Si è appena concluso il Vinitaly, la consueta manifestazione veronese dove il protagonista è il vino. Il salone internazionale di una della reali eccellenze italiane. In attesa di capire se il nostro calcio è ancora un’eccellenza (come il vino), tra una degustazione e l’altra in giro per gli stand provenienti da ogni angolo d’Italia, abbiamo avuto il piacere di conoscere Simone Schiaffino, enologo di Monte Schiavo. Con lui abbiamo mescolato calcio e calici e alla fine ci siamo divertiti a mettere in campo una squadra tutta italiana, con tanto di allenatore e presidente, associando ad ognuno dei prescelti un vino nazionale.

1. Perin

Passito di Pantelleria. Se il passito chiude il pasto, Perin chiude la saracinesca. Entrambi sono sicuri ma al tempo stesso sanno sorprendere. Generosa dolcezza e raffinato equilibrio per il Passito, sguardo dolce e postura da bad boy per il numero 1 del Genoa. Ma pur sempre Affidabile.

2. Chiellini

Primitivo di Manduria. Un rosso pieno da abbinare ai piatti rustici della cucina tipica pugliese. Esattamente come il roccioso Juventino (che pugliese non è): magari poco elegante ma sempre efficace e pronto a dare il 100% in campo. Da combattimento.

3. Darmian

Barolo. Il vino “piemontese” per uno dei simboli della rinascita del Toro assieme a Gazzi e Glick. Intenso, elegante e persistente come la corsa del terzino granata e della nazionale. Un cuore d’oro, anzi un cuore toro. Potenza (con controllo).

4. Verratti

Monte Pulciano d’Abruzzo. Un rosso etereo e armonico per il playmaker pescarese trapiantato a Parigi. Nobile Doc abruzzese all’ombra della Tour Eiffel. Il vino, questo vino, dimostra di essere di stoffa superiore se maturato a lungo in botti di rovere. Marco matura accanto ai campioni. E cosa c’è di meglio di un vino della tua terra quando vivi lontano da casa? Nostalgico (ma già maturo).

Marco Verratti

5. Ranocchia

Chianti classico. Asciutto e tannico, come il capitano nerazzurro. Buono per le grigliate: magari di asado, un tempo in voga alla Pinetina. Ideale se abbinato ad un piatto sostanzioso, così come Andrea rende meglio vicino ad un centrale di qualità, magari quel Bonucci con il quale ha condiviso la prima esperienza in A, a Bari.

6. Bonucci

Müller-Thurgau. Un bianco fresco d’antipasto per il centrale bianconero. Uno dei vini preferiti dalle donne, così come Leo strizza l’occhio al genere femminile. Fresco, ideale per dare il via alla serata, come Bonucci, prima ancora di Pirlo è l’ideale per dare il via all’azione con i suoi lanci. O per concluderla (gol alla Roma). Sottovalutato.

7. Bonaventura

Vernaccia di Serrapetrona. Per il rossonero marchigiano un vino raro (ma molto apprezzato) sia secco che dolce. Esattamente come “Jack”: buono per entrambe le “fasi”, sempre in scioltezza. Tenero eppure robusto. Indispensabile.

Giacomo Bonaventura

8. De Rossi

Frascati. Un vino paglierino come la barba di Capitan Futuro. Entrambi romani, entrambi molto apprezzati all’estero. Come quando vai in enoteca a cercare il vino per fare un figurone, e scopri che il fenomeno ce l’hai in casa. A Km zero.

9. Destro

Greco di Tufo. Secco e caratteristico, come un vero centravanti in un’epoca di “falsi nueve”. Il rinomato prodotto, in vent’anni, si è affermato sui mercati europei ed internazionali come vino di alta qualità, il nostro centravanti cerca il rilancio con Pippo Inzaghi, e la consacrazione con la maglia del Milan. Pregiato (anche se non lo sa).

10. Pirlo

Verdicchio Giuncare Riserva. Il vino dei Castelli per il principesco Andrea. Connubio perfetto il loro: più invecchiano, più migliorano. A onor del vero Pirlo è un produttore di vino, passione ereditata dal nonno. La sua Pratum Coller dà alla luce il vino con cui il regista bresciano festeggia i suoi successi. Da esportazione.

Pirlo_3

11. Immobile

Cannonau. Vino sardo, decisamente potente (14 gradi), a tratti liquoroso. Azzeccato per l’ultimo “Cannoniere” della seria A, ora emigrato in Germania, alla corte di Klopp che, l’estate scorsa, l’ha preferito ad altri attaccanti europei. Bomber (da rilanciare).

Allenatore: Carlo Ancelotti

Lambrusco. Frizzante e buono per tutte le occasioni. Il vino emilano per antonomasia, il preferito da Ligabue e il più venduto all’estero. Come Carletto, che dalla provincia ha conquistato il mondo. Vincente.

Presidente: Massimo Ferrero

Franciacorta. Bollicine pronte ad esplodere per il vulcanico presidente doriano. Sono fatti l’uno per l’altro: arrivano loro ed è subito festa. Spumeggiante.

Si ringrazia Simone Schiaffino (enologo), Gliberto Lorenzetti (cantinere) e Emanuele Benedetti (commerciale), tutti dell’azienda vitivinicola Monte Schiavo, per la squisita disponibilità durante la fiera.

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