Leggere dei magiari, per gli addetti ai lavori storici del settore, ha sempre un certo fascino: post-it per i tifosi dell’Ungheria di oggi, però, è d’uopo. Non sfogliate vecchi album calcistici, potreste subire violenti attacchi di nostalgia canaglia. Ferenc Puskas, Nandor Hidegkuti, Gusztav Sebes e “Bamba” Deak sono solo lontani e affascinanti ricordi di un calcio in cui la parola “Sistema” suggeriva soltanto uno schema nel quale si affacciavano i centravanti di manovra e i terzini fluidificanti.

Oggi a guidare la truppa allenata da Bernd Storck è “l’ultimo romantico con il pigiamone”, come il portiere Gabor Kiraly è stato definito: omonimo dell’americano di origini ungheresi passato anche per Ravenna, il 40enne oggi tesserato per l’Haladas è noto per i suoi pantaloni da tuta formato scampagnata ancor più che per le parate distribuite in giro per l’Europa (Herta Berlino, Monaco 1860, Crystal Palace). Li usa di colore grigio, ma una volta erano neri: sua mamma non riuscì a lavarli per tempo, lui cambiò colore e dopo otto vittorie consecutive ha deciso di farne un marchio di fabbrica. Fino a farne il più “anziano” tra i convocati per Euro 2016, in un girone che annovera anche il 38enne portoghese Ricardo Carvalho e il coetaneo islandese Eidur Gudjohnsen.

Ungheria, Ferenk Puskas
Ferenk Puskas, mito ungherese

Sarà lui, Gabor da Szombathely -è nato l’1 aprile, ma quella mise non è uno scherzo- a difendere la porta dell’Ungheria ai prossimi Europei, con al seguito quel suo tutone che lo rende più genuino e chiaramente inconfondibile e che lo ha già fatto diventare l’idolo dei romantici e del web, che lo esaltano a suon di tweet. Il primo messaggio è chiaro: quest’Ungheria non sarà in grado di far impazzire gli esteti del calcio, ma catturerà l’occhio. Come ha fatto per qualche anno la sua stella attuale, l’attaccante del Bursaspor Balázs Dzsudzsák: capitano con quasi 80 presenze all’attivo, esterno d’attacco multiuso, messosi in luce in patria con il Debrecen e esploso nel Psv Eindhoven prima di abbracciare i rubli dell’Anzhi Makhachkala e della Dinamo Mosca, e che ha imboccato una graduale discesa di rendimento che l’ha condotto in Turchia.

Oltre a loro, ecco Zoltan Gera, mezz’ala nota al calcio inglese (una vita tra West Bromwich e Fulham) e oggi guida del blocco del Ferencváros, che rifornisce la rappresentativa magiara con ben 4 elementi. Dietro i tanti veterani, però, crescono anche giovani interessanti, da romanzo picaresco: uno di loro è il 22enne Barnabás Bese, difensore capace di giocare all’occorrenza in attacco, tesserato con il MTK Budapest e a secco di presenze in nazionale ma capace di meritare l’ingresso in lista, o il suo pari età László  Kleinheisler: esordiente nello spareggio con la Norvegia dopo una stagione ai box per dispute contrattuali, ha segnato subito una rete meritando la chiamata del Werder Brema.

Ungheria, Gabor Kiray
Gabor Kiray

A guidare un organico con tanti soldati -altrettanti nomi sconosciuti e difficilmente pronunciabili- e pochi comandanti è Bernd Storck: 53 anni, ex difensore di Bochum e Borussia Dortmund, alcune apparizioni con le nazionali giovanili della Germania Ovest nel curriculum, predilige un calcio pragmatico, con linee corte e lanci lunghi per il riferimento avanzato, Ádám Szalai, pilone dell’Hannover. Dopo le esperienze sulle panchine di Hertha Berlino, Wolfsburg, Partizan Belgrado e Borussia Dortmund e l’escursione kazaka, dove ha guidato l’Almaty, la nazionale under 21 e infine la nazionale maggiore nel vano tentativo di accedere ai Mondiali 2010, ha sostituito Pal Dardai nel luglio del 2015 chiudendo positivamente le qualificazioni agli Europei con la vittoria nello spareggio dei play-off contro la Norvegia. Il suo vice è ben noto all’Italia: si tratta dell’ex campione del mondo tedesco Andreas Moeller.

Ungheria, Balázs Dzsudzsák
Balázs Dzsudzsák, il capitano

Comunque vada, sarà già (stata) una piccola impresa: l’Ungheria parteciperà per la terza volta alla fase finale dei campionati europei. Nelle precedenti occasioni (1964 e 1972) il miglior risultato è stato il terzo posto del 1964. La nazionale dei “rossi” ha guadagnato il pass per Francia 2016 dopo essersi classificata al terzo posto nel girone F delle qualificazioni con 16 punti in 10 partite, frutto di 4 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte, 11 gol fatti e 9 subiti, e aver poi vinto il play-off contro la Norvegia. La lettera “F” è nel destino: nello stesso gruppo gli eredi di terza generazione di Puskas e compagni dovranno vedersela con Portogallo, Austria e Islanda. Che non possa verificarsi, 62 anni dopo, un “Miracolo di Berna” a parti invertite?

Ungheria, il Ct Storck
Il Ct Storck

 

Lista dei convocati

Portieri: Gábor Király (Haladás), Dénes Dibusz (Ferencváros), Péter Gulácsi (Leipzig), Balázs Megyeri (Getafe).

Difensori: Attila Fiola (Puskás Akadémia), Gergő Lovrencsics (Lech Poznań), Barnabás Bese (MTK), Richárd Guzmics (Wisla Kraków), Roland Juhász (Videoton), Gergő Kocsis (Puskás Akadémia), Ádám Lang (Videoton), Ádám Pintér (Ferencváros), Zsolt Korcsmár (Vasas), Tamás Kádár (Lech Poznań), Mihály Korhut (Debrecen).

Centrocampisti: Ákos Elek (Diósgyőri), Zoltán Gera (Ferencváros), Ádám Nagy (Ferencváros), Máté Vida (Vasas), László Kleinheisler (Werder Bremen), Roland Sallai (Puskás Akadémia).

Attaccanti: Balázs Dzsudzsák (Bursaspor), Zoltán Stieber (Nürnberg), Ádám Gyurcsó (Pogoń), Ádám Szalai (Hannover), Krisztián Németh (al-Gharafa), Nemanja Nikolic (Legia Warszawa), Tamás Priskin (Slovan Bratislava), Dániel Böde (Ferencváros), László Lencse (Újpest).

 

Calendario dell’Ungheria ad Euro 2016

1^ giornata
Austria-Ungheria (martedì 14 giugno, ore 18:00) stade Matmut Atlantique, Bordeaux.

2^ giornata
Islanda-Ungheria (sabato 18 giugno, ore 18:00) stade Vélodrome, Marsiglia.

3^ giornata
Ungheria-Portogallo (mercoledì 22 giugno, ore 18:00) Parc Olympique lyonnais, Décines Charpieu-Lione.