Girone B

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Giovani, ma non ingenui. D’altronde, per una nazione che esiste in maniera completamente indipendente da soli 23 anni non poteva che corrispondere una nazionale di calcio alle prime armi. Ma non senza grandi firme. In difesa c’è l’esperienza di Martin Skrtel, colonna del Liverpool, mentre il capitano della Slovacchia è “tale” Marek Hamsik, che indossa quella fascia anche a Napoli.

Le sue parole («È la nostra prima volta alla fase finale di un Europeo, è qualcosa di nuovo per noi ma non abbiamo paura di nessuno») riassumono al meglio lo spirito di un gruppo che per la prima volta si avvicina alla massima competizione continentale: un cammino maturato nel secondo posto nel girone C delle qualificazioni con 22 punti in 10 partite, figli di 7 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte, 17 gol fatti e 8 subiti. Una piazza d’onore di valore, se pensiamo che davanti alla truppa di Jan Kozak c’erano i campioni d’Europa in carica della Spagna (anche battuti 2-1).

Slovacchia-Spagna 2-1
Slovacchia-Spagna 2-1

Cosmopolita e indigena (ben 10 dei 27 preconvocati per Euro 2016 militano tra il campionato di casa e quello ceco), la Slovacchia ha in lista ben cinque conoscenze transitate per la serie A: detto di Hamsik, a formare i perni della nazionale che sei anni fa chiuse la mesta esperienza sudafricana di Marcello Lippi sulla panchina dell’Italia con un’eliminazione a dir poco sorprendente c’è Juraj Kucka, passato per una stagione di alti e bassi con il Milan, e i difensori Gyomber e Skriniar, seconde linee raramente chiamate in causa tra Roma e Sampdoria, tra i principali indiziati per la “scrematura” finale.

A completare il pokerissimo c’è Vladimir Weiss, meteora di lusso a Pescara nella stagione 2012/2013 e oggi in forza ora all’Al Gharafa in Qatar. Un nome tristemente noto per i colori azzurri è invece il grande assente Robert Vittek, 34enne che nel 2010 segnò una doppietta agli azzurri: non è riuscito a recuperare dall’infortunio.

Vittek in gol, Italia-Slovacchia 2-3

Inserita nel gruppo B con Galles, Russia e Inghilterra, la nazionale dalla croce doppia è alla prima volta in un campionato europeo, la seconda della storia in un torneo per nazioni. La Slovacchia, da quando ha ottenuto l’indipendenza dalla Cecoslovacchia, ha conquistato solamente un ottavo di finale ai Mondiali del 2010, quando superò appunto l’Italia nel girone eliminatorio per poi essere sconfitta dall’Olanda finalista.

In panchina da tre anni c’è un sergente di ferro come Jan Kozak: ex centrocampista di Lokomotiva Kosice e Dukla Praga conta 50 presenze con la Cecoslovacchia, con la quale ottenne un terzo posto negli Europei 1980; da allenatore ha guidato l’Fc Kosice alla storica qualificazione nel 1997-98 alla fase a gironi della Champions League. Dispone i suoi con un 4-2-3-1 che sa di 4-5-1: tanto fisico in difesa e Marek Hamsik a illuminare le percussioni del brevilineo Stoch e le sponde del titanico Nemec.

La maglia della Slovacchia per Euro 2016
La maglia della Slovacchia per Euro 2016

27 i pre-convocati, con quattro nomi sulla graticola. Per loro la Francia sarà una meta per le vacanze estive. Magari da raggiungere in treno, un mezzo di trasporto che da qualche mese in Slovacchia è indelebilmente legato al calcio. Chi non ricorda il video -presto diventato virale sul web- di una locomotiva a vapore che passa sotto le tribune dello stadio che ospita la formazione dilettantistica del TJ Tatran Cerny Balog? Il treno, quello che passa poche volte nella vita. Per la Slovacchia questa è la volta giusta, e Hamsik e i suoi fratelli lo sanno.

Lista provvisoria dei convocati

Portieri: Matus Kozacik (Viktoria Plzen), Jan Mucha (Slovan Bratislava), Jan Novota (Rapid Vienna).

Difensori: Peter Pekarik (Hertha Berlino), Milan Skriniar (Sampdoria), Martin Skrtel (Liverpool), Norbert Gyomber (Roma), Jan Durica (Lokomotiv Mosca), Kornel Salata (Slovan Bratislava), Tomas Hubocan (Dinamo Mosca), Dusan Svento (Colonia), Lukas Tesak (Almaty).

Centrocampisti: Viktor Pecovsky (Zilina), Matus Bero (Trencin), Robert Mak (Paok Salonicco), Erik Sabo (Paok Salonicco), Juraj Kucka (Milan), Patrik Hrosovsky (Viktoria Plzen), Jan Gregus (Jablonec), Stanislav Sestak (Ferencvaros), Marek Hamsik (Napoli), Ondrej Duda (Legia Varsavia), Miroslav Stoch (Bursaspor), Vladimir Weiss (Al Gharafa).

Attaccanti: Michal Duris (Viktoria Plzen), Adam Nemec (Willem II), Adam Zrelak (Slovan Bratislava).

 

Calendario della Slovacchia ad Euro 2016

1^ giornata
Slovacchia-Galles (sabato 11 giugno, ore 18:00) Bordeaux

2^ giornata
Slovacchia-Russia (mercoledì 15 giugno, ore 15:00) Lille

3^ giornata
Slovacchia-Inghilterra (lunedì 20 giugno, ore 21:00) Saint Etienne

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Dove non sono riusciti Mark Hughes e Ryan Giggs ce l’ha fatta Gareth Bale. La stella del Real Madrid e i suoi compagni hanno fatto impazzire di gioia 3 milioni e briciole di gallesi, portandoli al gran ballo dei debuttanti in salsa Euro 2016: e dire che per tanti, Cardiff fino a qualche mese fa era solo il luogo deputato alla disputa della Fa Cup con il suo “Millennium Stadium”. Invece, inseriti nel gruppo B, i britannici hanno chiuso in seconda posizione alle spalle del Belgio e davanti alla quotata Bosnia di Pjanic e Dzeko: 21 punti, 7 reti del madridista che corre come il vento e un balzo di 109 posizioni nel ranking Fifa (dal 117esimo posto all’ottavo) sono il lasciapassare ideale per riscattare eliminazioni brucianti che ne avevano impedito l’esordio nella rassegna continentale, non ultimo lo spareggio perso nel 2004 contro la Russia.

Gary Speed, ex Ct del Galles scomparso nel novembre 2011

Bale, ma non solo. Questo Galles è figlio dell’Europeo allargato, ma soprattutto del lavoro. E come dimenticare Gary Speed? L’allenatore sconfitto dalla depressione nel novembre 2011, quando fu trovato morto nel garage della sua casa di Huntington, dove viveva con la moglie Louise e i due figli, Edward e Thomas (14 e 13 anni): 42 anni, una carriera eccellente da calciatore e ben cinque vittorie in dieci incontri, l’ultima il 4-1 sulla Norvegia due settimane prima del suo suicidio, alla guida dei Dragoni.

La sua morte scosse il calcio gallese, ripartito in panchina da Chris Coleman e in campo dai dettami di Speed. Difensore, Coleman ha totalizzato 600 presenze in 15 anni nel calcio inglese (Crystal Palace, Blackburn, Fulham) dopo gli esordi con lo Swansea. Una carriera interrotta a soli 32 anni, nel 2002 per un incidente stradale: la ripartenza dalla panchina del Fulham, passando per Real Sociedad, Coventry e Larissa prima di accettare un compito moralmente e sportivamente ingombrante come la panchina gallese nel 2012.

Chris Coleman, Ct del Galles dal gennaio 2012
Chris Coleman, Ct del Galles dal gennaio 2012

Il Galles è ripartito, con un 4-4-2 pratico e rapido: ripartenze e grande solidità difensiva nel menù. Ne sono una testimonianza i soli 4 gol subiti nelle 10 partite disputate nel corso delle qualificazioni agli Europei 2016, mantenendo peraltro la porta inviolata nel doppio confronto con il temibile Belgio. Il segreto del Galles è una formazione titolare estremamente coperta, basata su una shortlist di 15 elementi, 11 titolari e pochi affidabili rincalzi.

Una nazionale che non ha nel suo bacino di utenza prediletto la Welsh Premier League (12 formazioni partecipanti, livello medio paragonabile alla seconda serie dei principali campionati continentali), ma che dimostra il carattere della Premier League, il pressing ossessivo della Scottish League e lo strapotere fisico di un 27enne nato a Cardiff e arrivato alla “camiseta blanca”: un’amalgama quasi irripetibile che ha reagito alla grande a 5 sconfitte su altrettante partite, maturate all’alba dell’era Coleman.

Alle spalle di Bale un “certo” Aaron Ramsey, leader dell’Arsenal che completa una spina dorsale con la cerniera difensiva formata dal capitano Ashley Williams e Chester, blindata dal mediano del Liverpool Allen.

Gareth Bale, trascinatore indiscusso
Gareth Bale, trascinatore indiscusso

La squadra prepara la prima, storica avventura nel caldo di Algarve, dove Coleman ha convocato 29 calciatori (Bale raggiungerà il gruppo dopo la finale di Champions League): resta da capire chi saranno i sette giocatori che verranno lasciati a casa prima del 31 maggio, data in cui verranno annunciati i 23 convocati definitivi. Un’assenza è già certa: quella di John Ledley, centrocampista classe ’87, che non ha potuto rispondere alla convocazione del selezionatore dopo il brutto infortunio rimediato con il Crystal Palace nel match contro lo Stoke City. Coleman farà a meno delle 59 presenze e 4 reti di Ledley, ma in avanti pensa a una scommessa come Tom Bradshaw, che potrebbe essere preferito a Tom Lawrence e a Wes Burns, attaccante dell’Under 21.

 

Lista provvisoria dei convocati

Portieri: Wayne Hennessey (Crystal Palace), Danny Ward (Liverpool), Owain Fon Williams (Inverness).

Difensori: Ben Davies (Tottenham Hotspur), Neil Taylor (Swansea City), Chris Gunter (Reading), Ashley Williams (Swansea), James Chester (West Brom), Ashley Richards (Fulham), Paul Dummett (Newcastle), Adam Henley (Blackburn), Adam Matthews (Sunderland), James Collins (West Ham).

Centrocampisti: Aaron Ramsey (Arsenal), Joe Ledley (Crystal Palace), David Vaughan (Nottingham Forest), Joe Allen (Liverpool), David Cotterill (Birmingham City), Jonathan Williams (Crystal Palace), George Williams (Fulham), Andy King (Leicester), Emyr Huws (Wigan), Dave Edwards (Wolves).

Attaccanti: Hal Robson-Kanu (Reading), Sam Vokes (Burnley), Tom Bradshaw (Walsall), Tom Lawrence (Leicester), Simon Church (Nottingham Forest), Wes Burns (Walsall).


58 anni dopo, si torna a lottare per qualcosa di importante, o perlomeno a essere protagonisti: fa un certo effetto pensare ricordare che il Galles non si era mai qualificato ad alcuna manifestazione internazionale dai tempi del mitico John Charles, centravanti gentiluomo che in Italia fece la fortuna della Juventus e che guidò l’attacco gallese alla Coppa Rimet 1958, laddove i Dragoni si arresero soltanto al Brasile futuro campione del mondo, nei quarti di finale decisi dal primo gol in verdeoro del diciassettenne Pelé.

Gli ottavi di finale varrebbero oro. A Bale e soci l’ardua impresa. Che non fa paura.

 

Calendario del Galles ad Euro 2016

1^ giornata
Galles-Slovacchia (sabato 11 giugno, ore 18:00) Nouveau Stade de Bordeaux

2^ giornata
Inghilterra-Galles (giovedì 16 giugno, ore 15.00) Stade Félix Bollaert, Lens

3^ giornata
Galles-Russia (lunedì 20 giugno, ore 21.00) Stadium Municipal, Tolosa

 

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Da un italiano (Capello) a un altro (Mancini, per i media nazionali prossima guida)? L’interrogativo regna a Mosca e dintorni. Come recita un antico proverbio “Non si possono insegnare trucchi nuovi a un vecchio gatto”, ma in Russia per traghettare la nazionale verso Euro 2016 hanno scelto tutta l’esperienza di Leonid Slutsky, come allenatore ad interim quando nel luglio 2015 -con la squadra al terzo posto nel girone di qualificazione a Francia 2016 con 8 punti, dietro a Svezia (12 punti) e Austria (16)- le lotte intestine in seno agli oligarchi, tra chi non lo voleva più a Mosca e chi tirava fuori i soldi di tasca propria per tenercelo, avevano spinto al saluto “dorato” (buonuscita da circa 25 milioni di euro) per Don Fabio.

Un Ct fatto in casa, che da allenatore del Cska Mosca ha avuto la possibilità di visionare in ogni turno di campionato elementi che facessero al caso della nazionale: sintomo di un calcio dal quale sono lontani ormai anni luce i tempi in cui l’Anzhi comprava Eto’o, Diarra, Willian e Jucilei e le altre inseguivano con roboanti colpi, spesso attingendo dai binari azzurri (Criscito, Bocchetti, Spalletti e i loro fratelli).

Leonid-Slutsky-Ct-della-Russia-e-allenatore-del-Cska-Mosca
Leonid Slutsky Ct della Russia e allenatore del Cska Mosca

Chiamato a ritemprare i suoi soldati dopo un anno di frizioni interne, nate nel disastroso mondiale di Brasile 2014, con l’eliminazione al girone eliminatorio dopo due pareggi con Corea del Sud e Algeria e la sconfitta con il Belgio, Slutsky si è affidato a veterani come Akinfeev, Berezutski, Shirokov, Dzagoev e Zhirkov, affiancati da giovani certezze come il centravanti Smolov e il 20enne mediano Aleksandr Golovin, tre sole presenze con la “Sbornaya” ma i galloni da titolare fisso cuciti nel futuro. Approdato sulla panchina di una nazionale che dopo sei partite  (2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte) occupava la terza posizione del girone con 8 punti, 4 in meno della Svezia ed otto in meno rispetto alla capolista Austria, il Ct ad interim ha ottenuto l’obiettivo con una difesa solida e un’acuta spallata alla Svezia di Ibra, caduta nelle sabbie mobili dei playoff.

Fabio Capello, Ct della Russia fino a luglio 2016
Fabio Capello, Ct della Russia fino a luglio 2016

Un’assenza pesante c’è, e non è in panchina ma sulla corsia mancina: non farà parte dei 23 Denis Cheryshev. L’attaccante di proprietà del Real Madrid, ma che da gennaio gioca con il Valencia, si è sottoposto a un’operazione per risolvere una tendinite cronica alla coscia sinistra e rivedrà il campo dopo l’estate. La sicurezza di Slutsky, invece, si chiama Igor Akinfeev, 32 anni e portiere titolare del CSKA Mosca praticamente dall’inizio della sua carriera: dalle giovanili del CSKA è passato in prima squadra 13 anni fa e attualmente ne è anche il capitano. Un anno fa, durante le qualificazioni, era stato protagonista anche fuori dai pali, quando a Pogdorica, nella sfida contro Montenegro, era stato colpito alla spalla da un fumogeno lanciato dagli spalti e costretto a lasciare il campo in barella.

Festeggiamenti dei giocatori russi a qualificazione ottenuta
Festeggiamenti dei giocatori russi a qualificazione ottenuta

L’obiettivo, in un raggruppamento livellato verso l’alto come il girone B, è quello di ricomporre un biglietto da visita dignitoso verso il Mondiale 2018, che si disputerà proprio oltre gli Urali. Il campionato nazionale, nato nel 1992 in seguito alla dissoluzione dell’URSS e alla nascita di diverse nazioni e delle rispettive leghe, dagli anni 2000 prova a inserirsi tra i migliori per competere su scala europea, senza gli esiti attesi sin qui. La semifinale continentale (0-3) di otto anni fa contro la Spagna appare distante, ma i russi nel calcio sono come i gatti: delle mine vaganti, ma con schemi vintage, perché, è bene ricordarlo, “non si possono insegnare trucchi nuovi a un vecchio gatto”.

Calendario della Russia ad Euro 2016

1^ giornata
Inghilterra-Russia (sabato 11 giugno, ore 21) Stade Velodrome di Marsiglia

2^ giornata
mercoledì 15 giugno 2016: Slovacchia-Russia (Lille, ore 15:00)

3^ giornata
Galles-Russia (lunedì 20 giugno, ore 21.00) Stadium Municipal, Tolosa

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Se ce l’ha fatta il Leicester City, perché non possiamo farcela anche noi? Why not? Se lo chiedono i tre Leoni che l’Inghilterra reca sul petto, indossati da una nazionale in gran parte giovane e talentuosa, attesa però all’esame di maturità in Francia, terra che reca bei ricordi storici al Regno Unito (“La guerra dei cent’anni” vi dice nulla?).  Hanno inventato il calcio moderno, ma al di là della Coppa Rimet 1966, vinta non senza polemiche in terra amica, e la semifinale raggiunta nell’Europeo 1996, gli inglesi raramente hanno recitato un ruolo da protagonista nelle competizioni “che contano”. A indossare i panni di leader nel gruppo guidato da un vecchio gentleman come Roy Hodgson è Wayne Rooney, secondo miglior realizzatore nella storia della Premier League dietro Alan Shearer. Ma a suscitare i dubbi principali è il reparto arretrato, quasi mai colpito (3 reti al passivo) durante le qualificazioni ma atteso in Francia da attacchi di ben altro spessore.

L’uomo simbolo, però, potrebbe essere proprio Jamie Vardy: la sua incredibile parabola potrebbe presto finire in un film. “The cannon” arriva da Sheffield -per George Orwell “la città più brutta del mondo”- ha stregato la Premier League con 24 reti in 37 partite nell’attacco delle Foxes di Claudio Ranieri, e ha alle spalle un passato da metalmeccanico e un presente da chirurgo delle difese avversarie. Sarà lui il demiurgo britannico? A 16 anni nessuno voleva offrirgli un contratto perché era “troppo piccolo”, ha raccontato lo stesso Vardy, 13 anni dopo sogna il tetto d’Europa. E se l’aria francese gli ha già fatto bene in amichevole, a fine marzo, quando ha punito i Bleus, c’è da giurare sul fatto che vorrà restare nei perimetri gallici quanto più possibile. Da Rickie Lambert, che raccoglieva barbabietole prima di ritrovarsi in nazionale, a Jamie Vardy il passo è breve:  ah, il nuovo “working class hero” è cresciuto a Hillsborough, proprio vicino allo stadio. E non può passare inosservato.

Jamie Vardy, sarà lui la stella inattesa?
Jamie Vardy, sarà lui la stella inattesa?

Non partirà invece per la Francia Danny Welbeck: l’attaccante dell’Arsenal e della nazionale inglese sarà costretto a restare fuori per circa 9 mesi. Gli esami al ginocchio destro cui è stato sottoposto hanno evidenziato un “importante danno cartilagineo” che si era procurato nel penultimo turno di Premier League contro il Manchester City. Welbeck, tornato in campo a febbraio dopo un’assenza di 10 mesi, doveva essere una delle cinque punte selezionate per Euro 2016 da Roy Hodgson, che già la scorsa settimana ha dovuto rinunciare definitivamente ad Alex Oxlade-Chamberlain (anche lui dell’Arsenal, mai sceso in campo nel 2016 per infortunio). Quasi un’infausta conferma di una lista “fake” di convocati per Euro 2016 comparsa su Twitter durante la scorsa settimana, nella quale l’ex attaccante del Manchester United non era presente, alla pari di Theo Walcott, in favore di nomi meno quotati come Luke Shaw, Jack Wilshere e Tom Heaton. Anticipazioni presto smentite dalla stessa Federcalcio inglese. La lista è stata comunicata in mattinata: 26 nomi, solo sette difensori e il 18enne d’oro del Manchester United, Marcus Rashford tra i papabili.
ECCO LA LISTA DEI 26 DELL’INGHILTERRA
Portieri: Hart, Forster, Heaton.
Difensori: Bertrand, Cahill, Clyne, Rose, Smalling, Stones, Walker.
Centrocampisti: Alli, Barkley, Delph, Dier, Drinkwater, Henderson, Lallana, Milner, Sterling, Townsend, Wilshere.
Attaccanti: Kane, Rashford, Rooney, Sturridge, Vardy.

La nuova divisa della nazionale inglese per Euro 2016
La nuova divisa della nazionale inglese per Euro 2016

Tanti giovani talenti in rampa di lancio, da Alli a Barkley passando per Clyne e Stones, “under 25” al punto di svolta, come Sturridge, Kane e Walcott, uniti a poche certezze: Hart, Cahill e Rooney rispondono all’identikit. È la spina dorsale a suscitare i dubbi principali. La sensazione, citando un vecchio adagio inglese (“L’anima non si rompe, rimbalza”), è che vecchi vizi di forma si trascinino negli anni: spogliatoio poco coeso e voci che filtrano con troppa facilità. Spifferi ai quali Hodgson dovrà fare attenzione in ritiro, pena l’ingresso nel mirino dei tabloid.

Dica 800– Quasi 800 partite ufficiali non sono state sufficienti alla nazionale d’Albione per fregiarsi di un titolo continentale. Gli ultimi 15 anni, segnati dagli stipendi faraonici di Eriksson, McLaren e Capello, hanno addirittura portato in dote il mancato approdo a Euro 2008 complice la sconfitta contro la Croazia (2-3) nel nuovo Wembley e l’eliminazione ai rigori dall’edizione 2012, dove un “cucchiaio” di Pirlo costrinse Gerrard e soci a sollevare il proprio morale…con il cucchiaino. Stevie non c’è più, ma si riparte da una nota d’appartenenza, quella che non è mai mancata: i membri della rosa inglese giocano tutti in patria. Il “lavoro impossibile”, così come è noto il ruolo di Ct dell’Inghilterra in patria, spetta a Roy Hodgson, che 20 anni fa era riuscito nel miracolo sportivo di condurre la Svizzera ai Mondiali 1994 e a Euro ’96.

Calendario dell’Inghilterra ad Euro 2016

1^ giornata
Inghilterra-Russia (sabato 11 giugno, ore 21) Stade Velodrome di Marsiglia

2^ giornata
Inghilterra-Galles (giovedì 16 giugno, ore 15) Stade Felix Bollaert di Lens

3^ giornata
Slovacchia-Inghilterra (lunedì 20 giugno, ore 21) Stade Geoffroy Guichard di Saint Etienne