Hull, Leicester, Manchester United, Southampton, Everton, Middlesbrough, Tottenham, Man City, West Bromwich, Sunderland, Crystal Palace, Bournemouth e Stoke City. Stop. La corsa del Chelsea di Conte si è arrestata al White Hart Lane, dove ha lasciato 3 punti e un record a causa di un doppio Dele Alli. Si ferma a 13 successi di fila la cavalcata dei Blues, che così eguagliano ma non superano l’Arsenal nel calcolo delle vittorie consecutive conquistate in un campionato.

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Il record, comunque, sarebbe stato solo “nazionale”, perché in testa a questa speciale classifica, contando Liga, Bundesliga, Premier e Serie A, c’è il Bayern Monaco, con diciannove vittorie consecutive, stagione 2013-14. A seguire l’Inter, con 17 successi nel 2006-07, il Barcellona con 16 nel 2010-11, il Real con 15 nel 1960-61 e, sempre a quota 15, la Juve nella scorsa stagione.

Alla vigilia della gara con gli Spurs, Conte aveva predicato concentrazione e calma, ma solo per i tre punti: “Tredici vittorie di fila sono un risultato fantastico, ma preferisco che i miei giocatori pensino che sia importante vincere per i tre punti e non per continuare la striscia vincente”. In realtà, un po’ di sano narcisismo lo hanno tutti i grandi, quindi immaginiamo il suo gongolare nell’aver immaginato di entrare nell’almanacco del calcio inglese.

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Ma, almeno per questa volta, il record è rimandato. Il cammino dei Blues, comunque, resta straordinario: 49 punti in Premier e primo posto (anche se il Liverpool tallona): se continuasse su questa scia, a fine stagione potrebbe chiudere a più di 90 punti. Un risultato da pelle d’oca solo a pensarci.

Una grande stagione che conferma (dopo il miracolo di Ranieri con il suo Leicester) il buon rapporto tra il campionato inglese e i nostri tecnici.

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