Il giorno di Capodanno, a sorpresa, la Juventus ha visto sfumare uno dei suoi principali obiettivi di mercato: Axel Witsel ha fatto un clamoroso dietrofront e anziché andare in bianconero, come sembrava da diversi mesi, ha preferito accettare la corte faraonica del Tianjin Quanjian, club cinese allenato da Fabio Cannavaro. Ora la Juve sarà costretta a trovare un nuovo tassello per il suo centrocampo, a prescindere da Tomás Rincón già ufficializzato, ma forse l’addio al belga non è così negativo come sembra.

Axel Witsel allo Zenit nella prima parte di stagione 2016-2017

IL POTERE DEI SOLDI

Le cifre ufficiali dell’ingaggio non sono state rese note, quindi ogni speculazione del momento su quanto guadagnerà Witsel in Cina sono da prendere con le pinze, perché potrebbe essere lontana dalla realtà. Ciò che è appurato è che il giocatore classe 1989, come da lui stesso dichiarato negli scorsi giorni, ha preferito il Tianjin Quanjian alla Juventus solo per una questione economica, avendo ricevuto «un’offerta importante per la famiglia che non potevo rifiutare». Di sicuro ha firmato un contratto (quadriennale) di gran lunga superiore rispetto a quello che gli aveva offerto Beppe Marotta, da tre milioni e mezzo di euro netti a stagione più bonus, che sarebbe stato fatto partire o adesso a gennaio (nel caso in cui lo Zenit avesse accettato un indennizzo) o a luglio a parametro zero.

Il Tianjin Quanjian, che ha battuto anche la concorrenza locale dello Shanghai SIPG (guidato da André Villas-Boas, che con Witsel aveva lavorato allo Zenit), ha sfruttato il fatto che il belga e la Juve non avessero ancora potuto legalmente firmare un accordo trovato in estate e ora lo ricoprirà di soldi, come è stato fatto con tutti gli altri giocatori che hanno scelto la Chinese Super League.

Axel Witsel con il Belgio a EURO 2016

VALORE ESAGERATO

La Juve non poteva certo pareggiare l’offerta cinese, impossibile competere con certe cifre. Witsel adesso guadagnerà quanto mai avrebbe potuto ottenere in Europa, confermando una tradizione della sua carriera: ha sempre seguito chi l’ha ipervalutato. Dal passaggio nel 2011 al Benfica, squadra famosa per comprare un’infinità di giocatori a ogni sessione di mercato, alla prima valutazione esorbitante con i quaranta milioni di euro pagati dallo Zenit per portarlo in Russia, Witsel ha sempre ottenuto più di quanto effettivamente mostrato in campo.

Osservando in maniera approfondita il rendimento del belga si nota come non abbia mai avuto numeri da migliore del ruolo, limitandosi ad alcune sporadiche prestazioni di alto livello, spesso in circostanze di ampia visibilità dove il suo nome ha brillato oltre misura, dalla fase a gironi di Champions League al gol contro l’Irlanda nella seconda giornata degli scorsi Europei.

Che sia fortuna o un’incredibile capacità di scegliere i momenti in cui emergere non si può sapere, ma Witsel ha fatto fruttare al massimo i non tanti picchi di una carriera dove invece più volte non è stato un fattore, rinunciando anche a misurarsi con i migliori campionati d’Europa. Un giocatore sopravvalutato e molto mediatico dunque, che perciò nella Juventus attuale forse non avrebbe inciso. E allora, a questo punto, meglio uno meno noto ma più forte.

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