TENNIS

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Ci siamo. Oggi iniziano le Atp Finals di Londra 2015, l’evento più atteso che mette di fronte i tennisti più forti del momento. I sorteggi dei gironi promettono equilibrio: nel gruppo ‘Smith’, però, dovrebbero fare la parte dei leoni Novak Djokovic e Roger Federer, che avranno quali ‘sparring partner’ Tomas Berdych e Kei Nishikori. Nel gruppo ‘Nastase’, invece, spazio a Andy Murray, Stan Wawrinka, Rafael Nadal e David Ferrer. Decisamente un girone più livellato.

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Djokovic e Federer, nel 2015, sono stati protagonisti di due finali di tornei dello Slam, entrambi appannaggio di Nole (Wimbledon e Us Open). Naturalmente, il serbo è il favorito numero uno, mentre lo svizzero dovrà fare un pizzico di attenzione agli altri due, benché Nishikori arrivi in non perfette condizioni fisiche per un dolore alla schiena che già l’ha costretto a saltare il Masters di Parigi Bercy. Nell’altro girone, Rafa Nadal avrà lo spauracchio Andy Murray, che pareva dover saltare le Finals per concentrarsi sulla Davis e che invece ci sarà. Wawrinka, semifinalista del 2014, è pure lui un osso duro. Ferrer avrà il compito di dare fastidio a tutti.

Sept 5 2015 New York New York U S FABIO FOGNINI wins the fourth set Fabio Fognini ITA 32

Gli Atp Finals vedono anche la presenza del torneo di doppio e, per la prima volta, ci sarà un duo italiano che proverà la storica scalata. Stiamo parlando di Bolelli e Fognini, i gemelli azzurri che hanno conquistato gli Australian Open. Con loro, i gemelli Bryan, Jamie Murray-Peers e Bopanna–Mergea. Nell’altro gruppo: Rojer-Tecau, Dodig-Melo, Mahut-Herbert e Zimonjic-Matkovski.

Chi saranno i maestri della categoria? Gli occhi degli appassionati sono tutti puntati su Londra che, scongiurata la possibilità di perdere l’evento, sarà la sede degli Atp Finals almeno fino al 2018. La formula è quella classica: i primi due del girone passano alle semifinali. Roger Federer, nel frattempo, si è confermato il tennista più amato dai fan. Ha vinto, per il tredicesimo anno consecutivo, l’Atp Fans Favourite Award, riconoscimento assegnato tramite una votazione online sul sito ufficiale. Lo svizzero ha avuto il 65% dei consensi, davanti a Nadal e Djokovic.

Federer ha portato a casa pure lo Stefan Edberg Sportsmanship, ovvero è stato lo sportivo più corretto del circuito secondo gli stessi colleghi di racchetta. È il quinto anno di fila che l’elvetico mette tutti in fila, l’undicesimo premio portato a casa in carriera. Ora analizziamo uno per uno i contendenti.

Novak Djokovic

Favorito e non potrebbe essere altrimenti. Viene dall’annata più vincente della sua carriera e, in autunno, notoriamente è imbattibile su qualsiasi superficie. Negli ultimi tre anni, ha dominato il circuito, avvicinato e insidiato solo sporadicamente da Federer. Che si lasci sfuggire l’ultimo torneo della stagione è altamente improbabile.

 

Roger Federer

Le sue chance arrivano dalla superficie, indoor e veloce, ma deve giocare due set su tre in condizioni molto rapide. Se arriva in condizioni fisiche eccezionali, se serve almeno tre prime su quattro e gioca un tennis garibaldino, allora ha qualche possibilità. Incastrare tutto è al limite dell’utopia.

Tomas Berdych

Tomas Berdych

Dovrà giocarsi il passaggio in semifinale contro Federer. Resta il miglior colpitore puro del circus, ma davanti ha mostri sacri. Nel 2014, la grande possibilità che, però, gli è sfuggita. Il colpo in canna ce l’ha sempre, ma evidentemente spara male o a salve. Percentuali di vittoria del Masters molto, molto basse.

Kei Nishikori

Kei Nishikori

Da verificare come sta. Quando è in forma, può essere un macchina infernale. Poche volte, però, si presenta al top. In accelerazione, è un gatto, ma nel tennis di oggi serve soprattutto la potenza. E lui, pare difettare in questa soluzione.

Andy Murray

Andy Murray

L’incognita. La Davis alle porte lo frenerà? Mentalmente, il britannico non è mai stato impeccabile. Viene da un Masters 2014 orribile, con l’umiliazione subita da Federer, vorrà se non altro vendicarsi. Nel 2015 è sempre arrivato a un passo dalle vittorie. Chissà che il Masters non sia l’occasione. Del resto, vincere aiuta a vincere. E conquistando l’Atp, sarebbe lanciatissimo verso la Coppa.

Stan Wawrinka

Stan Wawrinka

L’outsider. A Bercy si è rivisto il miglior Stan, dopo due anni di alti e bassi. La sua condizione muta di settimana in settimana, se fosse quella giusta proprio adesso? La chiave sarà il servizio: se gli entra spesso e volentieri, allora può diventare insuperabile. Guardate le sue partite: potrebbero essere le più divertenti.

NADAL ROLAND GARROS WINNER 2014 PARIS 08 06 2014 EP_CEZ

Rafael Nadal

Arriva dalla peggiore annata della sua carriera, ma pare essere in ripresa. Non ha mai vinto un Masters. L’agonismo è la sua arma, a perdere non ci sta mai. Insomma, tutti dovranno fare i conti con lui. Due sfide subito: passare il turno e, possibilmente, finire primo per evitare Djokovic in semifinale.

David Ferrer

David Ferrer

La ‘garra’ basterà? Non gli piace il ruolo di ‘cenerentolo’, sul veloce è riuscito varie volte ad avere ragione di Nadal. La sorpresa sarebbe farcela con Wawrinka e arrivare quindi al secondo posto nel girone. Uno stimolo in più per dimostrare che arrivare qui non è stato il premio finale.

Fognini-Bolelli

Un po’ d’Italia a Londra. In singolare, solo Adriano Panatta nel 1975 e Corrado Barazzutti nel 1978 erano riusciti ad arrivare al Masters. Nel doppio, eravamo ancora a digiuno. I due azzurri di Davis hanno vinto a Melbourne il primo trofeo Slam da 56 anni a questa parte (Nicola Pietrangeli–Orlando Sirola al Roland Garros nel 1959). Il doppio italiano è arrivato anche in semifinale al Roland Garros e ha fatto tre finali ‘1000’ a Indian Wells, Montecarlo e Shangai. Non sono carneadi, questo è sicuro. Speriamo l’emozione non faccia qualche brutto scherzo.

Storia del torneo

Londra ha ricominciato a ospitare il torneo dei ‘maestri’ nel 2009 dopo nove anni a Shangai. L’impianto 02 Arena si affaccia sul Tamigi ed è stato utilizzato per le riprese di ‘007 – Il mondo non basta’, terzo capitolo della saga di James Bond, interpretato da Pierce Brosnan. Qui sono arrivati pure leggende della musica come gli AC/DC, Roger Waters, Rolling Stones e Red Hot Chili Peppers. E il torneo di pallacanestro delle Olimpiadi 2012.

La capienza massima è di 17.500 spettatori, come il Madison Square Garden di New York per intenderci. Si superano le 250 mila presenze complessive nella settimana del torneo di tennis. Ogni partita, qui, viene presentata come un vero e proprio show. Il campo da gioco diventa un ring di boxe, illuminato, mentre il pubblico è oscurato.

Negli ultimi tre anni ha sempre vinto Djokovic, che aveva portato a casa il Masters pure nel 2008 a Shangai. Con 78 vittorie e 5 ko stagionali, non può che viaggiare verso un’altra vittoria. Nel 2014, vinse senza giocare per il forfait di Roger Federer (la prima volta in 45 edizioni). Meglio le edizioni 2010 e 2012: finale Federer – Nadal nel primo caso, terzo set vinto dallo svizzero per 6-1 e un tennis paradisiaco. Nel 2012, Djokovic batté Federer 7-6, 7-5 in quella che forse è stata la finale più bella di sempre a Londra: due ore e mezza e tensione continua.

02 Arena

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L’Italia dei successi. Insperati, emozionanti. Negli ultimi dieci giorni, gli azzurri hanno rovesciato i pronostici e fatto parlare tanto di loro. Si tratta, in un paio di casi almeno, di vere e proprie imprese. Nel basket, nel tennis e nella pallavolo. E potrebbe non essere finita qui. Un buon viatico in vista dei prossimi appuntamenti (tra i quali, nell’estate prossima, gli Europei di calcio). Ma andiamo per ordine di importanza e descriviamo l’Italia che piace.

ITALBASKET, LEZIONE AGLI SPAGNOLI

L’Italia dei mostri Nba ha dato una lezione alla Spagna del basket. E lo ha fatto agli Europei 2015, dopo aver perso all’esordio con la Turchia e tentennato contro la certo non irresistibile Islanda. Gallinari, Belinelli e Bargnani hanno costruito il 105-98 finale contro gli iberici che, come cannone, avevano solo il mostruoso Pau Gasol (34 punti). Poco importa se sulla panchina delle Furie Rosse ci fosse un altro italiano, Scariolo. Pianigiani ha stravinto e può sognare.

L’Italia ha giocato un buon primo tempo, chiuso di tre punti sopra. Si è letteralmente scatenata nel secondo, con un Marco Belinelli praticamente infallibile da tre punti. Lui ha scavato il solco, mentre il Gallo continuava a timbrare canestri su canestri. Le mani italiane non hanno tremato nemmeno nel finale, amministrando l’ormai netto vantaggio. Gallinari ha chiuso con 29 punti, Belinelli con 27 (di cui 25 solo nel secondo tempo). La Spagna subisce un 13-0 proprio all’inizio della ripresa, senza neanche capire cosa sia successo all’avversario: 57-47. Mirotic (13 punti sul gong) riesce in qualche modo a far rimanere in scia gli spagnoli (67-63), ma Gallinari è trascinante e devastante. Senza dimenticare Gentile (13 punti), Aradori (11), Melli (4) e Cusin (3), con Hackett nelle vesti di assist-man.

Phase group game of Eurobasket between Spain and Italy xANGELxRIVEROx PUBLICATIONxINxGERxAUTxHUNxON

FOGNINI, RIMONTA SU NADAL

Fabio Fognini, quando riesce a rimanere con la testa nella partita, regala grandi gioie. Agli US Open, davanti allo spagnolo Rafael Nadal, è andato sotto di due set prima di iniziare una prodigiosa rimonta, che lo ha portato alla fine a vincere 3-2. Italia-Spagna 2-0, quindi, e tutti a casa. E dire che Rafa era avanti non solo di due set, ma anche 3-1 nel terzo. Insomma, c’erano tutti i presupposti per chiamare casa e dire: “Mamma, butta la pasta”. Tanto che Fognini ha dichiarato: “Quando sei sotto di due set con lui, devi solo andare a Lourdes”. Oppure non smettere mai di crederci, considerato che la Madonna forse ha cose più importanti da fare che scendere su un campo di tennis, seppur prestigioso, come quello di New York.

I parziali? 3-6, 4-6, 6-4, 6-3, 6-4. Prima di Fognini, solo Roger Federer era riuscito a rimontare due set allo spagnolo. E ancora: Nadal non lasciava un turno dello Slam così presto da dieci anni. Infine non aveva mai perso quattro servizi di fila, come è successo nel quinto set. Per Rafa, forse Fabio è un po’ la bestia nera: ci aveva perso già due volte, ma questo “è stato il match più bello della mia vita”.

Sept 5 2015 New York New York U S FABIO FOGNINI wins the fourth set Fabio Fognini ITA 32

RACCHETTA IN ROSA… YES!

L’Italia del tennis femminile difficilmente tradisce. E lo ha dimostrato anche agli US Open. Nel doppio, cambi le coppie ma non il risultato. Sara Errani e Flavia Pennetta sono infatti in semifinale. Nel tabellone singolare Roberta Vinci fa lo stesso e ora attende la terribile Serena Williams. Partiamo dalla coppia, capace di battere Lara Arruabarrena e Andreja Klepac per 6-0, 5-7, 6-2 dopo essersele date di santa ragione per un’ora e 40′.

Le due italiane hanno cominciato da poco a giocare insieme, da Toronto, eppure dopo aver perso il secondo set non si sono demoralizzate. E hanno stravinto il parziale decisivo. La storia, però, l’ha riscritta Roberta Vinci. Batte la francese Kristina Mladenovic per 6-3, 5-7, 6-4 e vola in semifinale. È la terza italiana di sempre a riuscirci a Flushing Meadows dopo Sara Errani nel 2012 e Flavia Pennetta nel 2013. Come dire che le azzurre spesso e volentieri qui, oltre oceano, fanno la differenza.

Due ore e mezza ci son volute per avere ragione della francese: “Le esperienze del doppio mi hanno aiutato moltissimo, con Sara abbiamo vinto tanti Slam. È bello giocare su questo campo, la capacità di rimanere calma e concentrata è la chiave”.

Roberta Vinci of Italy celebrates at the US Open Flushing New York 2015 US Open Tennis Champion

SOTTO RETE, ANCHE L’ITALVOLLEY PUNGE

Due vittorie in due incontri. È l’Italia del volley del CT Gianlorenzo Blengini. È il percorso degli azzurri nella World Cup 2015. Prima il 3-0 al Canada, poi il 3-0 all’Australia di Roberto Santilli. Non saranno avversari trascendentali, ma anche questa squadra sotto rete (ri)comincia a fare paura. Ora ci sarà l’Egitto per il tris. Dopo i pasticci degli ultimi anni, la strada sembra quella giusta. Che parte con i giovani e con il 19enne palleggiatore Simone Giannelli sempre più protagonista. È stato nominato Mvp, ha fatto 10 punti e si è fatto sentire a muro e al servizio. Chissà che presto non racconteremo di un’impresa anche da parte dell’Italvolley.

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Di nuovo Novak Djokovic. A Wimbledon il numero uno al mondo ha battuto Roger Federer, che cercava l’ottava affermazione sull’erba londinese. L’impresa non era mai riuscita a nessuno e, almeno per un altro anno, sarà così. Ma pure dodici mesi fa furono loro due a ritrovarsi l’uno contro l’altro all’ultimo atto e pure allora Djokovic chiuse la porta in faccia allo sfidante (emozionante 3-2).

Djokovic-Federer è molto di più di un evergreen a Wimbledon. È una sfida generazionale che dura da un decennio. Domenica scorsa è stata la quarantesima partita tra loro dal 2006. Lo svizzero era in vantaggio 20-19, ma ora è stato raggiunto. E probabilmente verrà superato perché, mentre Nole è in fase di ascesa, Roger è in fase discendente (anche se si difende ancora molto bene). L’atleta rossocrociato è un classe 1981, Djokovic ha sei anni in meno. Che pesano. In qualche set o game possono sembrare annullati, nell’intera partita si vedono. Soprattutto in quelle lunghe.

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Differenza di età e di modo di giocare. Federer usa il servizio come una clava, ma anche come una bacchetta di ballerina classica. Si muove leggero sul campo. E il complimento più bello gliel’ha fatto proprio il grande avversario, definendolo “il più grande di tutti i tempi”. Non importa se non vince uno Slam da tre anni. O forse sì. Se pensiamo che a impedirgli di continuare il dominio sul regno degli altri tennisti è proprio Nole. Qualcuno ha parlato di declino fisico. Vero o meno, qualche crepa psicologica c’è.

Djokovic colpisce in modo efficace da ogni parte del campo. Nessuno lo batte, al momento. Le sue risposte fanno male. Richard Gasquet, francese battuto proprio da Nole in semifinale, ha detto: “La sua risposta al servizio è incredibile, non la sbaglia mai. Tu sei lì che ti impegni a fare un buon servizio, ma la palla torna sempre nel suo campo”. Sul campo, Roger è più tranquillo e saggio, gioca con serenità olimpica; Novak si agita, colpisce il campo con la racchetta, è bizzoso. Eppure, da più di un anno è in testa al ranking mondiale: “E sono l’obiettivo di tutti gli altri”.

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Il vero e proprio duello generazionale è in realtà un cambio di generazioni, già in atto da parecchio tempo. Djokovic ha superato Federer e da 155 settimane ha superato chiunque. Già tra il 2010 e il 2011 era imbattibile e detiene tuttora il maggior numero di successi consecutivi agli Open (43). Resta secondo a Federer solo per il monte guadagni totale. Ha 54 titoli all’attivo e la sua carriera è lontana dal ritiro o da un appannamento.

Federer di titoli ne ha vinti 86. È stato numero uno del ranking mondiale nel 2004, ma anche nel 2012. Era e sarebbe tuttora il più forte se non fosse comparso sulla scena mondiale Djokovic. Trasformando il dualismo Rafa-Roger in quello Nole-Roger. Di sicuro stiamo parlando di due assoluti fenomeni. Forse non faranno spettacolo come Borg e McEnroe, ma hanno segnato l’ultima decade del tennis mondiale. E puntano alla prossima.

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Il campionato del mondo di tennis sull’erba è alle porte. Stiamo parlando del torneo di Wimbledon, che comincia lunedì 29 giugno per concludersi domenica 12 luglio. Due settimane di grandi match a Church Road, per il prestigio e per l’assegno di tre milioni di euro, il montepremi più alto di sempre. Due settimane in cui ai tennisti non sarà richiesta soltanto bravura, scaltrezza e fortuna, ma anche di rispettare un rigido dress code.

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I FAVORITI

Nel 2014 i vincitori sono stati DjokovicKvitova. Riusciranno a difendere il titolo? La concorrenza è agguerrita. Novak dovrà guardarsi da Roger Federer e dall’idolo di casa Andy Murray. Al Roland Garros il serbo ha perso la finale, ma sull’erba è arrivato in fondo alla competizione tre volte nelle ultime quattro edizioni, vincendo nel 2011 e nel 2014. L’anno passato, fu Federer a inchinarsi all’ultimo atto. Ci riproverà in questo 2015 per entrare nella leggenda: lo svizzero ha già vinto sette volte Wimbledon.

Murray trionfò a sorpresa nel 2013. Pensate che un britannico, qui, non vinceva dal 1936 con Fred Perry. Lo scozzese ha vinto al Queen’s, a Parigi ha impensierito proprio Nole in semifinale. Insomma, i presupposti per sfidare Djokovic il più tardi possibile ci sono tutti.

In campo femminile, compito ancora più difficile per Petra Kvitova. Dovrà guardarsi innanzitutto dalla numero uno al mondo, l’americana Serena Williams. La precede nella classifica WTA e non ha intenzione questa volta di lasciarla passare. Ci saranno tutte le migliori.

L’ESERCITO AZZURRO

Andreas Seppi per sognare. L’azzurro è in forma dopo la finale di Halle, persa con Federer. L’erba è una superficie che gli piace (ha vinto un torneo a Eastbourne) e Wimbledon lo stimolerà sicuramente. Meno carte in mano pare avere Fabio Fognini, che dopo il Roland Garros non ha più giocato. La poca pressione addosso potrebbe essere un vantaggio. Ci attendiamo di più dall’erbivoro SImone Bolelli che difende il terzo turno della scorsa stagione. Tra le donne, Sara Errani guida la carica. Avendo anche la migliore posizione nella classifica mondiale.

TORNEO ESCLUSIVO

Wimbledon fa rima con esclusività. Per chi partecipa e riesce a fare strada, per chi riesce ad assicurarsi un biglietto. Soprattutto last minute. I prezzi dei seggiolini vanno da un minimo di 419 euro per vedere le semifinali del doppio maschile a un massimo di 7.559 euro per la finale uomini sul Centrale. Se non siete riusciti a procurarvi un tagliando con largo anticipo, forse è meglio rinunciare e guardare il torneo in Tv.

06 07 2014 London United Kingdom Duke and Duchess of Cambridge celebrate in the Royal Box at the

OSPITI ILLUSTRI

La Famiglia Reale inglese non mancherà sulle tribune. Grande appassionata di tennis è Kate Middleton, duchessa di Cambridge che l’anno passato assistette dalla tribuna reale alle partite più significative. E che farà il bis quale membro onorario dell’All England Club, prestigioso club londinese che organizza e ospita Wimbledon.

I duchi di Cambridge, dopo aver disertato il Royal Ascot, sono attesi nel Royal Box fin dal 29 giugno. I vicini? Carole, Michael e Pippa Middleton, per la gioia dei fotografi. In attesa dei vip sui campi, l’Orangerie di Kensington Palace ha organizzato uno dei party più fashion dell’anno: quello pre-Wimbledon, sponsorizzato da Vogue e da Ralph Lauren. Tutti a scrutare gli ospiti, tra cui Boris Becker con la moglie Lilly, e l’attrice Jessica Chastain. 

IL MATCH PIÙ LUNGO

Sulla superficie di Wimbledon si è svolto il match più lungo nella storia del tennis. Il 24 giugno del 2010, infatti, John Isner e Nicolas Mahut, si sfidano a chi ha più resistenza. Partita sospesa il primo giorno per assenza di luce, si riprende e si raggiungono i 59 game per parte nel quinto set. Di nuovo il buio. Alla fine, finirà il terzo giorno, dopo 11 ore e 5 minuti di gioco, sul 70-68 al quinto.

LA TRADIZIONE

I protagonisti sul campo dovranno indossare il bianco. Niente tablet e smartphone, tanto meno i bastoni per i selfie durante le partite per il pubblico. Sono previste multe pesanti per i trasgressori. Le tenniste dovranno stare attente alle gonne troppo corte, non solo al dritto dell’avversaria che rischia di far saltare tutta una stagione. Le giocatrici vengono sempre appellate come Miss o Mrs durante il gioco. I giocatori uomini solo con il cognome. Non mancano mai le fragole con panna tra il pubblico e anche questo fa parte della tradizione. Non si gioca nel ‘middle sunday’, ossia nella domenica di mezzo del torneo. Tre volte, a causa della pioggia, il giorno sacro è stato sfruttato per recuperare.


Pronostici Betclic

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Domenica 24 maggio è iniziato ufficialmente il Roland Garros 2015, secondo torneo del Grande Slam di tennis, l’unico che si gioca sulla terra rossa. Insieme a Wimbledon, agli Open d’Australia e a quelli degli Stati Uniti, è considerato uno dei tornei più prestigiosi.  Ma è anche uno dei più difficili perché i tennisti sono chiamati a combattere contro temperature spesso inclementi.

La nascita del torneo

Il torneo è stato fondato nel 1891 e fino al 1925 era riservato solo a campioni della racchetta di casa. È intitolato a Roland Garros, primo aviatore ad attraversare il Mar Mediterraneo in volo. Nel suo albo d’oro ci sono tutti i nomi delle stelle, da Bjorn Borg a Ivan Lendl, da Steffi Graf a Margareth Smith Court.  I più titolati sono Rafael Nadal, con nove successi su dieci partecipazioni, e Chris Evert, con sette affermazioni.

Il pronostico

Logico puntare su Nole Djokovic, che ha appena vinto a Roma, ma Rafael Nadal (da sei anni dominatore) ha un feeling particolare con la terra rossa parigina. Sono loro i due logici favoriti in questo 2015, anche se il sorteggio ha escluso una finale tra i due. Al massimo, li vedremo contro ai quarti. Attenzione pure allo svizzero Roger Federer, che parte in seconda fila anche per i quotisti (l’anno scorso si fermò agli ottavi di finale). Da segnalare che Djokovic, qui in Francia, non ha mai vinto (c’è una sorta di malocchio?), ma questo pare essere l’anno buono per lo stato di forma del numero uno del ranking mondiale. Insidie per lui potrebbero arrivare anche da Andy Murray.

Per il torneo femminile, invece,  Serena Williams è la grande favorita. Maria Sharapova, vincitrice a Roma, proverà a insidiarla. La migliore delle italiane, almeno come quote, è Sara Errani (finalista nel 2012).  La finale sarà il 6 giugno, per il torneo maschile il giorno dopo.

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Qui campo centrale

Si chiama Philippe Chatrier ed è il campo centrale del Roland Garros. È meta di culto e di pellegrinaggio da parte degli appassionati. Ogni anno sono in migliaia quelli che arrivano per il torneo, ma tanti anche durante la stagione vengono a visitare lo stupendo impianto parigino. Può ospitare 16 mila spettatori, comodamente seduti. Fu costruito nel 1928 in onore di chi fu tra i principali artefici della reintroduzione del tennis tra le discipline olimpiche, a Seul 1988. A fianco del campo centrale ci sono il Court Suzanne Lenglen, costruito nel 1994 e intitolato alla campionessa francese, e il Court 1, impianto da 3.800 posti, inaugurato nel 1980.

Cinque set: una maratona

Le partite del Roland Garros possono essere lunghissime: si giocano infatti al meglio dei cinque per set gli uomini, dei tre per le donne. Nell’ultimo set non c’è il tie-break, altra caratteristica che ci porta spesso ad autentiche maratone. Il 25 maggio del 2004, l’incontro tra Fabrice Santoro e Arnaud Clement durò 6 ore e 34 minuti e fu diluito in due giorni.

Montepremi da ricchi, ma non troppo

Nel 2014 il montepremi del torneo è stato di 25.018.900 euro, quest’anno aumenterà di circa il 12 per cento, arrivando quindi a 28.028.600 euro. Resta comunque ancora molto indietro rispetto a Wimbledon, che quest’anno avrà un montepremi complessivo di 37 milioni di euro circa (+7% rispetto al 2014). I vincitori del torneo incasseranno 2,6 milioni di euro, cifra record nel circus.  Gli Open d’Australia restano anch’essi davanti al Roland Garros e a Wimbledon: quest’anno hanno assegnato poco più di 38 milioni e mezzo di montepremi.


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Sono cominciati gli Internazionali di tennis di Roma. Una kermesse non solo sportiva quella del Foro Italico, con tanti vip ad affollare le tribune ogni giorno. E i negozi e punti di ristoro che, puntualmente, fanno affari durante tutto il torneo. Ci sono pure le discoteche, dove non è raro vedere imprenditori e uomini d’affari ballare sulla stessa pista con Alberto Tomba o Valeria Marini.

Djokovic e Williams i favoriti

A livello tecnico, in questa 72esima edizione del torneo, il favorito tra gli uomini è Nole Djokovic; tra le donne, la reginetta incontrastata è Serena Williams. Entrambi sono numeri uno al mondo e hanno vinto l’edizione 2014 di Roma. Gli avversari principali sono Rafa Nadal, Andy Murray (fresco campione a Madrid), Kei Nishikori, Simona Halep, Maria Sharapova e Caroline Wozniacki.

Gli italiani puntano su Fabio Fognini e Sara Errani, come punte di diamante di una spedizione che, solitamente, su terra amica si fa rispettare (l’anno scorso, Sara perse la finale solo a causa di un infortunio). C’è pure lo svizzero Roger Federer, in dubbio fino all’ultimo. Per chi ama il torneo anche per questioni più estetiche, è attesa al varco la nostra Camila Giorgi. Così come la sempre bellissima Sharapova.

Tennis Internazionali BNL d Italia Camila Giorgi Hinweis Verwendung nur in Deutschland only Ge

Il giorno gioco, la sera ballo

Che poi, la sera, magari si possono ritrovare pure nei locali del Foro. Più precisamente alla Ballroom, l’anima delle notti romane. Sono previsti 54 artisti in 11 serate e 66 mila spettatori totali. Ballroom che non ospiterà solo musica a dj internazionali, ma anche una mostra a cura della galleria d’arte Wunderkammen sull’arte urbana firmata 2501. E artisti italiani e internazionali che saranno presenti alle varie serate.

In prevendita, gli Internazionali sponsorizzati Bnl, hanno fatto superare per la prima volta nella storia i 100 mila biglietti venduti; l’anno scorso erano stati 90.214. L’incremento dell’incasso è stato di 1.442.747 (+22 per cento rispetto al 2014). Superato pure il record della singola sessione: per quella diurna di mercoledì 13 maggio sono stati già staccati 12.587 ticket. L’incasso finale dell’anno scorso è già stato bruciato (in prevendita, 8.142.617). Numeri che fanno sperare in un’edizione quanto mai ricca di bel tennis, belle persone e affari.

Ma il tennis romano non è solo business. È anche beneficenza. Lunedì 11 maggio, infatti, allo stadio Nicola Pietrangeli è in programma l’evento “Tennis with Stars”, promosso da Internazionali Bnl d’Italia e #RomaCares. I campioni del tennis internazionale affrontano i giocatori della Roma in tanti tie-break. L’intero ricavato dell’incasso e dei materiali messi all’asta andrà poi in beneficenza.

Nel 2019 Roma sarà mini-Slam

C’è, infine, il concorso a premi Instant win: si vincono free-drink, ingressi omaggio e bracciali elettronici che permettono l’ingresso gratuito all’intera manifestazione, i biglietti per le finali e le semifinali. Sì, perché c’è anche il tennis: non dimentichiamocelo. A questo proposito, il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, è molto ambizioso: “Vogliamo il mini-Slam. Il prossimo anno riprenderà la sfida tra noi e Madrid. Nel 2019 potremmo avere il nuovo formato, un torneo di 12 giorni. Presto il nostro campo Centrale avrà pure la copertura”.

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