A più di due mesi dall’inizio dei principali campionati europei, è già possibile un primo (e parziale) bilancio sulle delusioni: calciatori molto attesi alla vigilia, presentati come leader tecnici e/o morali delle rispettive squadre, ma che al momento continuano a farsi desiderare da allenatori e tifosi.

Il caso più eclatante è probabilmente quello di Paul Pogba. La Juventus ha portato avanti un piano ben preciso trattenendolo a Torino: ha rinunciato, almeno per quest’anno, a incassare una cifra tra gli 80 e i 100 milioni di euro, ha sacrificato Vidal, lasciato partire Pirlo e salutato a malincuore Tevez; il passo successivo è stato quello di farne la pietra angolare della rifondazione affidandogli anche una maglia “pesante” come la 10. Il risultato per ora è un pastrocchio a livello tecnico e di gestione: il ragazzo è apparso finora fuori ruolo, schiacciato da responsabilità eccessive (talvolta sembra voglia provare a risolvere le gare da solo) e privo di riferimenti. Una nemesi tale che solo dopo il ritorno di due uomini di esperienza come Khedira e Marchisio lo ha rivisto su livelli più vicini all’originale, ma ancora lontani dall’ulteriore salto di qualità che ci si aspetta da lui.

icardi

Altro reduce da un inizio non facile è Mauro Icardi (in buona compagnia con “Mr 40 milioni” Kondogbia). L’interista, da quest’anno anche capitano, ha deluso le attese mettendo a segno di tre gol in otto presenze (l’ultimo ieri col Bologna), ma soprattutto mostrando scarsa intesa con i nuovi compagni di reparto e una certa difficoltà nell’inserirsi nel sistema di gioco scelto da Mancini. L’arrivo di Jovetic e Perisic, stelle internazionali fortemente inseguite in estate dal tecnico interista, lo ha fatto passare in secondo piano e c’è il rischio che, persistendo questa situazione, alla lunga possano tornare a galla i suoi limiti caratteriali. E non a caso ieri, dopo la rete, ha subito sbottato (“Se me la passano, segno”), sintomo di poca, pochissima tranquillità.

In tema di bomber in difficoltà, l’interista non è comunque solo: con lui anche il romanista Edin Dzeko, lo juventino Mario Mandzukic, il bolognese Mattia Destro, il torinese Andrea Belotti. I primi due sono stati condizionati da infortuni che li hanno tenuti lontano dai campi per diverse settimane, ostacolandone l’inserimento, anche se c’è da dire che quando sono stati chiamati in causa il loro rendimento è stato di molto al di sotto della fama di bomber.

destro

Destro, in particolare, è stata la scommessa estiva del ds Pantaleo Corvino: l’aria di Bologna ha rigenerato tanti attaccanti (da Baggio a Signori, sino a Di Vaio e Gilardino), ma complice una situazione tecnico-tattica non ancora ben definita, l’ex di Roma e Milan è ben lontano dal seguirne le orme. Dov’è finito il giocatore capace di monetizzare anche le poche manciate di minuti concesse da Garcia? Difficile dirlo, per ora sembra essersi perso.

Quanto a Belotti, anche lui è arrivato a Torino con l’idea di esaltarsi agli ordini di un maestro del calibro di Ventura, da sempre capace di scoprire talenti, formarli e lanciarli definitivamente nel calcio dei grandi. Per ora il processo sta richiedendo più di quanto ci si aspettasse, occorre pazientare per vedere se il Gallo saprà confermare gli sprazzi di talento mostrati a Palermo.

lopez

Guardando anche agli altri reparti, è della scorsa settimana la pesante bocciatura del portiere Diego Lopez da parte di Mihajlovic. L’ex numero 1 titolare (nella Liga) del Real Madrid di Ancelotti, dopo un inizio molto stentato che lo ha portato a essere tra i peggiori di serie A per rendimento, è stato costretto ad accomodarsi in panchina per far posto al 16enne Gianluigi Donnarumma. Per il momento ha abbozzato con professionalità, ma è una situazione da continuare a monitorare che potrebbe dare esiti imprevedibili.

In difesa, a fargli compagnia, tra le delusioni c’è Mattia De Sciglio, che sembra cambiare registro solo quando indossa la maglia azzurra della Nazionale; male anche lo juventino Stephan Lichtsteiner, probabilmente frenato da un malessere prima sconosciuto e che poi ha reso necessario un piccolo intervento al cuore dal quale è in fase di ripresa, e il romanista Antonio Rudiger, oggetto misterioso del mercato di Sabatini.

costa

Chiusura dedicata al calcio estero, dove non mancano esempi di assoluto rilievo. La maggior parte è concentrata nel deludente avvio in Premier League del Chelsea di Mourinho: quindicesimo in classifica e sconfitto già in cinque occasioni, sta disperdendo il grande talento di cui dispone. Dai problemi in difesa, con un Terry ormai sul viale del tramonto, alla stella offuscata di Hazard, sino alla coppia d’attacco più che appannata composta da Diego Costa e Falçao.

In Spagna non è stato un buon inizio per Leo Messi, subito appiedato da un pesante infortunio, e c’era anche chi aveva parlato di un Cristiano Ronaldo in crisi con il gol: il portoghese ha subito risposto con cinque reti all’Espanyol segnandone però appena due nelle altre otto gare.

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