Un attaccante del genere i tifosi milanisti lo sognavano da tempo: un giocatore letale vicino alla porta, ma anche capace di partecipare al gioco. E con tecnica. Tre caratteristiche che fanno di Carlos Bacca il nuovo Andriy Shevchenko. Un’eresia? Forse no. Contro il Palermo, infatti, colore della pelle a parte, in molti hanno intravisto le movenze dell’indimenticabile ucraino.

Certo, Sheva arrivò a Milanello a soli 23 anni e il colombiano ne ha 28; il primo diventò famoso soprattutto con il Milan, mentre il secondo ha già alle spalle esperienza e trofei, ma entrambi sono accomunati da tanta corsa e profondità e, of course, senso del gol. Se la difesa rossonera ha infatti fatto acqua anche contro i siciliani, ci ha pensato l’ex Siviglia a togliere le castagne dal fuoco a Sinisa Mihajlovic, applaudito pure – udite udite – da Silvio Berlusconi.

sheva_blog

BACCA, 20 GOL A STAGIONE

Bacca può garantire una ventina di gol a stagione, alla SuperPippo Inzaghi, aggiungendo però la tecnica e il sacrificio per la squadra. Al suo fianco, poi, c’è un altro fromboliere non da poco, quel Luiz Adriano che completa e rende omogenea una coppia-gol che ha cominciato a martellare le difese avversarie. Roba da fare strabuzzare gli occhi ai tifosi che accorrono a San Siro, abituati a mezze figure (vedi Ricardo Oliveira e Fernando Torres), o a gente che ha lasciato davvero pochi segni (come Alessandro Matri e Mattia Destro) o ancora a chi sembrava un crack, ma che poi ha fatto davvero crack (Alexandre Pato su tutti).

E dire che Bacca è sbarcato in rossonero quasi per caso, con il Milan che aveva in pugno quel Jackson Martinez che poi ha scelto l’Atletico Madrid e la Champions League. Così si è deciso di puntare sul bomber che a suon di gol (14 in due edizioni), aveva portato il Siviglia a vincere due volte l’Europa League e su un attaccante che ha la voglia di riportare il Diavolo in Champions. Tutto torna, insomma.

SEGNA E COPRE

Mihajlovic non può rinunciare a lui. Perché? Perché Carlos insegue pure i giocatori avversari, va in copertura, sfruttando la corsa. E poi si fa trovare pronto in area di rigore, come in occasione dell’1-0 ai rosanero. Forse è un po’ presto per dire se Bacca potrà almeno avvicinare nei numeri Sheva, capace di fare 175 reti in 322 partite in rossonero, prima di iniziare il giro che gli ha permesso di chiudere la carriera a casa sua, nella Dinamo Kiev. Le movenze, però, avvicinano il sudamericano all’ucraino, anche se ogni tanto ci mette qualcosa di fine a se stesso, tipo l’ultima rabona che ha fatto infuriare Miha. Del resto, il buon sangue latino-americano non mente…

C’è un qualcosa che comunque ancora manca a Bacca nella carriera da milanista: quel Kakà che ha permesso di far nascere tanti gol sull’asse Brasile – Ucraina dell’epoca. Riuscirà un Balotelli nell’insolito ruolo di possibile trequartista a colmare questo vuoto?

“SÌ, BACCA È COME SHEVA”

In attesa di scoprirlo, l’accostamento tra Shevchenko e Bacca è stato fatto pure da Adriano Galliani: “Il secondo gol di Bacca contro il Palermo mi ha ricordato quello di Sheva nel 2004 contro la Roma. Allora ci giocavamo lo scudetto. Il gesto è stato molto simile anche a quello di Andriy nella finale di Supercoppa europea del 2003 contro il Porto. Ne ho parlato anche con lui al telefono e mi è sembrato abbastanza d’accordo sul paragone”. Quasi un’investitura ufficiale quindi, anche se manca quella più importante, quella di Silvio Berlusconi. Il presidente non ha voluto scomodare icone del passato, ma ha tenuto a precisare che “Mi piace Carlos perché ha uno spiccato senso del gol, oltre a essere molto serio in campo e fuori”.

 

Bacca è soltanto Bacca quindi, o è davvero il nuovo Sheva?

ARTICOLI SIMILI