Ci piace credere che l’aver portato il Bayern Monaco alla conquista del titolo di Campione di Germania per la 27esima volta nella storia del club, abbia messo definitivamente a tacere tutti quelli che nutrivano ancora dubbi sulle grandi capacità di un allenatore del livello e della caratura di Carlo Ancelotti. Il tecnico emiliano, fresco di trionfo in Baviera, ha aggiunto un altro trofeo alla sua già impressionante bacheca. Col successo in terra tedesca, Carletto non solo ha vinto nei cinque principali campionati europei, ma è diventato l’allenatore più vincente del vecchio continente, potendo vantare ben 18 trofei.

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Valido regista di centrocampo, la sua stella da predestinato iniziò a brillare già da calciatore. Dopo gli esordi col Parma e l’ottima parentesi a Roma, sponda giallorossa, Ancelotti diventa pedina importantissima nel Milan di Arrigo Sacchi, mentore grazie al quale vincerà tutto quello che è possibile vincere.

Dopo aver appeso le scarpette al chiodo, nel 1992 inizia la sua carriera d’allenatore. Il battesimo avviene proprio come secondo di mister Sacchi, che all’epoca era il ct della Nazionale; poi arrivano le esperienze da allenatore di Reggiana prima e Parma poi. Dopo le brillanti prove in terra emiliana, ecco la chiamata della Juventus, che allena per più di due anni. Nonostante i 144 punti conquistati nei due campionati in cui è alla guida dei bianconeri, non riesce a vincere lo scudetto. Silurato dalla dirigenza torinese, il 5 novembre del 2001 gli viene chiesto di subentrare a Fatih Terim sulla panchina del Milan. Dopo aver chiuso quella stagione al quarto posto, l’anno successivo è già apoteosi. Il Milan infatti vince la Coppa Italia contro la Roma, ma soprattutto la sua sesta Champions League proprio contro la Juventus, il 28 maggio 2003. Sono 8 in totale i trofei alzati come allenatore del Milan, tra cui una seconda Champions League nel 2007 contro il Liverpool.

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Finita l’esperienza meneghina, Carlo Ancelotti decide di cambiare paese e stile di vita accettando la chiamata di Roman Abramovich, che lo vuole alla guida del suo Chelsea. Nel maggio del 2010 è il primo tecnico italiano a laurearsi campione d’Inghilterra. Coi Blues vince anche una FA Cup e il Community Shield. Dopo sei mesi senza panchina viene ingaggiato dal Paris Saint Germain, con il quale vince la Ligue 1 alla seconda stagione, dopo una prima avara di gioie. È il terzo titolo nazionale per il club parigino che arriva a 19 anni di distanza dall’ultimo.

Il 16 aprile del 2014 Ancelotti mette in bacheca il suo primo trofeo anche da allenatore del Real Madrid battendo 2-1, in finale di Coppa del Re, gli storici rivali del Barcellona; ma è ancora una volta in Europa che Carlo raccoglie i suoi successi più importanti e decisivi. Dopo 13 anni di frustrazioni ed ossessioni, il Real Madrid vince la agognatissima “Décima”, contro i cugini dell’Atletico. Seguono a ruota la vittoria della Supercoppa Europea e del Mondiale per Club.

Milan Campione d'Europa 2002-2003

Carlo Ancelotti ha vinto e convinto su tutte le panchine su cui si è seduto, facendo esprimere un calcio organizzato e tecnico alle sue squadre, e da tutti i suoi giocatori è ricordato sempre in maniera positiva. La figura del leader e dell’amico gentile convivono nella sua persona, rappresentando il suo asso nella manica in una carriera lunga e costellata di soddisfazioni. Chi ha ancora qualche dubbio, che si ricreda, perché questi numeri parlano da soli: è Carletto il re d’Europa.

 

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