Dal calcio al tennis, al ciclismo. Nei suoi film, Paolo Villaggio ha portato spesso e volentieri lo sport. Del resto, parlando dell’Italia che cambiava nei decenni, non avrebbe potuto evitarlo. Soprattutto il calcio in un Paese dove, quando gioca la Nazionale, siamo tutti commissari tecnici.

E proprio all’Italia è dedicata una delle migliori battute del ragionier Fantozzi. “Scusi, chi ha fatto palo?”. Il dipendente più martoriato d’Italia costretto, suo malgrado, ad andare a vedere ‘La corazzata Potemkin’, in cecoslovacco, ma con sottotitoli in tedesco, per volere del capo, si perde una delle sfide storiche tra gli Azzurri e l’Inghilterra.

Indimenticabile la scena della radiolina all’orecchio per ascoltare la cronaca di Nando Martellini. Centinaia di occasioni da gol al minuto. “La palla è ora a Tardelli, scatto di Tardelli, a Savoldi, tiro, nuca di McKinley, tibia di Savoldi, naso di Antognoni. Nuca del portiere inglese, naso di McKinley, tibia di Benetti, nuca, naso, a Pulici. Tiro pauroso. Palo! Palo! Ma i nostri ripartono ancora una volta, si avvicinano all’area di rigore inglese, arrembaggio degli azzurri. Salto di Antognoni che quasi si arrampica sulla schiena di McKinley. Colpito da McKinley! Regola del vantaggio, schienata paurosa del portiere inglese”.

E poi anche lui, il ragioniere, ferma la macchina, si arrampica a una finestra del primo piano, dove si sta guardando il match. Per chiedere: “Scusi, chi ha fatto palo?”. Naturalmente, la risposta è un pugno ben assestato. Fatto sta che il racconto di quella partita diventa mitico: si dice che l’Italia abbia vinto 21-0, in gol anche Zoff. Una partita che Ugo Fantozzi avrebbe dovuto vedere a casa, prima della telefonata del collega per andare obbligatoriamente al cinema. “Frittatona di cipolle, familiare di birra gelata, tifo indiavolato e rutto libero”. Un rito, che è entrato un po’ nell’immaginario di tutti gli italiani.

Altra scena cult è la partita a tennis contro il ragioner Filini, assolutamente cecato. Nella nebbia, tra l’altro. “Allora ragioniere, che fa? Batti?”. “Ma…mi dà del tu?”. “No, no! Dicevo: batti lei?”. “Ah, congiuntivo!”. “Sì”. Citata a memoria dai ragazzi e dalle ragazze che sono cresciuti a pane e Fantozzi.

Come non ricordare, poi, la Coppa Cobram di ciclismo in ‘Fantozzi contro tutti‘? Una coppa così intitolata perché il capo, fanatico delle corse, aveva proprio questo cognome. Tutti i dipendenti costretti a duri allenamenti in sella alla bicicletta per poi partecipare alla corsa ciclistica in onore del capo. Un uomo che interroga anche i dipendenti sulla Milano-Sanremo del 1931 e su cosa sia la punzonatura. E il ragioner Ugo che parte, in sella, alla bersagliera. E potete immaginare cosa gli succederà.

Ma ci sono anche gli sci: “Io sono stato azzurro di sci. Io sono stato nella Nazionale di sci”. E ancora, l’annuale sfida calcistica tra scapoli e ammogliati. Con tanto di autorete. O di campo impraticabile per la solita nuvoletta che scarica acqua ghiacciata sui partecipanti all’incontro.

Ma Paolo Villaggio nella vita di tutti i giorni, lontano dal personaggio cinematografico, era uno sportivo? Diciamo che era un tifoso, come la maggior parte degli italiani. Un tifoso della Sampdoria: “Sampdoriano dalla nascita: in pratica siamo nati insieme”. Una passione raccontata minuto per minuto, quel 19 maggio del 1991, data indimenticabile per il tifo blucerchiato. La Samp batte 3-0 il Lecce a Marassi e conquista il suo primo scudetto. A intervistare Paolo Villaggio, in quell’occasione, Gianni Minà. Prima la tensione, poi la commozione, infine il ballo sfrenato con gli altri appassionati della squadra genovese.

Ecco perché, subito dopo la notizia della morte dell’attore, a 84 anni, sui social network sono stati tanti i ricordi e le foto di calciatori, presidenti e sportivi. Da Roberto Mancini e Gianluca Vialli, i gemelli di quello scudetto del 1991, fino al presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero. Pure il Genoa ha partecipato al cordoglio. Il Milan ha voluto ricordare la mitica partita Scapoli contro Ammogliati: “Due autogol: prima di destro, poi di testa. La doppietta da cinema del Rag. Fantozzi per il Milan”. Tutto il mondo del calcio ha pianto la scomparsa di Paolo Villaggio. Il presidente Massimo Ferrero ha scritto: “Arte, emozioni, ricordi, amicizia, risate, lavoro: queste sono le cose importanti della vita. Ciao Paolo”. Ci sono stati pensieri pure da parte di Claudio Marchisio e Alessio Romagnoli.

Paolo Villaggio, alias Ugo Fantozzi, anche quando ha portato lo sport sul grande schermo, è riuscito comunque a non ridicolizzarlo. Ma a renderlo, se vogliamo, epico. Proprio come il personaggio. Perché, in fondo, dentro ognuno di noi c’è un po’ del ragioner Fantozzi e della sua sfiga pazzesca.