Girone D

0 939

Il tempo nel calcio ceco si è fermato a quella calda notte di mezza estate nel tempio del soccer, la cattedrale di Wembley, Londra. 30 giugno 1996, minuto 5 del primo tempo supplementare: Repubblica Ceca e Germania sono ferme sull’1-1 dopo una partita brutta, spigolosa, a tratti sonnolenta. Patrik Berger, capelluta mezz’ala che ricorderete con la maglia del Liverpool, aveva colpito dal dischetto Koepke in avvio di ripresa, ma una vecchia conoscenza del nostro calcio, Olivier Bierhoff, aveva mutato i piani di Nedved e compagni pareggiando i conti su assist di Ziege (alzi la mano chi lo ricorda giovane meteora con la maglia del Milan in A). In avvio di extra-time, altro tap-in vincente, primo Golden Goal della storia degli Europei e trofeo ai tedeschi di Berti Vogts.

Una formazione della Repubblica Ceca nei Mondiali 2006

Da 20 anni a questa parte, così, il calcio della giovane nazionale nata nel 1993, passando per una primavera a dir poco “calda” e da una rivoluzione di velluto politica molto prima che tecnica, ha di fatto ristagnato in un’aurea mediocrità, con punte di splendore rappresentate dall’arrivo nella Top 4 del calcio continentale in Euro 2004. Ha partorito calciatori “bionici” come Nedved, ali ferali come Karel Poborsky, giganti di porcellana come Jan Koller e talenti cristallini come Thomas Rosicky, senza mai trovare identità tra nazionale e…nazionali, intesi come i suoi rappresentanti. Un’accozzaglia di piedi buoni, spesso fondamentali per i loro club, ma mai capaci di creare più subbuglio o cortei nella Piazza dell’Orologio di Praga, come avvenuto per le notti inglesi di fine secondo millennio. Le apparizioni del Kosice in Champions League, i buoni cammini dello Sparta Praga e dello Slavia Praga nelle “ei furono” Coppa Uefa e Coppa delle Coppe rappresentano i topolini partoriti dalle montagne boeme.

Petr Cech, simbolo tra i pali
Petr Cech, simbolo tra i pali

La storia, alla vigilia della trasferta francese, non sembra destinata a mutare: un atto di forza va però riconosciuto al gruppo guidato da Pavel Vrba, discreto ex difensore centrale, capace di guidare in panchina prima lo Žilina al titolo slovacco nel 2007 e poi di dar vita al miracolo Viktoria Plzen, trasformandolo da provinciale a club leader del calcio ceco con due titoli nazionali, due accessi alla fase a gironi di Champions e una coppa nazionale. Dal novembre 2013, quando ha rilevato Karel Brückner, ha fornito un’impronta offensiva a una squadra priva di stelle, eccezion fatta per il monumento che domina i pali, Petr Čech, ultimo superstite della generazione d’oro del calcio ceco dello scorso decennio, che aveva portato la Nazionale a ben figurare al Mondiale 2006 e a spingersi fino alle semifinali di Euro 2004. Nonostante un livello complessivo medio-basso, la sua Repubblica Ceca ha ottenuto il primato nel girone di qualificazione e il pass per Euro 2016 con due turni di anticipo.

Pavel Vrba, il Ct
Pavel Vrba, il Ct

28 sono stati i preconvocati che Vrba ha valutato per il suo 4-2-3-1, solitamente disposto con Vydra, Lafata e Suaral alle spalle di Necid, attaccante del Busaspor. Rispetto alla distinta iniziale, il commissario tecnico ha lasciato a cas il difensore dello Sparta Praga Ondrej Zahustel, i centrocampisti Lukas Marecek e Jan Kovarik rispettivamente di Sparta Praga e Viktoria Plzen e gli attaccanti Matej Vydra del Reading e Patrik Schick di proprietà dello Sparta Praga ma in prestito al Bohemians 1905. Sarebbe stato un esordiente in nazionale maggiore, avrà tempo per rifarsi. Gli fà da contraltare in organico l’esperienza di Rosicky, al passo d’addio con l’Arsenal dopo un decennio e nuovamente centro del mondo rossoblù a 35 anni suonati: i suoi passi sono stati indossati con efficacia dall’eclettico Dočkal, ma la tecnica del “genio” può risultare ancora determinante, se supportata dalla gamba di una mediana folta. I cechi, inseriti nel gruppo D insieme a Spagna, Croazia e Turchia, partono da outsider. Ma in una nazione che fino agli anni ’90 non esisteva, il futuro non può far paura, per quanto in salita.

Thomas Rosicky, un recupero importante
Thomas Rosicky, un recupero importante
Lista provvisoria dei convocati

Portieri: Petr Cech (Arsenal), Tomas Koubek (Slovan Liberec), Tomas Vaclik (Basilea)

Difensori: Theodor Gebre Selassie (Werder Brema), Pavel Kaderabek (Hoffenheim), Michal Kadlec (Fenerbahce), Marek Suchy (Basilea), Tomas Sivok (Bursaspor), David Limbersky (Viktoria Plzen), Daniel Pudil (Sheffield Wednesday), Pavel Hubnik (Viktoria Plzen), Ondrej Zahustel (Sparta Praga)

Centrocampisti: Tomas Rosicky (Arsenal), Vladmir Darida (Herta Berlino), Borek Dockal (Sparta Praga), David Pavelka (Kasimpasa), Jaroslav Plasil (Bordeaux), Jiri Skalak (Brighton), Josef Sural (Sparta Praga), Daniel Kolar (Viktoria Plzen), Ladislav Krejci (Sparta Praga), Lukas Marecek (Sparta Praga), Jan Kovarik (Viktoria Plzen)

Attaccanti: David Lafata (Sparta Praga), Tomas Necid (Bursaspor), Milan Skoda (Slavia Praga), Matej Vydra (Reading), Patrik Schick (Sparta Praga)

 

Calendario della Repubblica Ceca ad Euro 2016

1^ giornata
Spagna-Rep. Ceca (lunedì 13 giugno, ore 15) Stadium de Toulouse di Tolosa

2^ giornata
Rep. Ceca-Croazia (venerdì 17 giugno, ore 18) Stade Geoffroy Guichard di Saint Etienne

3^ giornata
Rep. Ceca-Turchia (martedì 21 giugno, ore 21) Stade Felix Bollaert di Lens

0 780

La musica balcanica? È cambiata e da qualche anno veste di nuovo scacchi bianchi, blu e rossi. La suona un’orchestra sapientemente guidata da un laureato alla facoltà di Educazione Fisica dell’Università di Zagabria, che di nome fa Ante e di cognome fa Čačić. È una banda giovane (età media 24,3 anni), smaliziata e ricca di qualità dal centrocampo in avanti, capace di far tremare l’Italia nelle qualificazioni europee pur chiudendo a -4 dagli azzurri. Sessantadue anni, il Ct tornato in sella alla panchina della nazionale in settembre nel suo passato ha allenato nazionale libica, under 21 croata, Zadar, Dinamo Zagabria, Radniki, Maribor e Lokomitiva. Accanto a lui siede il vulcanico ex difensore Josip Simunic, ritiratosi nel dicembre 201 dopo aver saltato il Mondiale brasiliano per una squalifica di dieci giornate: la punizione gli era stata inflitta per aver lanciato il grido di battaglia degli ustascia durante la seconda guerra mondiale per festeggiare la qualificazione dopo lo spareggio con l’Islanda.

Croazia, la nuova divisa per Euro 2016
Croazia, la nuova divisa per Euro 2016

L’ultimo Europeo ha lasciato l’amaro in bocca agli uomini allora guidati da Slaven Bilic, finiti in un girone di ferro con quelle che sarebbero poi state le due finaliste della competizione, Spagna e Italia. In quell’occasione la Croazia giocò comunque più che dignitosamente, concludendo il girone a 4 punti, con un bilancio di una vittoria contro l’Irlanda, un pareggio contro l’Italia e la sconfitta fatale contro le Furie Rosse. Due anni dopo, il risultato dell’eliminazione ai gironi si è ripetuto ai mondiali brasiliani, nel girone dei padroni di casa. Era dai tempi di Boban, Asanovic, Prosinecki e Suker, figli di una repubblica federale in cui erano messe insieme, come in un fritto misto, sei repubbliche, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni e due alfabeti, aggregate da un equilibrio precario, che la Croazia non aveva tanti piedi buoni: eppure quella nazionale non è andata “oltre” il terzo posto a Francia ’98 e i quarti di finale agli Europei del 2008.

Oggi Čačić punta principalmente su tre blocchi nel suo organico: quello degli “italiani” -ben 7, Vrsaljko (Sassuolo), Strinic (Napoli), Badelj e Kalinic (Fiorentina), Brozovic e Perisic (Inter), Mandzukic (Juventus)-  quello che proviene dal campionato spagnolo -Kovacic e Modric (Real Madrid), Rakitic (Barcellona), Cop (Malaga) e Halilovic (Sporting Gijon)- e i calciatori della Dinamo Zagabria, un pokerissimo guidato dal talento luminoso di Marko Pjaca, top player del campionato locale che fa gola a mezza Europa e non vede l’ora di mettersi in vetrina in Francia.

Ante Cacic, Ct della Croazia
Ante Cacic, Ct della Croazia

In campo, Čačić dovrebbe optare per un 4-2-3-1 molto elastico e con tanto “fosforo” in mezzo al campo. Rakitic, Modric e Brozovic a centrocampo, con l’interista ex Dinamo Zagabria ad allargarsi sulla fascia destra, a sinistra l’altro nerazzurro Ivan Perisic. In attacco spazio a Mario Mandzukic supportato da Marko Pjaca, con un “tale” Kalinic a fungere da alternativa. In avanti spesso i Vatreni (soprannome che fa riferimento alla passione che mettono i giocatori in campo e i loro tifosi quando osservano le gare) compongono un 4+1 che si basa su un solo riferimento centrale, Mandzukic, e su Modric davanti alla difesa, con Brozovic, Pjaca, Rakitic e Perisic pronti a coprire il terreno di gioco nell’intera ampiezza. Nei primi 16 metri, davanti a Subasic, una colonna tra i pali, Vida e Corluka saranno i difensori centrali con Vrsaljko e capitan Srna a completamento del pacchetto arretrato.

Mario Mandzukic, l'attacco croato poggia sulla sua fisicità
Mario Mandzukic, l’attacco croato poggia sulla sua fisicità

Tante pedine per trovare i giusti corridoi tra gli scacchi: non solo un legame grafico, ma anche tattico. La saggezza è la componente spesso mancata a questa giovane nazionale, indipendente da 25 anni: a Čačić toccherà trovare le giuste vie di mezzo tra una rosa abbondante di classe ma al tempo stessa ricca di anarchici del dio pallone. In campo, però non ci vanno otto pedine, come sulla scacchiera, ma 11 anime dal peso specifico rilevante: nel gruppo D Mandzukic e compagni avranno a che fare con la favorita Spagna, Repubblica Ceca e Turchia. Nella griglia di partenza però i croati sono un passo avanti rispetto a turchi e cechi, per talento e anche per abitudine a giocare competizioni pesanti. La musica è cambiata, il pallone non è più in fuga dai Balcani.

Luka Modric, stella del centrocampo croato

 

Lista provvisoria dei convocati

Portieri: Danijel Subasic (Monaco), Lovre Kalinic (Hajduk Spalato), Ivan Vargic (Rijeka), Dominik Livakovic (NK Zagabria).

Difensori: Darijo Srna (Shakhtar), Domagoj Vida (Dinamo Kiev), Gordon Schildenfeld (Panathinaikos), Tin Jedvaj (Bayer Leverkusen), Vedran Corluka (Lokomotiv Mosca), Ivan Strinic (Napoli), Sime Vrsaljko (Sassuolo), Duje Caleta-Car (RB Salisburgo).

Centrocampisti: Luka Modric (Real Madrid), Ivan Rakitic (Barcellona), Mateo Kovacic (Real Madrid), Milan Badelj (Fiorentina), Marcelo Brozovic (Inter), Alen Halilovic (Sporting Gijon), Ante Coric (Dinamo Zagabria), Marko Rog (Dinamo Zagabria), Domagoj Antolic (Dinamo Zagabria).

Attaccanti: Marko Pjaca (Dinamo Zagabria), Ivan Perisic (Inter), Mario Mandzukic (Juventus), Andrej Kramaric (Hoffenheim), Nikola Kalinic (Fiorentina), Duje Cop (Malaga).

 

Calendario della Turchia ad Euro 2016

1^ giornata
Turchia-Croazia (domenica 12 giugno, ore 15.00) Parco dei Principi, Parigi

2^ giornata
Rep. Ceca-Croazia (venerdì 17 giugno, ore 18.00) Stade Geoffroy Guichard di Saint Etienne

3^ giornata
Croazia-Spagna (martedì 21 giugno, ore 21.00) Stade de Bordeaux, Bordeaux

0 837

“Mamma, li Turchi”

Dalle scorrerie piratesche di fine quindicesimo secolo a Otranto alle avanzate di Arda Turan e compagni è passato diverso tempo: a non cambiare, però, è lo spirito che contraddistingue gli abitanti del Bosforo e dintorni. Combattivi, contraddistinti da un talento atavico quanto anarchico, poco affidabili per gli avversari…e sé stessi. Dopo la qualificazione come migliore terza dei gironi in sede di qualificazione, la Nazionale allenata dal 2013 da quella vecchia volpe di Fatih Terim è stata inserita in un girone non agevole, forse il più livellato verso l’alto dei sei programmati per Euro 2016: oltre alla favorita Spagna, ci sono Repubblica Ceca e Croazia, avversari di pari livello o quasi. Otto anni dopo l’ultima volta, quando in Austria e Svizzera il secondo posto in “Zona Cesarini” nei gironi fu seguito dalla vittoria sui rigori contro la Croazia (ancora lei) nei quarti e dal ko in rimonta contro la Germania in semifinale, Sahin e compagni sembrano avere le qualità per stupire ancora.

Arda Turan, stella e capitano della Turchia
Arda Turan, stella e capitano della Turchia

Camicia con risvolti sulle maniche, meglio se bianca e ornata da qualche genuina macchia di sudore e una catenina d’oro, e carnagione olivastra, l’Imperatore è ricordato ancora a Milano, sponda rossonera, e Firenze tanto per le improvvise fughe dagli allenamenti dettate dalla nostalgia di Istanbul quanto, in campo, per una strategia di gioco tanto simile allo sbilanciato calcio totale di Rinus Michels. Con il Galatasaray ha vinto, allenandolo in più periodi, 12 titoli nazionali e una storica Coppa Uefa, ma i veri capolavori li ha realizzati con la nazionale turca, guidata alla prima storica qualificazione ai Campionati Europei nel 1996 e trascinata in semifinale nel 2008.

Le gare in Austra-Svizzera con rimonta nei minuti finali, contro Repubblica Ceca e Croazia, rappresentano il suo manifesto calcistico; la successiva eliminazione al cospetto della Germania, con a disposizione 12 giocatori e il terzo portiere adattato attaccante, ha trasformato perfetti carneadi come Nihat Kahveci in eroi nazionali. E non sono gli unici: chiedere a Okan Buruk e Hakan Sukur, ascesi alla fama dopo la cura prodotta dall’Imperatore.

Turkish forward Semih Senturk (C) deflects the ball past German goalkeeper Jens Lehmann (R) to score as German defender Per Mertesacker looks on during the Euro 2008 championships semi-final football match Germany vs. Turkey on June 25, 2008 at St Jakob-Park stadium in Basel, Switzerland. AFP PHOTO / PAUL ELLIS -- MOBILE SERVICES OUT -- (Photo credit should read PAUL ELLIS/AFP/Getty Images)
Euro 2008: Germania-Turchia 3-2, il 2-2 di Semih Sentürk

Affiliata all’Uefa dal 1962, la formazione della Mezzaluna arriva per la quarta volta nella sua storia alla fase finale del torneo del vecchio continente. L’allenatore più vincente della storia turca, disporrà di un mix di giovani e giocatori esperti che fa del centrocampo la sua arma migliore. Tra i calciatori di maggiore fama, spiccano il centrocampista del Barcellona Arda Turan e quello del Bayer Leverkusen Calhanoglu, possessore di due tra i piedi più velenosi al mondo nei calci da fermo e uno dei più talentuosi prospetti per top club di mezza Europa. Senza dimenticare Ozyakup (in estate vicino alla Lazio) e Tore del Besiktas, Enes Unal (classe 1997) e Ozan Tufan del Fenerbahce.

Nel listone dei 31 pre-convocati (nessuno come la Turchia) il peso dell’attacco sarà sostenuto dalle spalle larghe di Burak Yilmaz, 11 reti in una stagione condizionata da tanti guai muscolari con il Galatasaray.  In attesa del pieno ritorno di Nuri Sahin a centrocampo (riapparso recentemente con la maglia della Nazionale dopo 22 mesi), nella linea difensiva spiccano i nomi di Omer Toprak e Caner Erkin, terzino sinistro dato in arrivo all’Inter.

Burak Yilmaz, il peso dell'attacco sarà sulle sue spalle?
Burak Yilmaz, il peso dell’attacco sarà sulle sue spalle?

Il campo darà il primo verdetto il 12 giugno: contro chi? Proprio la Croazia, ironia della sorte. E in un Paese scosso dalle recenti cronache, politiche e nere, il calcio resta uno strumento per tirare fuori il meglio della torcida e le stille residue di fratellanza. Otto anni dopo, tutto (o quasi) è cambiato, compreso l’uso degli smartphone: come quello che lo stesso Terim ha mostrato al quarto uomo durante l’amichevole giocata ad Abu Dhabi contro l’Inghilterra: dopo tre minuti di gioco Kane aveva portato in vantaggio i Leoni d’Albione su assist di Alli, in posizione dubbia, confermata dalle riprese televisive. Il quarto ufficiale ha rivisto l’azione, ma ovviamente non è stato preso alcun provvedimento in merito alla decisione dell’arbitro di convalidare il gol. La tecnologia e il calcio si stanno lentamente avvicinando, ma non così come chiesto dal funambolico Ct. Poco male: la Turchia nel calcio continua a cercare di giocare d’anticipo, come il suo Imperatore ha sempre fatto.

Fatih Terim con smartphone in mano durante Inghilterra-Turchia
Fatih Terim con smartphone in mano durante Inghilterra-Turchia

 

Lista provvisoria dei convocati

Portieri: Volkan Babacan (Medipol Basaksehir), Onur Recep Kivrak (Trabzonspor), Harun Tekin (Bursaspor), Ali Sasal Vural (Eskisehirspor).

Difensori: Gokhan Gonul (Fenerbahce), Sener Ozbayraklı (Bursaspor), Serdar Aziz (Bursaspor), Semih Kaya (Galatasaray), Çaglar Soyuncu (Altinordu), Ahmet Calik (Genclerbirligi), Hakan Balta (Galatasaray), Caner Erkin (Fenerbahce), Ismail Koybasi (Besiktas).

Centrocampisti: Mehmet Topal (Fenerbahse), Selcuk Inan (Galatasaray), Ozan Tufan (Fenerbahce), Oguzhan Ozyakup (Besiktas), Hakan Calhanoglu (Bayer Leverkusen), Nuri Sahin (Borussia Dortmund), Mahmut Tekdemir (Medipol Basaksehir), Arda Turan (Barcelona), Olcay Sahan (Besiktas), Alper Potuk (Fenerbahce), Volkan Sen (Fenerbahce), Yasin Oztekin (Galatasaray), Emre Mor (Nordsjaelland), Gokhan Tore (Besiktas).

Attacanti: Burak Yilmaz (Beijing Guoan), Cenk Tosun (Besiktas), Mevlut Erdinc (Guingamp), Yunus Malli (Mainz).

 

Calendario della Turchia ad Euro 2016

1^ giornata
Turchia-Croazia (domenica 12 giugno, ore 15.00) Parco dei Principi, Parigi

2^ giornata
Spagna-Turchia (venerdì 17 giugno, ore 21.00) Allianz Rivera, Nizza

3^ giornata
Repubblica Ceca-Turchia (martedì 21 giugno, ore 21) Stade Felix Bollaert, Lens

 

0 772

Da Roja a Furias Rojas, per riscattare la figuraccia iridata di due anni fa. Al centro del mondo dorato della Spagna c’è Alvaro Morata: è il primo dato che si coglie scorrendo le coraggiose e sorprendenti convocazioni di Vicente Del Bosque in vista di Euro 2016: tra i tanti esclusi eccellenti, oltre a Mata, Javi Martinez, Jesus Navas, Mario Gaspar, Albiol, Borja Valero e Callejon, è impossibile non soffermarsi sul reparto avanzato. Diego Costa (“Abbiamo già troppi acciaccati” ha spiegato il CT in conferenza), Paco Alcacer e Fernando Torres assisteranno alla competizione continentale comodamente seduti sul divano di casa e scomodamente nei pensieri dei tifosi iberici: il peso dell’attacco sarà tutto sulle spalle del match-winner della finale di Coppa Italia, ogni giorno meno vicino all’Italia, e di un arzillo vecchietto del gol come Aritz Aduriz, 35 anni e tre presenze con la Roja, convocato a furor di popolo dopo 36 reti stagionali in 55 partite.

Alvaro Morata, il peso dell'attacco spagnolo sarà sulle sue spalle
Alvaro Morata, il peso dell’attacco spagnolo sarà sulle sue spalle

Usciti con le ossa rotte dal Mondiale brasiliano e di nuovo sicura e inarrestabile nel cammino verso la Francia -23 reti all’attivo e appena 3 gol subiti, 9 vittorie in 10 incontri di qualificazione- la Spagna rilancia e propone una generazione di talentuosi “Under 25”, che passa per Saul Iniguez, Isco, Thiago Alcantara, De Gea e lo stesso Morata, fino alla sorpresa Lucas Vazquez, “canterano” del Real Madrid che Del Bosque ha incluso nella lista dei 25 pre-convocati. Il punto di partenza appare il 4-2-3-1, ma le certezze della mediana e i dubbi dell’attacco potrebbero presto spingere al ritorno verso il falso nueve, sinfonia nota ma mai antica, con Fabregas e David Silva pronti per l’uso. Quattro anni fa avevano sollevato la Coppa, riducendo a brandelli l’Italia di Prandelli in finale: oggi, con uno Xabi Alonso in meno ma con un calcio nazionale tornato al centro del mondo (tre finaliste su quattro tra Europa League e Champions battono bandiera spagnola), l’armada sembra poter tornare…invencible.

Isco, uno dei due possibili "tagli" di Del Bosque
Isco, uno dei due possibili “tagli” di Del Bosque

La forza della Spagna verte proprio sulla profondità della rosa, un aspetto mai da sottovalutare in una competizione dispendiosa come i campionati europei. Ci sarà però da valutare un’incognita: la condizione con cui arriveranno molti di questi giocatori, impegnati su più fronti fino a fine stagione. La presenza di Real Madrid e Atletico in finale di Champions da un lato offre lustro, ma dall’altro condiziona l’avvicinamento all’esordio del 13 giugno: solo per l’ultima amichevole pre-Europeo, contro la Georgia, Del Bosque avrà infatti a disposizione l’intera rosa e potrà valutare i tagli da operare verso il ritiro di La Rochelle, sull’Ile de Re. I principali candidati ai saluti anticipati appaiono Isco e un “volante” tra San Josè e Bruno Soriano.

Probabilmente si tratta comunque della rosa più attrezzata del torneo assieme a quella tedesca. In porta De Gea rischia di interrompere la dittatura di Casillas, in evidente calo di rendimento dal trasferimento al Porto. Al centro della difesa le certezze si chiamano Sergio Ramos e Piqué, con in panchina pronto a subentrare Marc Bartra. In corsia nomi di calibro mondiale come Carvajal, Azpilicueta, Jordi Alba e Juanfran lottano per due maglie. Avanzando a centrocampo, l’imbarazzo della scelta è pari a quello del confronto con altri top club continentali: si va da Busquets e Iniesta a Thiago Alcantara e Isco, passando per Koke, David Silva, Fábregas, Saul. Trampolini di lancio per un attacco che dispone anche del passo rapido di Nolito e Pedro.

Spagna, esultanza

In sella dal 2008, Del Bosque con la Spagna ha messo in bacheca un Mondiale e un Europeo, nel 2010 e nel 2012: la qualità a disposizione non gli manca, ma l’ex sergente madrileno ha avuto l’abilità di saper cambiare, affidandosi ai nuovi volti che il calcio iberico sta continuando a sfornare. Il tutto, senza rinunciare a quei giocatori che in camiseta roja hanno scritto pagine di storia infilando tre storici trofei consecutivi. Il gruppo D li opporrà a Croazia, Repubblica Ceca e Turchia, nel girone forse più ricco di storia sui libri: quelle pagine che Morata e i suoi vogliono tornare a scrivere, con un inchiostro nuovo guidato da mani sagge.

Spagna, Vicente del Bosque
Vicente Del Bosque, ct della Spagna
Lista provvisoria dei convocati

Portieri: Iker Casillas (Porto), David de Gea (Manchester United), Sergio Rico (Siviglia).

Difensori: Marc Bartra (Barcellona), Juanfran Torres (Atletico Madrid), Sergio Ramos (Real Madrid), Jordi Alba (Barcellona), Gerard Piqué (Barcellona), César Azpilicueta (Chelsea), Dani Carvajal (Real Madrid).

Centrocampisti: Sergio Busquets (Barcellona), Mikel San José (Athletic Bilbao), Isco (Real Madrid), Andres Iniesta (Barcellona), Cesc Fábregas (Chelsea), David Silva (Manchester City), Thiago Alcántara (Bayern Monaco), Koke (Atletico Madrid), Saul Ñiguez (Atlético Madrid), Bruno Soriano (Villarreal).

Attaccanti: Pedro Rodríguez (Chelsea), Álvaro Morata (Juventus), Aritz Aduriz (Athletic Bilbao), Nolito (Celta), Lucas Vázquez (Real Madrid).

 

Calendario della Spagna ad Euro 2016

1^ giornata
Spagna-Repubblica Ceca (lunedì 13 giugno, ore 15.00) Stadium Municipal, Tolosa

2^ giornata
Spagna-Turchia (venerdì 17 giugno, ore 21.00) Allianz Rivera, Nizza

3^ giornata
Croazia-Spagna (martedì 21 giugno, ore 21.00) Stade de Bordeaux, Bordeaux