Negli scorsi giorni Pierluigi Collina, responsabile arbitrale dell’UEFA, ha comunicato le novità regolamentari che saranno applicate a partire dai prossimi Europei di giugno. Oltre alla modifica sulla tripla sanzione, che in caso di rigore per chiara occasione da gol negata tentando di giocare il pallone punirà l’infrazione solo con un cartellino giallo, mentre l’espulsione rimarrà nel caso in cui non si cerchi di prendere la palla, l’ex fischietto italiano ha confermato che in Francia sarà presente la goal-line technology, già sperimentata con successo in alcuni campionati come Premier League e Serie A e che finalmente anche agli Europei toglierà i dubbi sui casi di gol fantasma, andati in scena anche nell’edizione del 2012. Dopo tanti anni sembra che i vertici del calcio mondiale abbiano compreso la necessità di inserire un aiuto tecnologico nelle decisioni più critiche, il primo passo verso un miglioramento del gioco che passa anche dalla diminuzione degli errori arbitrali.

Il gol ingiustamente annullato a Maxi López nell'ultimo derby Torino-Juventus.

UNA VALANGA DI ERRORI

L’attuale campionato di Serie A non può certo definirsi “falsato” per gli errori arbitrali a favore di una squadra o a sfavore di un’altra: semplicemente quest’anno arbitri e guardalinee italiani hanno sbagliato tantissimo sia nelle partite di cartello sia in quelle di scarso interesse. Il turno infrasettimanale appena andato in archivio ha visto una serie di orrori da parte di Gianpaolo Calvarese in Roma-Torino, con due rigori richiesti dai giallorossi per tocchi con il braccio di Gastón Silva e Kamil Glik (evidente soprattutto quello del polacco, inspiegabilmente ignorato) sullo 0-1 e di uno assegnato allo scadere e decisivo per il 3-2 per inesistente mano di Maksimović che aveva respinto un cross di Perotti col fianco. Di esempi ce ne sono tanti, questi sono solamente gli ultimi in ordine di tempo, ma ciò che conta è far notare come la classe arbitrale italiana si sia dimostrata inadeguata, con gli addizionali spesso autori di errori ancor più gravi, e l’inizio della sperimentazione del Video Assistant Referee, che dalla prossima stagione sarà testato nel massimo campionato italiano, non può che essere ben accolto.

Moviola in campo.

ARRIVA LA “MOVIOLA IN CAMPO”

A inizio anno l’IFAB ha approvato l’introduzione della tecnologia nel calcio, consentendo di avere un supporto televisivo per affiancare gli arbitri su alcune decisioni chiave, fermo restando che saranno i direttori di gara ad avere sempre la parola finale su ogni valutazione. La FIGC è stata scelta per sperimentare questo sistema e nella prossima stagione saranno effettuati dei test, senza applicazione reale durante le partite, per capire se il VAR potrà essere inserito in pianta stabile nei vari campionati. La moviola potrà intervenire nei casi di gol contestati, calci di rigore, espulsioni o scambi di persona nell’attribuzione di un cartellino, ma non su situazioni non decisive (per esempio semplici falli) e mantenendo la centralità del primo arbitro. I prossimi mesi saranno importanti perché si stabilirà uno standard di applicazione e a questo punto bisognerà solo attendere per vedere l’ingresso in campo definitivo. Dopo la goal-line technology anche le altre casistiche di gioco avranno finalmente un aiuto.

L'espulsione di Jamie Vardy in Leicester City-West HamBasta pensare a una qualsiasi settimana recente di calcio mondiale che subito spuntano fuori degli evidenti errori arbitrali, facilmente riscontrabili dalle immagini televisive: l’espulsione esagerata di Jamie Vardy in Leicester City-West Ham, il fuorigioco inesistente di Álvaro Morata in Bayern Monaco-Juventus, il rigore non dato da Nicola Rizzoli in Atlético Madrid-Barcellona o i già citati episodi di Roma-Torino. Molti altri sport usano da tempo il video per aiutare gli arbitri, tanto che nel 2005 la finale del campionato italiano di basket è stata decisa convalidando un canestro realizzato allo scadere solo dopo aver riguardato il cronometro alla moviola. È tempo che anche il calcio si adegui: il Video Assistant Referee sembra la soluzione idonea per ridurre le polemiche.