Noi italiani soffriamo di saudade molto di più dei brasiliani. Almeno nel mondo del calcio. Sarà che l’Italia è un Paese dove si mangia bene e ci sono belle donne, ma in questo Calciomercato 2015, tanti sono stati i ritorni di chi era emigrato all’estero a cercare un po’ di fortuna e a fare esperienza. Da DiamantiGilardino, da Bocchetti a SantonCerci. La serie A riacquista vecchi pilastri. Non solo nostrani: la Sampdoria, per esempio, ha riportato nel Bel Paese un certo Samuel Eto’o. Evidentemente, anche lui nostalgico.

Alessio Cerci (Milan)

Alessio Cerci è sopravvissuto sei mesi scarsi oltre confine. Il tempo di capire che l’Atletico Madrid più che l’Isola dei Famosi (l’anno passato hanno vinto la Liga a perso la Champions all’ultimo secondo) era l’Isola che non c’è. L’ex Torino ha visto il campo con il contagocce, nonostante le premesse iniziali. Sei in tutto le presenze, nemmeno una rete in campionato. Quella Liga che vede gente come Messi e Cristiano Ronaldo fare doppiette e triplette come se piovesse.

Perché ha fatto bene a tornare

Cerci ha fatto bene a tornare in Italia perché da noi la maglia da titolare non gliela toglie nessuno. Infatti, al Milan, è già diventato centrale nel gioco di Inzaghi. In Spagna, rischiava di perdere anche la Nazionale. Il 18 novembre si era lamentato della situazione nei colchoneros“Non sono soddisfatto dell’esperienza, gioco troppo poco”. Disse. Ora vuole tornare il tornado che aveva guidato il Toro in Europa.

Perché ha fatto male a tornare

L’Atletico Madrid al momento è una delle migliori squadre di tutto il continente. Ha un allenatore, Diego Simeone, che è tra i 2-3 più preparati attualmente. E la Liga è un campionato allenante, in cui ti confronti ogni settimana con i più grandi del momento. Al Milan, rischia di venire risucchiato dai problemi della squadra e della società. E Inzaghi, per ora, non è Simeone.

Alessandro Diamanti (Fiorentina)

In Cina, Diamanti ha vinto il campionato con il Guangzhou Evergrande allenato da Marcello Lippi. E il sogno Champions asiatica si è interrotto ai quarti di finale. Diamanti ha vissuto sei mesi di buon livello, mettendo a segno in totale otto reti, quattro su punizione. La Fiorentina lo ha riportato a casa.

Perché ha fatto bene a tornare

Il campionato cinese non è certo di prima fascia. Le gesta di Alino arrivavano sfumate da noi. Insomma, era finito nel dimenticatoio. Ogni tanto, in tv, qualche suo gol. Poca roba. La Fiorentina gioca bene, Montella saprà valorizzarlo. Lui, poi, da queste parti aveva assaggiato l’amaro calice della C2. Giocare al Franchi in serie A è tutta un’altra cosa.

Perché ha fatto male a tornare

Poteva alzare la Champions con la squadra cinese. Al secondo tentativo. Cosa che difficilmente gli capiterà in viola. E attenzione a quando i big saranno tutti abili e arruolati: lui troverà ancora posto da titolare?

Alberto Gilardino (Fiorentina)

Un po’ lo stesso discorso fatto per Diamanti. Pure lui al Guangzhou ha vinto il campionato e ha arricchito il suo bagaglio d’esperienza. A 32 anni, però, la voglia di tornare è stata più forte di tutto. Se poi a chiamare è la Fiorentina.

Perché ha fatto bene a tornare

Campione del mondo 2006, il Gila non si sente finito o sul viale del tramonto. Attirato inizialmente dai soldi dell’Oriente, a Firenze vuole fare 200 gol in serie A (è a 174) e arrivare a quota 60 con la maglia della Fiorentina (è a 48). Si dovrà impegnare, la concorrenza c’è. Ma anche l’amore di quelli che erano già stati i suoi tifosi.

Perché ha fatto male a tornare

L’attaccante biellese si ritrova Gomez e Babacar. E prossimamente pure Giuseppe Rossi. La Viola lo ha voluto per i tanti impegni che la attendono, ma in attacco pare esserci sovraffollamento. Soprattutto se Montella continuerà a insistere sulla punta sola. Gomez si è svegliato e questo non è un bel segnale per Gilardino. Attenzione poi ai nostalgici, pronti a dargli del ‘vecchio’ se non troverà presto la via del gol come ai bei tempi.

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Samuel Eto’o (Sampdoria)

In Italia ha vinto il Triplete con l’Inter dopo aver fatto sfracelli in Spagna con la maglia del Barcellona. L’attaccante dei bei tempi forse è acqua passata, ma lui ha voglia ancora di lottare per qualcosa di importante. Se terrà a bada il carattere e si calerà alla perfezione nella realtà Sampdoria che non può essere né quella nerazzurra né quella catalana.

Perché ha fatto bene a tornare

Perché Genova si è prostrata ai suoi piedi fin dalla presentazione. E Samuel ha bisogno di sentirsi una stella per rendere al meglio. Esiliato all’Anzhi (seppure un esilio dorato), poi al Chelsea e all’Everton, conosce già le difese italiane e sa come fregarle. Non dimentichiamo, poi, che in blucerchiato lo attende anche una carriera dietro la scrivania. Insomma, rischia seriamente di essersi sistemato definitivamente il globetrotter camerunense.

Perché ha fatto male a tornare

L’inizio con Mihajlovic non pare incoraggiante. Subito un litigio tra due ‘personaggi’ che non ammettono si deragli. Saprà trovare l’accordo con l’allenatore? Si ritrova in una squadra senza campioni, ma dove tutti remano dalla stessa parte. Saprà calarsi nella parte? E ancora: a Genova non si lotta per lo scudetto. Almeno finora. Saprà comunque sacrificarsi dando il buon esempio?

Davide Santon (Inter)

Riecco il bambino prodigio che torna nella squadra che lo ha cresciuto, dai 14 anni in poi. Arriva dal Newcastle e, a quanto ha detto, proprio gli inglesi lo hanno costretto ad accettare il trasferimento.

Perché ha fatto bene a tornare

In Italia si è consacrato, arrivando a diventare – per la Uefa – uno dei dieci giovani più promettenti europei. In Italia potrà continuare a crescere, forte dell’esperienza all’estero. E poi, Roberto Mancini in persona lo ha voluto, il che dovrebbe dargli tranquillità.

Perché ha fatto male a tornare

Forse aver ammesso di essere tornato contro la sua volontà non è stato il gol più bello nella sua carriera. Ora dovrà riconquistarsi la stima dei tifosi interisti. Arriva in una squadra che annaspa, saprà ridarle entusiasmo? Quello stesso entusiasmo che lo portò a diventare campione Allievi con l’Inter e a partecipare alla vittoria del Mondiale per Club, entrando in campo nella finale.

Salvatore Bocchetti (Milan)

Passato un po’ sotto silenzio l’acquisto di Salvatore Bocchetti da parte del Milan. Inzaghi vuole così sistemare le falle in difesa e il giocatore è stato già schierato titolare a sinistra. Non è un fuoriclasse, ma può contribuire alla risalita rossonera.

Perché ha fatto bene a tornare

Lo Spartak Mosca non l’aveva trattato molto bene. E dire che era reduce da un’esperienza triennale molto positiva con il Rubin Kazan, condita pure da 9 gol. In rossonero, avrà la possibilità di riconquistare spazio e considerazione. Chissà, anche nelle idee di Antonio Conte.

Perché ha fatto male a tornare

Nel campionato russo stava facendo bene (più a Kazan che a Mosca). E avrebbe continuato, non fosse stato per il grave infortunio di agosto 2013 (rottura del ginocchio). Al Milan, non c’è spazio e tempo per riprendersi con calma. Dovrà subito dimostrare di essere integro e di servire alla causa. Pena: la panchina.

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Michele Canini (Parma)

Il Parma si è assicurato nel mercato invernale il difensore Michele Canini che, soprattutto a Cagliari, aveva dimostrato di poter essere all’altezza della serie A. La classifica piange, in Emilia, ma lui è uno abituato a soffrire e a lottare.

Perché ha fatto bene a tornare

L’esperienza all’Fc Tokyo, diciamo la verità, è stato piuttosto fallimentare. Appena tre presenze e nessuna rete. Rivedere la serie A è quasi una sorpresa per Canini. A Parma ha tutto da guadagnare e nulla da perdere. Dovesse fare bene, indipendentemente dal destino della squadra, non faticherà a mantenere la massima serie. Lui.

Perché ha fatto male a tornare

Gli yen giapponesi valgono anche qualche delusione. Ma Canini ha deciso di tornare all’euro. Se è vero che a Parma ha tutto da guadagnare, è altrettanto vero che la situazione è quasi disperata. E poi, c’è l’incognita stipendi.

Mato Jajalo (Palermo)

Croato, in Italia se lo ricordano a Siena, dove ha giocato nella stagione 2009/2010. Quasi cinque anni dopo, rieccolo, con la maglia del Palermo. Arriva dal Rijeka, con cui ha rotto e rescisso consensualmente il contratto. Dopo l’esperienza italiana, pareva aver trovato la sua dimensione a Colonia (90 presenze e 5 gol), ma poi ha ripreso a girovagare.

Perché ha fatto bene a tornare

A Rjieka ormai era visto come fumo negli occhi, dopo aver abbandonato l’albergo del ritiro invernale. Aver trovato un ingaggio in Italia, da Zamparini, è sicuramente come aver vinto alla lotteria. Dovrà meritarsi il posto da titolare.

Perché ha fatto male a tornare

In Sicilia, si sono abituati al bel gioco e a calciatori che danno del tu al pallone. Lui non è questo tipo di calciatore. Dovrà sgomitare per farsi notare e per sfruttare la grande chance che gli è stata offerta. Sa giocare in tutti i ruoli di centrocampo, ma la mancanza di specializzazione potrebbe essere un handicap.

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