TENNIS

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Irrefrenabile. Ma soprattutto immortale. Roger Federer ha indossato per l’ottava volta la corona di Re a Wimbledon. Tanti sono i successi dello svizzero in quello che viene considerato il campionato del mondo di tennis sull’erba. Otto vittorie, dal 6 luglio 2003 al 16 luglio 2017: un’epopea più che un’era.

Forse la partita contro lo spilungone Marin Cilic non passerà alla storia come una delle più combattute e belle da parte dell’elvetico, ma tornare a vincere nel Regno Unito dopo 5 anni ha un significato che va al di là del singolo match per il 36enne, che di Slam ne ha portati a casa ben 19 nella sua lunga carriera sportiva. Iniziando proprio da quel 6 luglio 2003.

Ripercorriamo l’incredibile serie di vittorie di Re Roger Federer, oggetto di dibattito se sia il miglior sportivo della storia.

6 luglio 2003: Wimbledon

Roger Federer si sta appena affacciando al tennis dei migliori il 6 luglio del 2003. Ha 21 anni e, a Wimbledon, arriva in finale dove si trova di fronte Mark Philippoussis, uno che tira forte. In un’ora e 56′ Federer si aggiudica la partita, con due tie-break: 7-6, 6-2, 7-6. È la prima vittoria in un torneo del Grande Slam per Roger, che non concede una palla break, chiude con 50 colpi vincenti, 9 errori gratuiti e appena 6 punti persi sulla prima di servizio. È nata una star del tennis? Seguiteci, anche se già conoscete la trama.

1 febbraio 2004: Australian Open

Federer 2004

Pure nella terra dei canguri, Roger Federer è campione. Pochi mesi dopo Wimbledon. Questa volta gli servono 2 ore e 15′ contro il russo Marat Safin, rimandato a casa con un 7-6, 6-4, 6-2. Federer raccoglie gioie su gioie a Melbourne: battendo in semifinale Juan Carlos Ferrero, era infatti diventano il numero uno del ranking Atp. Il tie-break del primo set è decisivo: Safin manca due set point sul 6-5, poi crolla poco alla volta. Alla distanza. Non sarà la prima volta che succede: gli altri dopo un po’ cadono in errore, non sfruttando le chance a disposizione. Lui no, Roger di ghiaccio.

4 luglio 2004: Wimbledon

Federer 2004 Wimbledon

Ci risiamo. Roger Federer si mangia di nuovo l’erba della famiglia reale. L’avversario è Andy Roddick, che lo svizzero affronterà spesso in finale. Dura 2 ore e 30′ per vincere 4-6, 7-5, 7-6, 6-4. Match in salita per l’elvetico che, addirittura, perde il primo set. Nel secondo, avanti 4-0 e con una palla per il 5-0 si fa raggiungere, prima di rigirare la partita a suo vantaggio. Nel terzo, ancora Roddick meglio: 2-1 e 4-2, ma arriva la pioggia ad aiutare Roger. E nel quarto, dopo aver salvato quattro palle break, è ancora Federer a trionfare.

12 settembre 2004: Us Open

Federer 2004 Us Open

Quando è in forma, in questo periodo, non ce n’è per nessuno. Poco più di due mesi dopo il bis a Wimbledon, Federer conquista per la prima volta lo Us Open. Lleyton Hewitt perde 6-0, 7-6, 6-0 ed entra nella storia, a suo modo, anche lui. Era dall’800 che in una finale dello Slam qualcuno non perdeva due set 6-0. Il primo set dura 18′. Nel secondo c’è partita, nel terzo no.

3 luglio 2005: Wimbledon

Federer 2005

Ancora Wimbledon per Federer, che non trova avversari in Inghilterra. Andy Roddick esce di nuovo con le ossa rotte dal confronto con lo svizzero: 6-2, 7-6, 6-4 in un’ora e 41′. Nel primo set, Re Roger perde un solo punto al servizio, nel secondo recupera un break. Nel terzo, strappa subito il servizio a Roddick e se ne va verso il trionfo.

11 settembre 2005: Us Open

Federer ok

André Agassi, l’idolo di casa, non ce la fa contro la montagna Roger: 6-3, 2-6, 7-6, 6-1 in 2 ore e 19′. Alla distanza, Agassi risente forse dei 10 anni in più sulla carta d’identità.

29 gennaio 2006: Australian Open

Federer

Bis in terra australiana per il più forte di tutti. La sorpresa cipriota Marco Baghdatis fa sudare Roger per 2 ore e 46′: 5-7, 7-5, 6-0, 6-2, ma ancora una volta l’esperienza e la calma da parte dell’elvetico fanno il solco quando il match diventa più lungo. E dire che Federer si era presentato in campo con un problema alla caviglia, era andato sotto di un set e 0-3. Alla premiazione, arrivano pure le lacrime del vincitore.

9 luglio 2006: Wimbledon

Federer Nadal

Federer contro Nadal: quante volte l’abbiamo visto? A Wimbledon, però, Roger non lascia scampo al maiorchino: 6-0, 7-6, 6-7, 6-3 in 2 ore e 50′. Nadal spreca un set point nel secondo set, cosa che probabilmente incide tantissimo sull’esito finale della partita.

10 settembre 2006: Us Open

Federer Roddick

Roddick di nuovo contro Federer a Flushing Meadows. Ci vogliono 2 ore e 25′, con questi parziali: 6-2, 4-6, 7-5, 6-1. E poi la braccia al cielo sono quelle dello svizzero.

28 gennaio 2007: Australian Open

Federer vincitore

Avversario a sorpesa, a Melbourne, è il cileno Fernando Gonzalez. Roger Federer vince in 2 ore e 20′ per 7-6, 6-4, 6-4. Decimo titolo dello Slam. Per lo svizzero neanche un set perso nel torneo australiano. Gonzalez gli mette paura con due set point: 5-4 e 40-15. Ma Federer rimonta, come tante altre volte.

8 luglio 2007: Wimbledon


Una delle partite più belle della storia a Wimledon, Federer contro Nadal. Dura 3 ore e 45′: 7-6, 4-6, 7-6, 2-6, 6-2. Federer eguaglia il record di Bjorn Borg. Primo set: 3-0 Federer, poi 3-3, al tie-break 5-2 Federer che chiude dopo 5 set point. Nel terzo set, Nadal per due volte è a due punti dal set, ma perde nettamente il tie-break. Nel quarto, Nadal va 3-0, nel quinto Federer salva 4 palle break.

9 settembre 2007: Us Open

Federer contro Djokovic

Un certo Novak Djokovic è l’avversario di Roger Federer. L’uomo che per un po’ di anni toglierà lo scettro di migliore allo svizzero. Ma il 9 settembre del 2007, è l’elvetico a vincere: 7-6, 7-6, 6-4 in 2 ore e 24′. Djokovic è sempre avanti nel punteggio, ma cede alla distanza.

8 settembre 2008: Us Open

Andy Murray ci prova, ma esce anche lui sconfitto in finale contro Roger Federer: 6-2, 7-5, 6-2 in un’ora e 51′. Pur avendo perso la prima posizione nel ranking, per la prima volta dal 2004, l’elvetico vince in 27′ il primo set. Nel secondo si fa recuperare un break e poi salva a sua volta 3 palle break, nel terzo passeggia.

7 giugno 2009: Roland Garros

Federer Rolang Garros

Arriva il primo successo sulla terra rossa a Parigi per Federer. Lo svedese Robin Soderling, che aveva eliminato negli ottavi Rafa Nadal, soccombe per 6-1, 7-6, 6-4 in un’ora e 55′. Una delle migliori partite per Re Roger, che pure nel tie-break domina con quattro ace e il 7-1 finale.

5 luglio 2009: Wimbledon

Federer 2009

Passa neanche un mese e Federer rivince Wimbledon. Vittima preferita è Andy Roddick: 5-7, 7-6, 7-6, 3-6 e 16-14. Un incontro che non finisce mai: 4 ore e 16′. Sull’8-8 del quinto, Andy va a servire per il match, invece poi si ritrova dieci volte a dover servire lui per non uscire dal match. L’undicesima è letale.

31 gennaio 2010: Australian Open

Federer vince ancora

Andy Murray perde di nuovo contro Roger Federer: 6-3, 6-4, 7-6 in 2 ore e 41′. La partita dura parecchio, ma lo svizzero ha sempre pienamente in mano l’incontro.

8 luglio 2012: Wimbledon

Federer Wimbledon 2012

Come successe per Agassi anni prima in America, a Wimbledon sono tutti con Andy Murray. Ma Roger Federer non si spaventa e vince 4-6, 7-5, 6-3, 6-4 in 3 ore e 24′. Per metà partita, si gioca sotto il tetto del Centre Court a causa della pioggia. Come se pure il cielo amasse Re Roger: dopo la pioggia, alza la percentuale di prima, vince il terzo set e poi fa il break nel quarto.

29 gennaio 2017: Australian Open

Federer 2017

Cinque anni dopo, rieccolo. Tirato a lucido. E splendido vincitore a Melbourne, contro Rafael Nadal, anche lui agli antichi splendori: 6-4, 3-6, 6-1, 3-6, 6-3 in 3 ore e 38′. Saranno anche due vecchietti questi due, ma corrono e lottano su ogni pallina. E, naturalmente, vince Roger. Con l’aiuto dell’occhio del falco sull’ultimo punto.

16 luglio 2017: Wimbledon

Contro il gigante Marin Cilic, Federer vince facile: 6-3, 6-1, 6-4 in un’ora e 41′. È il diciannovesimo Slam. Una sola palla break salvata nel quarto game dell’incontro, poi 17 punti di fila sul servizio. Cilic piange, lamenta un dolore alla caviglia, cede. Un mese dopo il suo 36esimo compleanno, anche Re Roger piange guardando i due gemellini in tribuna.

L’erba del vicino è sempre più verde. Se poi è quella sacra dei campi di Church Road, a Wimbledon, lo è anche di più. Un po’ perché da queste parti piove sempre, un po’ perché questo è considerato il campionato del mondo di tennis sull’erba. Lunedì 27 inizia la 130esima edizione, che ci dovrà dire se Novak Djokovic potrà puntare davvero al Grande Slam, se Andy Murray saprà contrastarlo adeguatamente, se Serena Williams sarà ancora regina sui campi britannici o se la spagnola di 22 anni, Garbine Muguruza, è davvero la nuova stella dopo aver trionfato a Parigi proprio contro la statunitense.

 

NEL 2015 ANDÒ COSÌ

Djokovic portò a casa il secondo Wimbledon consecutivo (terzo in carriera, dopo quello del 2011), superando in finale lo svizzero Roger Federer. Serena Williams si impose tra le donne. Mettono in palio i loro titoli contro avversari molto agguerriti. In campo maschile, infatti, va considerato pure lo svizzero Roger Federer, che si arrese dodici mesi fa in finale a Nole dopo quattro set. Tra le donne, probabilmente, sarà un testa a testa tra Williams e Muguruza.

I RITI DI WIMBLEDON

Wimbledon non è semplicemente un importante torneo di tennis. È un rituale. Che va avanti da 130 anni, appunto. C’è il palco reale, dove non è raro vedere seduti personaggi della famiglia reale. E dove il gossip si concentra in particolare sui cappellini della Regina o sulle gonne di Kate Middleton. C’è l’immancabile pioggia, che spesso stravolge i programmi. C’è il dress code e guai a sgarrare. In particolare le tenniste devono stare attente ad abbigliamenti troppo bizzarri o a far verdere …troppo. E le tenute devono essere rigorosamente bianche.

C’è il giorno di riposo, che capiterebbe domenica 3 luglio. Usiamo il condizionale perché, l’anno passato, proprio il maltempo costrinse gli organizzatori a far giocare gli incontri rinviati proprio in quella domenica. C’è la consuetudine che vede in campo prima i maschi, lunedì 27, e solo dopo le femmine, martedì 28. Per tutti, la chiusura è prevista il 10 luglio.

 

NIKE E GLI ABITI TROPPO CORTI

A proposito di dress code, la Nike ha dovuto ritirare gli abiti cuciti appositamente per le donne che parteciperanno a Wimbledon. Il motivo? Erano troppo corti. In realtà, però, questa volta non sarebbero stati gli organizzatori del torneo a protestare, ma le stesse giocatrici, una ventina, che hanno rimandato al mittente le tenute perché scomode e succinte.

In particolare, sotto accusa sarebbero le ‘Nike Premier Slam’. Recentemente, la 31enne ceca Lucie Hradeckà ha dovuto indossare dei leggings per evitare che la gonna le scoprisse le parti intime. La 19enne britannica Katie Boulter ha improvvisato una cintura con fascia pur di tenere giù il vestitino.

DJOKOVIC, IL LOGICO FAVORITO

Djokovic ha vinto il Roland Garros, sciogliendo i dubbi sulla forma fisica. Evidentemente, proprio questo è il periodo in cui è al top. Vuole avvicinare Roger Federer, che vinse cinque volte di seguito in Gran Bretagna tra il 2003 e il 2007. Vincendo nel 2016, sarebbe a tre. Djokovic potrebbe diventare il primo a vincere cinque Major consecutivi in era Open. Ultimo stimolo: la possibilità di far suo il Grande Slam del 2016 dopo che l’anno passato gli sfuggì per poco.

MURRAY, PIÙ DI UNO SFIDANTE

Andy Murray è qualcosa più di uno sfidante semplice. È l’ultimo ad aver vinto Wimbledon, nel 2013, prima della dittatura di Nole. Quell’anno, riportò il trofeo in Gran Bretagna dopo ben 77 anni (Fred Perry era stato l’ultimo). È quello che ha i colpi migliori per mettere in difficoltà Djokovic, numero 1 Atp. Anche perché, proprio nella classifica Atp, è subito dietro il serbo. Ha di nuovo al suo fianco Ivan Lendl dopo la separazione, il che la dice lunga sulla voglia di Murray di tornare alla vittoria tra le mura amiche. Infine, Murray – arrivasse in finale – sarebbe alla terza consecutiva del 2016 contro l’eterno avversario.

FEDERER, L’ERBIVORO

Erbivoro per eccellenza, Roger Feder di Wimbledon ne ha già vinti sette. Ha saltato Parigi, forse proprio per concentrarsi meglio su Londra. L’elvetico punta la terza finale consecutiva in Gran Bretagna, sperando questa volta in un epilogo diverso. Pur non essendo più lui il top del tennis mondiale – e una spanna sotto a Nole – quando si ritrova sulla verde erba di Church Road ritrova come per magia smalto. Il dritto in chop è l’arma che nessuno pare in grado di controbattere.

GLI OUTSIDER

Chi potrebbe fare la sorpresa a Wimbledon? Stan Wawrinka è la vera e propria mina vagante, Nicolas Mahut e Florian Mayer (tornato però nel circuito solo ad aprile dopo un lungo infortunio) sono esperti di erba e capaci di dare il 100% proprio su questa superficie. Juan Manuel Del Potro ci metterà il cuore e chissà che non riesca a superare gli ostacoli che, da qualche tempo a questa parte, lo hanno relegato alla seconda o terza fila del tennis. Difficile che arrivino altre sorprese in campo maschile.

WILLIAMS, MUGURUZA E…

Come già detto, tra le donne è più difficile ampliare troppo il novero delle possibili vincitrici. Sarà quasi sicuramente un duello Williams–Muguruza, una rivincita del Roland Garros dove l’iberica ha avuto la meglio. Se proprio vogliamo cercare il terzo incomodo, ecco Petra Kvitova. Serena Williams, 34 anni, dicono sia al crepuscolo della carriera, ma nelle ultime sei finali dello Slam c’è sempre stata, vincendo tre volte e perdendo le altre tre (le ultime).

La sorpresa è il forfait dell’ultimo momento di Victoria Azarenka, testa di serie numero 6, messa ko dal ginocchio. Lo stesso infortunio l’aveva costretta al ritiro al Roland Garros. La ragazza nel 2011 e nel 2012 raggiunse le semifinali a Wimbledon, suo miglior risultato. In questa stagione, aveva vinto a Brisbane, Indian Wells e Miami.

GLI ITALIANI DI WIMBLEDON

L’Italia di Wimbledon si presenta agguerrita in campo femminile. Non così in quello maschile, dove Andreas Seppi è chiamato almeno a difendere il terzo turno dell’anno scorso che gli permetterebbe di non perdere i 90 punti conquistati dodici mesi fa. Difficile nutrire speranze di sorprese azzurre tra gli uomini da Lorenzi, Cecchinato e Bolelli.

Tra le donne, Roberta Vinci è la numero 7 e Sara Errani la numero 21. Loro guidano la nostra spedizione inglesi, essendosi ritirata dal circuito Flavia Pennetta. Camila Giorgi è l’incognita.

BIGLIETTI E TV

I biglietti per Wimbledon sono andati a ruba come al solito. Alcuni tour operator organizzano la trasferta, ma i prezzi sono piuttosto proibitivi. Si va da 700 euro a oltre 1000 per i match in programma sul Centrale.

Converrà mettersi in poltrona e, se si ha Sky, guardare tutte le partite in diretta. Due i canali dedicati: Sky Wimbledon 1 Hd (201) e Sky Wimbledon 2 Hd (202). C’è anche la possibilità di guardare Wimbledon dal proprio dispositivo mobile scaricanddo l’applicazione Sky Go.

COMBINE, MAI PIÙ

Le voci su vecchie combine, anche su tornei di alto livello, hanno fatto muovere gli organizzatori. I campi sono iper blindati, con telecamere di sicurezza a circuito chiuso. Controlli accurati in borse e zaini degli spettatori, identificazione frontale di chiunque sia seduto sugli spalti. Si affianca, naturalmente, il consueto lavoro sui flussi di scommesse e sulle variazioni di quote. Verranno analizzati pure i dati forniti elettronicamente dagli arbitri e le credenziali di chiunque intenda partecipare all’evento (il rischio terrorismo c’è).

Wimbledon potrebbe essere immune alla combine perché assegna grossi premi anche a chi arriva al secondo turno delle qualificazioni (7.500 sterline), per chi gioca il terzo ce ne sono 15 mila. Il tabellone principale porta a 30 mila l’incasso.

Infine, gli organizzatori di Wimbledon intendono monitorare sempre meglio l’eventuale doping degli atleti. Un’agenzia indipendente si occuperà di ulteriori test oltre a quelli di routine, durante le qualificazioni e durante il torneo.

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La terra rossa del Roland Garros è tornata a far vibrare di emozioni gli appassionati di tennis. Tanti gli interrogativi alla vigilia dell’ingresso nella fase calda della manifestazione. Uno su tutti riguarda il torneo maschile: sarà la volta buona per il numero 1 ATP, Novak Djokovic? La coppa francese, infatti, è l’ultima che manca alla collezione del serbo per mettere insieme il sogno del Career Grand Slam. Bruciano ancora i precedenti più recenti. Nel 2014, è toccato all’assoluto dominatore della terra, Rafael Nadal, detentore del record di vittorie all’Open di Francia (nove, contro le sei di Borg), rispedire al mittente le sue ambizioni. L’anno dopo, proprio quando sembrava scoccata l’ora di Novak, grazie soprattutto alla vittoria in semifinale contro lo stesso Nadal, ecco Wawrinka, capace col suo tennis brillante di regalargli un’altra delusione.

coppe

Ma al di là di chi riuscirà a sollevare la “Coppa dei Moschettieri” (del singolare maschile) o la “Coppa Suzanne Lenglen” (del femminile), l’Open di Francia – al pari degli altri appuntamenti del Grande Slam – rappresenta da sempre un evento in cui storia, sport e costume si fondono tra loro. Oltre alla particolarità della superficie (è l’unico grande torneo che si svolge qui) più lenta e con rimbalzi della palla spesso indecifrabili, c’è anche l’assenza del tie-break che, nell’ultimo set, conduce spesso a incontri fiume di diverse ore e con il corollario di punteggi molto elevati (nel 2004 il match tra Santoro e Clement si concluse dopo 6 ore e 34 minuti, sia pure spalmate su due giorni a causa della sopraggiunta oscurità). Ma non è tutto. La prima edizione del torneo di Parigi affonda le radici in due secoli fa: si svolse nel 1891 e fino al 1924 restò riservato ai soli tennisti francesi o non francesi soci di un club di tennis transalpino.

E proprio le peculiarità così marcate del Roland Garros hanno determinato negli anni la creazione di una categoria di atleti “specializzati” e, come contraltare, hanno messo in difficoltà altri campioni che hanno trionfato ovunque tranne qui. A quest’ultima categoria appartengono mostri sacri del calibro di Pete Sampras (vincitore di 14 tornei dello Slam), John McEnroe e Jimmy Connors, con Roger Federer riuscito nell’impresa di scansare la “maledizione” solo nel 2009; alla prima, invece, Gustavo Kuerten, Juan Carlos Ferrero e il nostro Adriano Panatta. Controprova di questo, la circostanza statistica secondo cui – ad eccezione di Nadal – tutti i vincitori delle edizioni tra il 1999 e il 2007 non hanno conquistato un altro torneo dello Slam. “Regola” che vale anche in ambito femminile, con Martina Hingis e Lindsay Davenport private dello Slam proprio dalla terra di Parigi.

schiavone

A proposito di Panatta, però: l’ex ct della Nazionale non è l’unico italiano a cui sono legati bei ricordi in terra francese. Nel 2010 Francesca Schiavone è stata la prima atleta nostrana a raggiungere una finale di un torneo del Grande Slam e a vincerlo, battendo l’australiana Samantha Stosur. L’anno dopo ha “rischiato” di ripetersi, sconfitta in finale solo dalla cinese Na Li. Nel 2012 quindi è toccato a Sara Errani, anche lei sconfitta però dopo aver fatto fuori in serie le più quotate Ivanovic, Kuznecova e Stosur, salvo arrendersi solo alla Sharapova. Ma nello stesso anno si rifece nel doppio vinto con la connazionale Roberta Vinci.

Tornando all’edizione di quest’anno, come anticipato, i favori del pronostico e gli occhi sono ancora tutti puntati su Djokovic: il sorteggio è stato favorevole, ma la pioggia potrebbe mettersi di traverso. come ha già fatto in queste prime giornate; meno scontata la situazione in campo femminile. Non resta che attendere i primi esiti e le prime inevitabili sorprese.

La 73esima edizione degli Internazionali Bnl di tennis, a Roma, è appena iniziata. E la grande novità è rappresentata dai sorteggi del tabellone maschile e di quello femminile in piazza del Popolo. Per tutto l’arco del torneo, fino al 15 maggio, sarà attivo in centro un vero e proprio campo da tennis, dove si potrà giocare e dove ci saranno maestri pronti a insegnare qualche tecnica. Due schermi non faranno perdere neanche un punto dei match del Foro Italico.

I FAVORITI

Novak Djokovic è il numero uno al mondo, il vincitore uscente e il favorito principale per aggiudicarsi l’edizione 73 del Masters 1000 romano. Da chi dovrà guardarsi Nole? C’è Rafael Nadal, tornato a fare paura e che qui sette volte ha trionfato, c’è Andy Murray, c’è Roger Federer, c’è Stan Wawrinka. Ci sono tutti i migliori, insomma.

In campo femminile, invece, manca la vincitrice dell’anno scorso. Maria Sharapova è infatti squalificata e lascerà probabilmente campo aperto a Serena Williams, che dovrà guardarsi in particolare dalla tedesca Angelique Kerber, dalla spagnola Garbine Muguruza e dalla romena Simona Halep.

L’EDIZIONE 2015

Novak Djokovic si è aggiudicato l’ultima edizione degli Internazionali capitolini. In finale, ha avuto la meglio sullo svizzero Roger Federer, con un 6-4, 6-3 che ha lasciato poco spazio alle velleità dell’elvetico, mai vincitore peraltro sulla terra battuta del Foro Italico, pur essendo arrivato quattro volte all’ultimo atto. In campo femminile, oltre a Maria Sharapova, l’anno passato è arrivata a sorpresa in finale la spagnola Carla Suarez Navarro, con vittoria della prima.

Sept 5 2015 New York New York U S FABIO FOGNINI wins the fourth set Fabio Fognini ITA 32

GLI ITALIANI

Fabio Fognini guida la pattuglia azzurra a caccia di gloria. Con lui anche Andreas Seppi e Paolo Lorenzi. Un tris che potrebbe anche fare strada, ma molto dipenderà dal tabellone. Due wild card per il tabellone principale sono state assegnate a Marco Cecchinato e Salvatore Caruso. Simone Bolelli ha dovuto rinunciare all’ultimo momento per infortunio.

Tra le donne, forfait per la bella Camila Giorgi, a causa di un risentimento alla schiena. Ci affidiamo dunque a Roberta Vinci, Sara Errani, Francesca Schiavone e Karin Knapp. La speranza dei tifosi è che un’azzurra possa presentarsi magari alla finale.

IL MONTEPREMI

Il montepremi del Masters 1000 italiano è invitante: sfiora infatti i quattro milioni di euro per il torneo maschile (3.830.295) e i tre milioni per quello femminile (non considerato Masters, ma Premier) (2.707.664).

PLURIVINCITORI

Rafa Nadal ha vinto sette volte a Roma, di cui tre consecutive (2005, 2006, 2007, 2009, 2010, 2012, 2013) e sogna l’ottava meraviglia. Chris Evert è la plurivincitrice tra le donne: cinque successi (1974, 1975, 1980, 1981, 1982). Ma è la spagnola Conchita Martinez quella ad aver vinto più tornei consecutivamente, quattro, dal 1993 al 1996.

Foro Italico Panoramic View Rom Foro Italico Internazionali d Italia di Tennis PUBLICATIONxNOTxIN

LA FORMULA E GLI ORARI

Dal 2011 il torneo romano si gioca con la formula ‘combined event’, ossia con le stesse modalità dei tornei del Grande Slam. Si alternano, dunque, la gara del torneo maschile e di quello femminile. Le finali sono in programma domenica 15 maggio. Sia le semifinali sia le finali si giocheranno sul campo Centrale.

Due le sessioni in cui è suddivisa la giornata di match: una mattutina e una serale. Si comincia alle 11 sul Grand Stand, sul Nicola Pietrangeli e sui campi secondari; alle 12 sul Campo Centrale, che apre anche di sera, alle 19.30, per un match maschile e uno femminile. Sul Grand Stand è prevista una ‘long session’, ossia cinque partite al giorno dalle 11.

IL TORNEO IN TV

Sky trasmetterà interamente gli Internazionali maschili di Roma sui suoi canali satellitari. Lo streaming è garantito agli abbonati su smartphone, tablet e pc grazie a Sky Go. Rai 2 trasmetterà almeno una semifinale e la finale del torneo maschile. Il torneo femminile sarà trasmesso integralmente da SuperTennis e, gratuitamente, sul canale 64 del digitale terrestre. E ancora, in simulcast streaming su www.supertennis.tv, attraverso l’applicazione ufficiale gratuita per iPhone e iPad.

Roberta Vinci of Italy celebrates at the US Open Flushing New York 2015 US Open Tennis Champion

PEUGEOT A ROMA

Con gli Internazionali di Roma inizia pure #DriveToTennis, iniziativa fotografica riservata agli appassionati di Peugeot, che potranno dare spazio alla propria creatività, interpretando la presenza di Peugeot al Foro Italico. Interagendo con i tablet o pubblicando una foto su Instagram o Twitter con l’hashtag #DriveToTennis, avranno la possibilità di essere ospiti del marchio automobilistico per la finale prevista il 15 maggio.

SICUREZZA AL MASSIMO

Rispetto agli altri anni, sono state deliberate spese straordinarie per garantire la sicurezza degli spettatori che affluiranno al Foro Italico. Non ci sarà nulla di troppo invasivo, ma la Coni Servizi sarà in costante contatto con questura e prefettura di Roma. Gli episodi di terrorismo che hanno colpito recentemente anche l’Europa impongono che l’asticella della sicurezza venga alzata.

VIENI AL FORO IN TRENO

Trenitalia e la Federazione Italiana Tennis collaborano per portare più gente al Foro Italico. Viene infatti garantito uno sconto del 30 per cento sui biglietti delle Frecce per chi è in possesso di un tagliando di entrata alle partite del torneo. E chi vorrà raggiungere il Foro Italico, da Roma Termini, avrà a disposizione un servizio navetta gratuito. Che lo riporterà a Termini finite le gare. L’offerta è valida dal 6 al 15 maggio (per il ritorno dal 7 al 16 maggio).

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LA ROMA AL FORO

Ci saranno anche i calciatori della Roma, lunedì 9 maggio alle 19 al campo ‘Nicola Pietrangeli’ del Foro Italico. Per beneficenza, in otto sfideranno otto tennisti Atp in un tie-break. Si chiama ‘Tennis with Stars’ l’iniziativa e il ricavato va ai bambini della Comunità di Sant’Egidio. I biglietti costano 10 euro.

COS’È UN MASTERS 1000

Roma fa parte del circuito Atp World Tour Masters 1000, che raggruppa i nove tornei più prestigiosi dopo i quattro del Grande Slam. Insieme al Roland Garros e a Montecarlo – i due tornei che precedono e seguono Roma – gli Internazionali vengono anche chiamati ‘Slam Rosso’, il trittico più importante sulla terra battuta.

LA STORIA

Le prime cinque edizioni degli Internazionali d’Italia si svolsero al Tennis Club Milano. Nel 1935 si disputò a Roma il torneo maschile, mentre quello femminile rimase a Milano. Dal 1936 al 1949 il Foro Italico divenne la location fissa. Nel 1961 si giocò al Circolo della Stampa di Torino per il centenario dell’Unità Italia. È diventato torneo di tennis professionistico nel 1969. A partire dal 2002 si chiama Internazionali Bnl d’Italia.

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Rafa Nadal ferma gli sbadigli del tennis. Vince a Montecarlo e dimostra che, sulla terra battuta, può dire ancora la sua. Se Novak Djokovic cala un po’, qualche avversario riesce ancora a emergere. L’iberico, del resto, al Country Club del Principato è di casa, avendo vinto nove volte. E si tiene stretto il suo record: è l’unico tennista ad aver vinto nove volte un torneo da quando esistono gli Open.

Nel segno del nove, ci riproverà a Barcellona, dove ha trionfato già otto volte e ha il pubblico dalla sua. E, sempre con il 9 come numero porta fortuna, Rafa pure al Roland Garros ha alzato la Coppa nove volte. A dimostrazione che nessuno è imbattibile, Djokovic ha perso per la prima volta all’esordio di un torneo dal 2013, quando fu superato da Grigor Dimitrov a Madrid. Questa volta è stato Jiri Vesely a ottenere il prestigioso scalpo, sulla terra di Monaco. Niente Barcellona per il numero uno Atp: “Ho bisogno di un po’ di riposo”. E di riaffilare le armi per Parigi.

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Montecarlo è terra di Nadal

Ci ha messo tre set, Nadal, per battere il francese Gael Monfils nella finale del Masters 1000 di Montecarlo, il primo grande torneo della stagione sulla terra battuta: 7-5, 5-7, 6-0. Due parziali equilibrati, poi il transalpino si è arreso senza più combattere. Per lo spagnolo era la 100esima finale
in un torneo.

Gli altri otto successi, il nostro li aveva ottenuti consecutivamente, dal 2005 al 2012 (nel 2013 fu battuto in finale da Djokovic). Sulla terra del Principato, solo quattro le sconfitte subite, ben 58 le vittorie. Ancora una volta, uno score che si deve in particolare al periodo 2005 – 2012, con 46 successi. La vittoria di Montecarlo ha permesso a Rafa di affiancare proprio Djokovic come numero di Masters 1000 vinti: 28 a testa. Erano però ben 23 i mesi che il maiorchino non ne vinceva uno: 11 maggio 2014 a Madrid per l’infortunio di Kei Nishikori. E otto quelli dall’ultimo olè, ad Amburgo, in finale contro Fabio Fognini.

In semifinale, a Montecarlo, lo spagnolo si era sbarazzato del britannico Andy Murray. Match in salita: 2-6, 6-4, 6-2 in due ore e 43′. A dimostrazione che Rafa ha ritrovato la condizione fisica.

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Djokovic, attento a te

“A Montecarlo ho capito che sono tornato”. Così ha parlato Nadal dopo il successo al campo ‘Ranieri III’ di Monaco. A 29 anni, dopo aver perso al primo turno agli Open d’Australia, tutto lasciava pensare che fosse ormai sul viale del tramonto. “Ultimamente, non riuscivo più ad alzare il livello del mio gioco quando le cose andavano male. A Montecarlo ho ritrovato questa arma, come un tempo”.

A luglio, Nadal era scivolato al decimo posto della classifica Atp (ora è numero cinque), conseguenza di un 2015 da incubo con tre sole vittorie (Amburgo, Stoccarda e Buenos Aires). “Montecarlo è uno dei posti più importanti della mia carriera”. Stampella che può aiutare Rafa a correre di nuovo. Il tennis ha bisogno anche di lui per contrastare lo strapotere di Nole.

Roland Garros 2015

Roland Garros, sto arrivando

Chiaro che dopo Montecarlo, Rafa punti a Barcellona. E poi c’è il Roland Garros nel mirino, dove il decimo successo sarebbe qualcosa di storico. Se la condizione fisica resterà questa, Nadal un pensierino lo può fare. Proprio come a Montecarlo, a Parigi conosce ogni angolo della sua amata terra battuta. “La vittoria conferma che sono migliorato, mi sento meglio rispetto a un anno fa. Vedremo come andrà nei prossimi mesi”. Inutile fare proclami, bravo Rafael!

Andy Murray

Assalto pure al Ranking

Chissà che nel 2016 Nadal non possa tornare numero 2 del ranking mondiale. Il primato di Djokovic è al sicuro, va bene, ma dietro la lotta potrebbe diventare incandescente. Tra l’impresa e il fallimento, per lo spagnolo, ci sono Murray, Federer e Wawrinka. Il primo è stato battuto proprio da Nadal a Monaco, il secondo pareva in buone condizioni, ma a Montecarlo si è fatto irretire da Tsonga nei quarti. E Wawrinka? La sua incostanza di rendimento rende difficile qualsiasi pronostico.

Facendo qualche calcolo, Nadal ha in uscita 1.140 punti (finale a Madrid e quarti a Parigi), Federer 1.220 (ma non difenderà il titolo di Istanbul). Murray deve difendere ben 2.060 punti (titolo di Montecarlo e Madrid, semifinale di Parigi), Wawrinka 2.450, grazie al Roland Garros.

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La carriera di Nadal

Nella sua carriera, Nadal ha vinto 14 tornei del Grande Slam: oltre ai nove Roland Garros, ci sono un Australian Open, 2 Wimbledon e 2 Us Open. La medaglia d’oro alle Olimpiadi del 2008 fa bella mostra di sé in casa dell’iberico. E poi ci sono quattro Coppe Davis con la Spagna, i 48 titoli sulla terra rossa che gli sono valsi il titolo di ‘King of Clay’, ossia Re della Terra Battuta.

È stato numero uno della classifica Atp dal 18 agosto 2008 al 5 luglio 2009, dal 7 giugno 2010 al 3 luglio 2011 e ancora dal 7 ottobre 2013 al 6 luglio 2014 (per un totale di 148 settimane, mentre Djokovic si avvia alle 200). Per 241 settimane è stato numero due Atp, di cui 160 consecutive dietro al rivale di sempre, lo svizzero Roger Federer. Nel 2009, Rafa è stato il primo tennista della storia a detenere contemporaneamente tre titoli del Grande Slam su tre superfici diverse. L’anno dopo, trionfando pure negli Stati Uniti, è diventato il più giovane tennista (e uno dei sette della storia) ad aver completato il Career Grand Slam. Infine, il secondo giocatore maschile della storia (terzo in assoluto) a raggiungere il Career Golden Slam. Da troppo tempo si erano perse le sue tracce.

Asteroide Nadal

L’asteroide che porta il suo nome

Tanto è famoso in patria che nel 2008 la sua città, Maiorca, ha dedicato a Rafael un asteroide, noto ora come 128036 Rafaelnadal. Famoso e attento al sociale. Sempre nel 2008 ha fondato un’Associazione che si occupa di dare assistenza e creare progetti cooperativi in Spagna e nei Paesi in via di sviluppo.

Vita mondana, pure. Nel 2010, al fianco di Shakira, ha partecipato al video del singolo ‘Gipsy’. Ha avuto il Premio Principe delle Asturie, primo uomo dopo le tenniste Arantxa Sanchez Vicario, Steffi Graf e Martina Navratilova. In occasione del torneo di Bangkok, ha partecipato al progetto ‘Un milione di alberi per il Re’, piantandone uno in onore del monarca Bhumibol Adulyadej.

Fidanzata di Nadal

La vita privata lontana dai riflettori

Pur essendo una stella, Rafa Nadal non si comporta come tale. La sua ragazza si chiama Marìa Francisca Perellò, a volte sugli spalti per seguirlo nei tornei. L’ha conosciuta in un momento di relax nella sua città natale, Manacor, dove appena può torna per giocare a golf o andare a pesca.

Lontano dai riflettori, appena può. Ora spera di tornarci per quello che fa in campo, dimenticando gli ultimi anni e i tanti infortuni che lo hanno portato lontano dai vertici del tennis.

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Sono cominciati gli Australian Open di tennis in un clima di sospetti. Il motivo? I documenti riservati pubblicati da Bbc e Buzzfeed news su presunte combine che avrebbero coinvolto diversi tennisti a Wimbledon e non solo. Il fascino del torneo del Grande Slam, però, resta. E in campo maschile il numero uno al mondo, Novak Djokovic, è partito lanciato, superando per 6-3, 6-2, 6-4 il coreano Hyeng Chung. Meno di due ore di gioco per il favorito alla vittoria finale.

L’edizione 104

Di fatto, la sfida di Nole ha aperto alla ‘Rod Laver Arena’ la 104esima edizione degli Open australiani, la 29esima di fila a disputarsi nel super moderno impianto di Melbourne Park. Il torneo è cominciato sotto un sole caldissimo, che sarà un nemico in più per chi vuole andare avanti e, possibilmente, vincere. Non è un mistero che qui, spesso, non vince il più dotato tecnicamente, ma quello che ha (e mantiene) la miglior condizione fisica possibile.

Come da pronostico, dicevamo: Djokovic ha fatto dieci ace, 15 volte è andato a rete e 15 volte ha conquistato il punto, ha avuto un 66 per cento sulle prime al servizio e ha breakkato cinque volte un avversario che, nel 2013, aveva perso la finale juniores a Wimbledon contro l’azzurro Quinzi. Sì, Hyeng Chung non è affatto un carneade: a 19 anni è già numero 52 nella classifica Atp.

Federer passa facile

Neanche Roger Federer ha sudato più di tanto all’esordio. Lo svizzero, infatti, si è sbarazzato del georgiano Nikoloz Basilashvili per 6-2, 6-1, 6-2. Federer è testa di serie numero 3 a Melbourne, in un’ora e quindici minuti ha chiuso la pratica. L’elvetico ha impresso fin da subito un ritmo insostenibile per l’avversario. Alla fine, sette i break complessivi. Come dicevamo prima, qui conta il fisico e Federer ha dimostrato di essere in ottima condizione. Mercoledì dovrà però impegnarsi di più per avere ragione di Dolgopolov.

Gli altri

La wild card americana, Noah Rubin, è la prima sorpresa australiana. Estromette infatti Benoit Paire, testa di serie numero 17, con triplo tie-break. Nick Kyrgios, beniamino del pubblico locale, non soffre la pressione dell’ambiente e va a segno contro il terraiolo Carreno Busta (6-2, 7-5, 6-2). Si aspettava anche l’esordio del francese Jo-Wilfried Tsonga (numero 9 del ranking), che ha vinto un match teso contro Baghdatis, lasciando sul terreno un set (6-4, 4-6, 6-4, 6-2). Quattro set anche per Marin Cilic, che elimina l’olandese Thiemo de Bakker. Non dimentichiamo che il croato, nel 2014, ha vinto gli Open degli Stati Uniti sul cemento. Borna Coric, possibile outsider, ha dovuto alzare subito bandiera bianca contro Albert Ramos Vinolas, in tre set.

Avanti anche Tomas Berdych e Kei Nishikori. Si ferma Ivo Karlovic, costretto al ritiro contro l’argentino Federico Delbonis. Al secondo turno Nicolas Almagro, Gilles Simon, Dominic Thiem, David Goffin.

La pattuglia azzurra

Esordio in chiaroscuro per gli italiani impegnati agli Open d’Australia. Andreas Seppi ha sconfitto Gabashvili per 3-6, 7-6, 6-4, 7-6, dopo aver fallito un match-point nel quarto set. Ora, l’azzurro se la dovrà vedere con l’americano Kudla e, in caso di passaggio del turno, all’orizzonte si staglia lo spauracchio Djokovic.

Niente da fare, invece, per Paolo Lorenzi. Dimitrov ha avuto la meglio per 6-3, 7-6, 6-3. Purtroppo, nel tie-break del secondo set, l’italiano ha sprecato quattro set point, di cui due consecutivi. Nel primo e nel terzo set, poi, Paolo è partito sempre con un break, subendo poi la rimonta del bulgaro.

Donne, fuori Giorgi

Camila Giorgi ha lottato, ma Serena Williams non ha avuto pietà dell’azzurra nel tabellone femminile. Il match è durato un’ora a 45′, con l’americana che ha chiuso 6-4, 7-5. Non è stata una passeggiata per la numero uno al mondo, che evidentemente soffre le azzurre (è stata sconfitta, in Usa, da Roberta Vinci in semifinale).

Supera il turno anche Petra Kvitova ed è in buona compagnia: avanti Agnieszka Radwanska, Maria Sharapova, Svetlana Kuznetsova, Belinda Bencic, Carla Suarez Navarro, Elizabeta Kulichkova, Kristyna Pliskova ed Eugenie Blouchard. La grande sorpresa c’è anche qui: Caroline Wozniacki, ex numero 1 Wta e 16 nel ranking in Australia, è stata infatti estromessa dalla kazaka Yulia Putintseva (1-6, 7-6, 6-4).

 

Attenti ai ‘trucchi’

Tennis ‘truccato? Le rivelazioni-bomba sono arrivate proprio nel giorno in cui è cominciato il torneo in Australia. Diversi tennisti Atp, tra i primi 50 al mondo (una settantina), sarebbero stati contattati dal 2007 in poi da persone interessate a scommettere in modo illegale su di loro. La rete comprenderebbe la Russia e l’Italia, fino alla Sicilia. Si sussurra di infiltrazioni mafiose per ‘aggiustare’ alcuni match. Sotto indagine ci sarebbero pure tre partite del torneo di Wimbledon.

Voci? L’Atp al momento nega il coinvolgimento di suoi tennisti. Chris Kermode, Ceo, ha fatto sapere di essere comunque pronto, eventualmente, ad approfondire le informazioni in possesso della Bbc.

Federer e Djokovic sulle scommesse

Roger Federer si è detto stupito dall’ipotesi di un tennis pilotato. “Senza prove concrete, è azzardato arrivare a conclusioni. Mi piacerebbe conoscere i nomi, così si può discutere in concreto di qualcosa. Qual è il giocatore? Di quale prova dello Slam parliamo? È successo nel singolare o nel doppio? È importante che il tutto venga preso molto sul serio perché bisogna mantenere l’integrità di questo sport”.

Novak Djokovic ha rivelato: “Nel 2007 qualcuno mi si è avvicinato per combinare un match dell’Atp di San Pietroburgo. Non è stato un approccio diretto, ma attraverso persone che lavoravano con me a quel tempo. Ovviamente, l’abbiamo ignorato. Per quanto ne so, certe vicende non hanno coinvolto i top player, quindi non ho altro da dire sull’argomento, se non che mi fa stare molto male. Io non voglio essere associato in nessun modo a questa vicenda”.