. Prima l’impianto era conosciuto con il nome di AufSchalke Arena, poi è arrivata la marca della birra a comprarsi il nome. Ha il tetto apribile. Inaugurato nel 2001, può contenere 61.481 spettatori. Ha ospitato la finale della Champions League 2003-2004, ma all’epoca si chiamava ancora AufSchalke Arena. È uno degli stadi più moderni che esistano.

Veltins-Arena

4. EMIRATES STADIUM (Londra)

Chi non ricorca lo storico Highbury, protagonista insieme all’Arsenal del libro “Febbre a 90”? Bene, i Gunners hanno salutato uno dei templi del calcio britannico sempre in nome dei soldi e dello sponsor. Emirates, la compagnia aerea, nel 2004 siglò un contratto di 15 anni per circa 100 milioni di sterline, diventando anche il marchio sulle maglie dell’Arsenal. È stato inaugurato nel luglio del 2006. Lo stadio ha una capienza di 60 338 posti, tutti a sedere. È il secondo più grande stadio in Premier League dopo l’Old Trafford di Manchester e il terzo più grande a Londra, dopo Wembley e Twickenham. Il progetto complessivo per la costruzione dello stadio è costato 390 milioni di sterline. Per via di un accordo con la Federazione brasiliana, questo stadio ospita sovente le amichevoli che il Brasile gioca in Europa.

5. MMARENA (Le Mans)

In Francia, è raro che uno stadio prenda il nome di uno sponsor. Il Le Mans è una della società che fanno eccezione con il suo MMArena. chiamato come un gruppo assicurativo della regione e costruito non lontano dal circuito. Il contratto di concessione ammonta a 102 milioni di euro, di cui tre milioni forniti dal Mutual du Mans Assurances (Mma), nell’ambito di un contratto di denominazione senza precedenti in Francia. La sua capacità è di 25 mila posti; oltre al calcio, può ospitare 40 mila persone per incontri di rugby o per ospitare concerti e altre rappresentazioni artistiche.

6. AVIVA STADIUM (Dublino)

A Dublino, dopo aver demolito Lansdowne Road, la Federazione di calcio ha fatto costruire un impianto da 50 mila spettatori, l’Avia Stadium. Qui si giocano sia partite di calcio, sia di rugby. Il nome sarà questo fino al 2019. E anche in questo caso parliamo di un’insurance company. Ha ospitato la finale di Uefa Europa League nel 2010-2011 (nell’occasione è stato chiamato Dublin Arena perché la Uefa vieta di chiamare gli stadi con nomi di sponsor). Il Lansdowne Road aveva ospitato le gare casalinghe della Nazionale di calcio dell’Irlanda e di quella di rugby fino al 2007. Dal 2010 hanno cominciato a giocare all’Aviva Stadium.

7. RED BULL ARENA (Salisburgo)

Ci spostiamo in Austria per parlare della casa del Red Bull Salisburgo. La multinazionale austriaca ha dato il suo nome a tre stadi: negli Usa, in Germania e appunto in Austria. Il primo è stato costruito ex novo, gli altri due (gli ex Wals-Sienzenheim e Zentralstadion) ribattezzati dopo l’acquisto dei club. L’inaugurazione dell’impianto austriaco è avvenuta nel 2003. Oggi è lo stadio più grande della Bundesliga austriaca e può ospitare 30.188 spettatori. È l’unico impianto in Austria con l’erba sintetica.

8. ETIHAD (Manchester)

Il Manchester City è diventato grande grazie agli investitori stranieri che hanno acquistato il club. Nel 2003, la squadra ha traslocato da Maine Road al City of Manchester, costruito per i Giochi del Commonwealth. Nel 2011 i Citizens hanno ceduto i diritti di naming alla compagnia aerea di Dubai, Etihad. Fu costruito nel 2002 al costo di 110 milioni di sterline. È classificato come impianto a quattro stelle Uefa, è il settimo più capiente d’Inghilterra con 47.726 posti. Nel 2007-2008 ha ospitato la finale della Coppa Uefa tra lo Zenit di San Pietroburgo e i Rangers di Glasgow.

9. TÜRK TELECOM ARENA (Istanbul)

La compagnia telefonica turca ha dato il suo nome allo stadio del Galatasaray quando, nel 2011, venne dato l’addio all’Ali Sami Yeb. Il nuovo impianto è polifunzionale e la compagnia di telecomunicazioni ha firmato un contratto decennale da 10,2 milioni di dollari con il club.

10. MAPEI STADIUM (Reggio Emilia)

Chiudiamo questa mini rassegna con l’unico stadio italiano che porta il nome di uno sponsor. Si trova a Reggio Emilia e qui gioca le sue gare interne il Sassuolo del proprietario Mapei Squinzi. Prima si chiamava Stadio Città del Tricolore e, prima ancora, Giglio. L’attuale denominazione è del 2013. In realtà, il Sassuolo – così come la Reggiana – sono qui in affitto ancora per quest’anno. La capienza attuale è di 23.717 posti. Il Sassuolo, al momento in cui è salito in serie A, ha riammodernato l’impianto.

Mapei Stadium

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L’Italia s’è desta? Non ancora. Ma minaccia (per gli avversari) di farlo se la generazione di campioncini in erba non si perderà cammin facendo. Già. Volevamo cercare i dieci migliori talenti giovani del nostro calcio, ne abbiamo trovati di più. Abbiamo dovuto fare una scelta, lasciando fuori quelli già noti alla grande platea, anche se giovani e in grado di diventare protagonisti a breve. O in futuro. Anche a loro potrà guardare Antonio Conte per costruire la Nazionale del futuro. Ecco perché qui non troverete notizie su Simone Scuffet, il portiere – studente dell’Udinese, cercato dall’Atletico Madrid. O su Daniele Rugani, il difensore dell’Empoli che già è stato chiamato nella Nazionale maggiore e che tanto piace ai grandi club. Non parliamo neanche di Nadir Minotti, che ha ‘già’ 22 anni, ma che pare pronto anche lui al grande salto. O di Mattia Politano, classe 1993. Esclusi, infine, Nicola Murru (classe 1994, Cagliari), Andrea Petagna, attaccante classe 1995 del Latina ma di scuola Milan, e Domenico Berardi, il talentuoso 1994 del Sassuolo. Esclusi in questa lista, non certo dalla meglio gioventù italiana.

1. GIANMARCO FIORE

Come Scuffet. Il giovanissimo Gianmarco Fiore è stato adocchiato dall’Atletico Madrid, che gli ha fatto fare un provino la settimana scorsa. Sedici anni, difensore del Manfredonia, già nel giro delle Nazionali e seguito da tanti club. Nei sogni del giocatore c’è la Juventus, come ha rivelato lui stesso recentemente in un’intervista: “Sono bianconero dentro, una passione fortissima”. Come capita per tutti i migliori talenti del nostro calcio, la Signora è vigile: “Ma se mi chiamasse un’altra big, ci andrei. Per un ragazzo, la prima cosa è giocare e divertirsi. Poi i soldi e tutto il resto”. Il suo idolo fin da bambino era Fabio Cannavaro, ma il suo preferito in assoluto è Sergio Ramos. E guarda caso gioca proprio in Spagna.

2. ALBERTO CERRI

Alberto Cerri è una punta centrale dotata di gran fisico, dall’alto dei suoi 194 centimetri. Scuola Parma anche lui, quest’anno sta disputando la stagione in serie B, con la maglia della Virtus Lanciano, dove è in prestito. Diciottenne, vale già 2 milioni e mezzo di euro. Ha fatto tutta la trafila delle Nazionali giovanili italiane, con questo curriculum. Italia U16: 8 presenze e 4 gol; Italia U17 30 (12); Italia U18 5(1), Italia U19 2 (1). Ha esordito già nell’Under 21. In serie B, segna al ritmo di un gol ogni 74′, visto che in sette presenze ha già firmato quattro reti. Dicono che assomigli a Mario Gomez e a Christian Vieri ed entrambi sono paralleli stimolanti. Al Parma, aveva esordito in serie A, passando direttamente dagli Allievi alla prima squadra. I suoi idoli? Van Basten e Ibrahimovic. Anche in questo caso, due che hanno fatto e stanno facendo la storia. Come lui farà?

3. JOSÉ MAURI

È già uno dei migliori centrocampisti centrali giovani del panorama calcistico italiano. José Mauri è alla prima esperienza da titolare nel Parma, dopo essere passato per il vivaio dei ducali, eppure ha già attirato l’attenzione delle grandi squadre. Su tutte la Juventus. Di nazionalità argentina, è stato naturalizzato italiano. È nato il 16 maggio del 1996 e ha già esordito nelle rappresentative azzurre, più esattamente nell’Under 17 di Daniele Zoratto (altro ex Parma), contro i pari età israeliani il 12 settembre del 2012. Due giorni dopo, ha siglato la prima rete contro la Germania. Vanta in tutto sei presenze con l’Under 17, condite da due segnature. Anche in serie A, è già comparso nel tabellino dei goleador, grazie alla segnatura contro l’Udinese, il 29 settembre del 2014. L’esordio in serie A era avvenuto il 26 gennaio 2014, sempre contro l’Udinese. Piccolino, 169 centimetri, ha nel piede destro la sua arma migliore. Il contratto è in scadenza il 30 giugno 2017, il suo cartellino oggi costa 600 mila euro circa, ma è possibile che cresca con il passare dei mesi.

Jose Mauri Parma

4. ANTONIO BARRECA

Classe 1995, Antonio Barreca arriva dal Torino Primavera, ma quest’anno si sta facendo le ossa nel Cittadella. E’ un terzino sinistro che si sta gradatamente imponendo all’attenzione generale. L’anno passato spesso era stato convocato da Ventura per la prima squadra. Da giocatore moderno, si spinge spesso in avanti, ha un gran dribbling e un cross preciso. Tanto che ha già sfornato quattro assist per i compagni in questo primo scorcio di serie B. E’ un pilastro della Nazionale Under 20.

5. DIEGO FRUGOLI

Un altro 19enne di sicuro avvenire è Diego Frugoli, dell’Empoli ma in prestito alla Pistoiese. Il suo ruolo è quello di attaccante, l’anno passato si è messo in luce nel Torneo di Viareggio segnando tre volte in quattro apparizioni. E in campionato è arrivato a 18 gol. Tante volte si è allenato con la prima squadra dell’Empoli, cercando di carpire i segreti a Tavano e Maccarone. All’occorrenza, è in grado di ricoprire il ruolo di ala destra. Finora, nel campionato di Lega Pro ha disputato soltanto 9′. Con l’Italia Under 19 ha preso parte al campionato europeo di categoria. Alto 1 metro e 80, sfrutta la grande velocità per prendere di sorpresa le difese. È bravo di testa e dotato di buona tecnica. Viene considerato uno dei 4-5 prospetti offensivi più promettenti del nostro calcio.

6. DANILO CATALDI

Classe 1994, Danilo Cataldi è un centrocampista offensivo della Lazio Primavera. La sua arma è il tiro dalla distanza. Nato come trequartista, nel tempo si è adattato a ricoprire il ruolo di mezzala nel centrocampo a tre. Palla al piede, salta facilmente l’avversario, ha una grande visione di gioco. L’anno passato, nella Final Eight del campionato primavera, ha vinto il premio come miglior giocatore. In passato, molti club inglesi avevano mostrato interesse per Cataldi, ma Lotito ha tenuto duro. Fa naturalmente parte dell’Under 21 di Gigi Di Biagio, con cui ha già segnato un gol in due partite.

7. LUCA VIDO

Parliamo addirittura di un classe 1997, Luca Vido, prodotto del vivaio del Milan. Nato a Bassano del Grappa, di professione attaccante. Nella sua carriera, ha già vestito le maglie del Favaro Veneto e del Treviso, iniziando da terzino sinistro e poi da centrocampista centrale. Poi è passato al Padova (30 gol il primo anno, 30 pure il secondo). È nell’estate del 2011 che il Milan lo strappa alla concorrenza e lui ripaga la fiducia: 25 reti con i Giovanissimi Nazionali. Al Trofeo Annovazzi riceve il premio come miglior giocatore del torneo. Vido è bravissimo palla al piede, fisicamente è addirittura devastante. Può ricoprire tutti i ruoli nell’attacco. In questa stagione, è nella Primavera rossonera, dove non ha smesso di segnare.

8. AXEL GULIN

Classe 1995, attaccante esterno, di proprietà della Fiorentina. Axel Gulin quest’anno si sta facendo notare con la maglia del Feralpisalò. Ala brevilinea, è in possesso di un cambio di passo che gli permette di arrivare sul fondo senza problemi. È un mancino naturale, schierato spesso a destra per sfruttare al meglio le sue qualità tecniche. Axel è anche protagonista di un un programma di Mtv, “Giovani Speranze”, che racconta la vita dei giovani calciatori. Attualmente, il suo cartellino viene valutato 100 mila euro. Ha fatto parte dell’Under 17 italiana, esordendo il 21 febbraio del 2012.

9. LEONARDO CAPEZZI

Un altro 19enne destinato a far parlare di sé. Leonardo Capezzi è un centrocampista di proprietà pure lui della Fiorentina, prestato al Varese. In sei presenze con la squadra lombarda, già una rete e due assist. Preferibilmente mediano, non esita comunque a spingersi in avanti quando le condizioni della partita glielo permettono. Il 9 ottobre del 2014 ha esordito con la maglia dell’Italia Under 20. I tifosi della Fiorentina lo hanno soprannominato “capitan futuro”. Di lui parla benissimo un certo David Pizarro. E il Manchester United ci ha fatto un pensierino.

10. ALESSIO ROMAGNOLI

L’Italia è un Paese che ha grande tradizione nei difensori. E Alessio Romagnoli, scuola Roma, ora alla Sampdoria, pare destinato a continuare l’epopea dei vari Gentile e Baresi. Ha 19 anni, già sufficiente esperienza di serie A e di Nazionale (è titolare fisso nell’Under 21 di Di Biagio). È un difensore centrale, ma all’occorrenza si disimpegna pure sul lato sinistro. Il cartellino a oggi vale 3 milioni di euro. Ha già trovato la prima rete in serie A quest’anno, con la maglia blucerciata. Ma i giallorossi, avendo l’opzione di contro riscatto, sono pronti a riportarlo a casa appena potranno. Alto 188 centimetri, ha sufficiente velocità nonostante il fisicone.