Anche la giornata di Serie A andata in archivio ieri sera con Fiorentina-Torino ha lasciato in eredità una serie infinita di polemiche arbitrali. Errori frequenti, ripetuti, spesso inspiegabili: ormai è un’abitudine, tanto che i weekend senza grosse situazioni da moviola vengono evidenziati facendo notare come si tratti di un fatto inconsueto. La VAR (Video Assistant Referee) sarà operativa dalla prossima stagione, fin qui sono stati effettuati dei test sul campo solo in occasione di gare amichevoli o del Mondiale per Club FIFA dello scorso dicembre, ma la netta impressione è che un aiuto tecnologico, come quello positivo ottenuto con la goal-line technology, non sia più rimandabile anche per il bene degli stessi arbitri.

Rigore Lazio-Udinese

TUTTI PENALIZZATI, NESSUNO ESCLUSO

Gli errori che si sono visti sui campi da gioco di Serie A nelle ultime settimane sono tantissimi e spesso diversi. Il gol annullato a Víctor Ibarbo in Sampdoria-Cagliari per un fuorigioco che non poteva mai essere ritenuto attivo, le infinite polemiche di Juventus-Inter dello scorso 5 febbraio, il rigore non dato lunedì sera alla Fiorentina per un chiaro intervento di Emiliano Moretti su Nikola Kalinić, quelli non dati a Inter e Sassuolo domenica per falli praticamente uguali e vistosi, quelli invece dati alla Lazio (contro l’Udinese, sempre tre giorni fa) e alla Sampdoria (contro il Bologna il 12 febbraio) per presunti falli di mano: grandi o piccole non fa differenza, il mese di febbraio è stato caratterizzato da svarioni su tutti i campi.

La partita con il maggior numero di situazioni contestate è stata Sassuolo-Milan, dove l’arbitro Gianpaolo Calvarese è incappato in un pomeriggio da dimenticare: l’irregolarità di Carlos Bacca sulla battuta del rigore, che doveva portare a un calcio di punizione indiretto per i neroverdi, è una svista incredibile, inaccettabile a certi livelli, ma è solo la più grave di tante altre decisioni sbagliate, come il già citato rigore di Gabriel Paletta su Matteo Politano.

Juventus-Inter Orsato Rizzoli

UNA CATEGORIA INADEGUATA

Gli esempi mostrati nel paragrafo precedente mostrano come siano coinvolte quasi tutte le squadre e sia sbagliato parlare di un “disegno” per favorire qualcuno in particolare. Ipotizzare complotti è una follia: semplicemente gli arbitri italiani sono scarsi, preparati male e difesi a oltranza, senza nemmeno la possibilità di spiegare la loro versione dei fatti perché, pur avendo annunciato le interviste a fine partita all’inizio della stagione, l’AIA ha poi fatto marcia indietro e l’unico che ha parlato è stato Nicola Rizzoli al programma “Le Iene”, non certo una trasmissione calcistica.

Non c’è ricambio, da quando è stato deciso di dividere le categorie fra Serie A e Serie B, non c’è ammissione di responsabilità (i vertici arbitrali continuano a definire i loro fischietti i migliori al mondo…) e non c’è nemmeno apertura al dialogo, perché spesso i direttori di gara passano 90′ a fare gli sceriffi, inflessibili e fiscali su certe giocate (come i “falli di confusione” tipici italiani) salvo poi sorvolare su altre palesi. Qui bisogna migliorare molto a prescindere dalla tecnologia.

Fabbri in Sampdoria-Bologna

L’ingresso della VAR nel calcio italiano non potrà che portare benefici. Intanto eliminerà per sempre gli addizionali (“spostati” all’esterno per verificare gli episodi via monitor), quasi sempre fonte di confusione extra anziché risoluzione di problemi; poi non toglierà importanza all’arbitro, perché si potrà utilizzare solo su quattro casistiche (errori chiari su irregolarità precedenti a una rete realizzata, calci di rigore concessi o non concessi, espulsioni dirette decise o omesse, scambi di persona su cartellini) limitando le chiamate a fatti decisivi, senza interrompere il gioco a ogni minima contestazione.

Un arbitro può sbagliare e valutare male un episodio, questo sì, ma nel 2017 è impensabile che si continui a far finta di niente su situazioni che in pochi secondi via TV vengono valutate correttamente da tutti tranne che dalla persona deputata a farlo. Le precedenti innovazioni (goal-line technology e spray per le punizioni) hanno risolto molto, l’aiuto tecnologico non azzererà le polemiche (ci saranno sempre) ma almeno eviterà di gestire male i casi più delicati e decisivi.

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