Ci sono quei giocatori che potremmo definire predestinati. Perché, quando sono ancora praticamente in fasce, fanno cose che nessun altro fa. E adolescenti si trovano già a indossare maglie pesanti con responsabilità altrettanto ingombranti. Uno di questi è Federico Bernardeschi, classe 1994. Indossa la maglia della Fiorentina  e in amichevole, con una doppietta, ha messo ko i campioni d’Europa del Barcellona. Ma chi è il nuovo Baggio? Scopriamolo in 10 mosse.

CHE PRIMAVERA

Nella stagione 2012-2013, con la maglia della squadra Primavera della Fiorentina, segna 21 gol in 26 partite. La Viola pensa di fargli fare esperienza in prima squadra, ma poi decide di prestare il ragazzo al Crotone. Al cospetto dei grandi non gli pesa per niente il piede: 12 reti e 7 assist in 38 presenze. A cui aggiunge sei presenze e due reti con la Nazionale Under 21.

IL VIZIETTO DEL GOL

Dicono che alcuni attaccanti ce l’abbiano nel sangue il vizietto del gol. Bernardeschi è sicuramente uno di questi. Che sia serie B o serie A, non fa differenza. Montella gli regala otto presenze nella massima serie e lui va in gol all’ultima giornata, fornendo anche un assist. E in Europa League pure lascia la sua firma due volte. A proposito, come un certo Roby Baggio, anche a lui la fortuna ha voltato le spalle: sei mesi di stop per una frattura al malleolo. Da cui, pero, è riuscito a riprendersi. Inchiodando il Barça e facendo sognare i tifosi dopo la partenza di Mario Gomez.

MANCINO DA PAURA

Bernardeschi è un mancino. Il suo ruolo ideale è l’esterno offensivo in un 4-3-3. Da questa posizione, infatti, può accentrarsi e calciare. Nel controllo nello stretto a qualcuno ricorda Giancarlo Antognoni, per come cura il pallone lo paragonano all’argentino Riquelme. Tutti paragoni impegnativi. Ma in questa stagione, infortuni permettendo, dovrebbe finalmente potersi giocare tutte le sue carte. Paulo Sousa sta dimostrando di credere molto nel suo talento.

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LA MAGLIA NUMERO 10

Pesa, eccome se pesa. Bernardeschi indosserà la maglia numero 10 che, a Firenze, è stata proprio di Antognoni e Baggio, oltre a Rui Costa. Contro il Barcellona se l’è messa addosso per la prima volta. E ha letteralmente fatto faville. Lui, che è nella Fiorentina da quando ha nove anni, non è che ha pensato: “Oh mamma, io come i miei beniamini”. Quelli di cui hai il poster in casa o ne hai sentito parlare da papà.

LA MINACCIA JUVE

Come Roberto Baggio, Federico Bernardeschi è stato in procinto di macchiarsi del reato di alto tradimento. L’anno scorso, infatti, si è parlato a lungo di un suo possibile trasferimento alla Juventus e il giocatore ha ricevuto pure qualche insulto. Tutto passato, ha rinnovato infatti con la Fiorentina fino al 2019. Quando si dice: blindare un talento.

L’ABATINO FIORENTINO?

Abbiamo citato tre numeri 10 da leccarsi i baffi: Antognoni, Baggio e Riquelme. Ne manca uno: forse il vero primo regista moderno, Gianni Rivera. Pare che la seconda rete contro il Barcellona, di piatto sinistro e di prima intenzione all’angolino basso del primo palo, abbia scomodato pure l’Abatino milanista. Chiariamo una cosa: almeno che non segua lo stesso percorso di Pirlo, Bernardeschi è esterno offensivo o trequartista, non può giocare davanti alla difesa. Sarebbe sprecato.

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COSÌ SI PARLA

Parlando dopo il rinnovo con la Viola, il ragazzino ha detto: “So che ci saranno tante pressioni, questo numero è stato portato da grandissimi calciatori. Ma è una maglia che dopo 12 anni passati qui mi sento di indossare. Mi darà ulteriori stimoli per fare meglio. Nessuna presunzione, solo orgoglio”. E viene da dire: così si parla, anche a 21 anni. Convinti delle proprie capacità. Altro che giovani bamboccioni.

LA BANDIERA SVENTOLA

“Voglio diventare una bandiera qui. So che non è  facile per come si sviluppa il calcio. Prima voglio conquistare Firenze”. E’ sempre Bernardeschi a parlare. A Firenze si innamorano presto degli idoli. Perdutamente. Federico l’hanno già adottato. Ma diventare una bandiera è un’altra cosa. Saprà resistere, più avanti, alle lusinghe economiche che inevitabilmente gli arriveranno da grandi club, soprattutto se continuerà su questa strada?

ASSAGGIO AZZURRO

Se con l’Under 21 Bernardeschi ha potuto dare meno di quello che avrebbe potuto, prima dei Mondiali in Brasile, il giocatore aveva sfiorato addirittura la Nazionale maggiore. Fu chiamato, infatti, da Cesare Prandelli per lo stage allargato a 42. Lui era l’unico proveniente dalla serie B, ma si era fatto notare. Venne lasciato a casa, forse giustamente, ma respirò l’aria Mundial.

ORA TOCCA A TE

Se stiamo parlando di Federico Bernardeschi oggi, all’inizio di agosto, non è solo per la doppietta contro il Barcellona. Ma perché siamo sicuri che esploderà. Amanti del fantacalcio, fate pure follie per lui. Non ha la testa sbagliata (di Balotelli), ha la sfortuna dei grandi. Segna e fa segnare. Non ha paura delle responsabilità. Paulo Sousa gli darà molto spazio. Ci sono tutti i presupposti per stupire. Federico, ora tocca davvero a te. Il dopo Montella, il dopo bel gioco dipende molto dalle tue prodezze o dai tuoi silenzi (in campo).

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