Non ci caschi, Nainggolan. Non caschi nell’utilizzo “leggero” dei social network: non lo faccia, anche se ha solo 29 anni e come tanti ragazzi vorrebbe vivere queste finestre sul mondo che la tecnologia offre come oblò, nei quali ci si offre in pasto a milioni di tifosi e di addetti ai lavori.

Appello a Radja, professione centrocampista, oggi alla Roma. Perché la sensazione è che a questo calciatore con media-gol da seconda punta e grinta da mediano, nato ad Anversa da madre belga e padre di origine indonesiana, per diventare uno dei tre più forti centrocampisti d’Europa manchi davvero l’ultimo step: quello riferito alla dimensione privata della vita di un atleta, o meglio di una piccola azienda. Perché oggi i calciatori questo rappresentano.

Radja Nainggolan

Numeri romani

Per la Roma non è in vendita, per virtù e per necessità. Da una rosa che ha perso già Salah, Paredes e Rudiger, sarebbe complicato veder partire anche il numero 4: per il gioco di Eusebio Di Francesco, per l’immagine internazionale del club e per il contributo che Nainggolan offre in campo. I numeri accumulati nella parte giallorossa della Capitale dal momento dell’arrivo, datato gennaio 2014, sono importanti: 161 partite, 27 reti, 23 assist e un contributo incessante al ritmo della Roma, di Garcia prima e Spallettiana poi. Ad oggi, però, la parola “incedibile” nel calcio rappresenta un cappello, che in caso di cifre da capogiro può rapidamente scomparire: soprattutto se si parla di un calciatore nel pieno della maturità calcistica, che difficilmente diventerà più decisivo di così e al tempo stesso raramente varrà più di oggi: 40 milioni di euro, stando alla quotazione riportata da Transfermarkt, portale di riferimento su scala internazionale, ma anche 50 per i suoi estimatori, Chelsea e Manchester United in primis fuori dai confini italiani.

Radja Nainggolan

E ombre milanesi

Dalla Capitale alla Capitale della moda, che aspira a tornare punto di riferimento nel calcio europeo, il passo in sede di calciomercato è breve. Non è un mistero che sulle orme di Nainggolan ci siano l’Inter e Luciano Spalletti, l’allenatore con il quale il centrocampista è esploso. A Mykonos e Ibiza, dove Radja ha consumato le sue vacanze, l’eco dell’interesse nerazzurro è arrivato con forza: tra i silenzi davanti a microfoni e telecamere, sono stati come spesso accaduto i social a rivelare il pensiero del Ninja. Prima una replica piccata a un tifoso sul rinnovo del contratto (“Sto ancora aspettando”), poi il giocoso scambio di saluti con Rudiger che ha coinvolto anche Strootman e Salah. L’olandese saluta il tedesco, mentre l’egiziano insinua il dubbio: sembra una barzelletta, ma nell’universo di Instagram i tifosi romanisti non hanno certo riso.

Strootman saluti Nainggolan

“Spero sarà l’ultimo saluto di questa estate” è stata la frase di Strootman, commentata dal compagno di squadra Nainggolan con il sorriso e un “I don’t know” che ha generato più di una preoccupazione tra i tifosi giallorossi. Dall’ansia alla rabbia il passo è stato breve quando è apparso il commento di Salah, appena passato al Liverpool. Un siparietto che non è piaciuto alla Roma, tanto da portare alla cancellazione del post da parte del centrocampista olandese.

Radja Nainggolan e Kevin Strootman

Ora tocca a Radja

Un’ingenuità, nulla di più. La questione è superare il concetto di piazza e comprendere quello di arena: ciò che oggi i social rappresentano. Scherzare come tra vecchi, anonimi amici è difficile se rappresenti un riferimento per milioni di tifosi, che vogliono essere informati sulla tua quotidianità step by step. Non è la prima volta che Nainggolan scivola in questo vortice: ricordarsi quelle parole rilasciate all’uscita da un locale di Roma alla vigilia dei due derby di Coppa contro la Lazio, e quel famoso “fidate” ritortosi contro alla prova del campo, o i litigi su Twitter e Instagram con i tifosi di altre squadre, Juventus in primis. Eccessi figli di genuinità e grinta, quelli che Radja comunica in campo. Sovrabbondante, come quando veste la maglia numero 4 e raramente riesce a limitarsi per generosità.

Radja Nainggolan dopo un gol

Rinnovo (e fascia?)

Al netto di silenzi, sorrisi amari e battute social, non è escluso che Nainggolan a breve racconti la sua verità. Quella con la quale dovrà fare i conti anche il neo-direttore sportivo giallorosso Monchi, noto come l’uomo delle plusvalenze.  A Siviglia ne ha collezionato a iosa, da Dani Alves a Sergio Ramos fino a Kondogbia e Bacca. Il ds ha più volte sottolineato che il vero problema “non è vendere, ma comprare male”: una certezza che alimenta il senso di precarietà generale che i calciatori vivono nel calcio moderno. Oggi ci sono, domani potrebbero essere altrove.

Il belga intanto attende alla finestra, dove i panni e le righe del rinnovo del contratto, oggi in scadenza nel 2020, attendono di essere srotolati da…13 mesi: tanto è passato dalla promessa giallorossa all’epoca delle sirene della Premier League, con ingaggi vicini ai 7 milioni di euro. Oggi il Ninja ne guadagna 3,2 e da promessa potrebbe vedere il suo salario salire a 4 milioni, con bonus che gli permetterebbero di arrivare a 5. Uno stallo non gradito al calciatore, che è lì che aspetta. Una firma e, magari, una fascia da capitano. Quella che nel dopo-Totti e con un De Rossi arrivato a 34 anni, attende un nuovo leader.