La sosta dei campionati è per i club l’occasione per affrontare un momento di riflessione, analisi, recupero degli infortunati e, perché no?, adeguamenti in corsa volti a rimediare agli errori fatti ad inizio stagione. Errori che, il più delle volte, sono di scelta dell’allenatore e si traducono in esoneri e cambi di panchina.

Chelsea Manager Jose Mourinho looks dejected during the Barclays Premier League match between Chelse

Dopo appena due mesi della nuova stagione sono tanti in Europa i tecnici già in bilico. Il più ricco tra loro abita a Londra e risponde al nome di José Mourinho. Lo Special One, alla terza stagione di fila al Chelsea (la settima considerando anche la sua prima esperienza sulla panchina dei Blues), ha messo insieme lo straccio di 8 punti in altrettante gare, è ai margini della zona retrocessione e ha già fatto sapere di non avere nessuna intenzione di dimettersi. Abramovic, per il momento, ha preso tempo: il portoghese ha un contratto blindato e l’imprenditore russo ha ancora negli occhi la liquidazione versatagli in occasione del primo esonero, datato 2007-2008.

Restando in Premier League, è stato Brendan Rodgers del Liverpool ad aver dovuto già svuotare l’armadietto di Anfield, sollevato dall’incarico dopo l’1-1 nel derby con l’Everton di domenica scorsa. Al suo posto si scalda l’ex Borussia Dortmund Jurgen Klopp, ma contatti sono stati avviati anche con Carlo Ancelotti, pronto a ritornare in sella dopo l’addio al Real Madrid. Si mormora anche di qualche chance per gli altri italiani Roberto Di Matteo e Walter Mazzarri, quest’ultimo accostato il mese scorso accostato ad un Marsiglia che aveva pensato anche a lui per sostituire Bielsa (poi la scelta è ricaduta su Michel).

zeman

Proseguendo il giro in Europa, in Spagna è Emery ad aver cominciato male con il suo Siviglia (8 punti in sette incontri), ma le due Europa League vinte di fila rappresentano bonus importanti per fargli ottenere diverse prove d’appello. Sembra più stabile la situazione delle panchine in Germania, nonostante le situazioni del Borussia Moenchengladbach e soprattuto del Wolfsburg, che non se la passa meglio della casa madre Volkswagen; in Svizzera, invece, è Zeman che potrebbe chiudere anzitempo la sua avventura, vista l’ultima posizione in classifica del suo Lugano, incapace di reagire ad una stagione storta.

miha

Quanto alle situazioni di casa nostra, le quotazioni degli allenatori continuano a salire e scendere in maniera schizofrenica. Il più in difficoltà è il milanista Mihajlovic, reduce da 4 KO in stagione su sette gare giocate, le ultime 2 subite consecutivamente. Il serbo per il momento resta in sella, sia perché i rossoneri hanno ancora altri due allenatori a libro paga (Inzaghi e Seedorf), sia perché la squadra non ha dato segnali di scarso seguito, semmai di un livello qualitativo non eccelso. Al contrario, non sono mai stati realmente in discussione lo juventino Allegri e il romanista Garcia che, pure attraverso percorsi accidentati, sono riusciti a rinsaldare le rispettive posizioni.

Saltato Castori del Carpi, sostituito da un Sannino subito vittorioso contro il Torino, al momento non sembra poter fare la stessa fine il palermitano Iachini che, nonostante i quattro KO di fila, è stato confermato a sorpresa da Zamparini (“È un periodo no e peggioreremmo le cose con un cambio di allenatore. Come l’anno scorso, dobbiamo ripartire“, ha detto il presidente rosanero). Allo stesso modo, infine, hanno incassato la fiducia, ma restano abbondantemente sotto esame il bolognese Rossi, il friulano Colantuono e il veronese Mandorlini: per loro sosta decisiva per ritornare in sella e rimettere fieno in cascina.

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