Il tempo nel calcio ceco si è fermato a quella calda notte di mezza estate nel tempio del soccer, la cattedrale di Wembley, Londra. 30 giugno 1996, minuto 5 del primo tempo supplementare: Repubblica Ceca e Germania sono ferme sull’1-1 dopo una partita brutta, spigolosa, a tratti sonnolenta. Patrik Berger, capelluta mezz’ala che ricorderete con la maglia del Liverpool, aveva colpito dal dischetto Koepke in avvio di ripresa, ma una vecchia conoscenza del nostro calcio, Olivier Bierhoff, aveva mutato i piani di Nedved e compagni pareggiando i conti su assist di Ziege (alzi la mano chi lo ricorda giovane meteora con la maglia del Milan in A). In avvio di extra-time, altro tap-in vincente, primo Golden Goal della storia degli Europei e trofeo ai tedeschi di Berti Vogts.

Una formazione della Repubblica Ceca nei Mondiali 2006

Da 20 anni a questa parte, così, il calcio della giovane nazionale nata nel 1993, passando per una primavera a dir poco “calda” e da una rivoluzione di velluto politica molto prima che tecnica, ha di fatto ristagnato in un’aurea mediocrità, con punte di splendore rappresentate dall’arrivo nella Top 4 del calcio continentale in Euro 2004. Ha partorito calciatori “bionici” come Nedved, ali ferali come Karel Poborsky, giganti di porcellana come Jan Koller e talenti cristallini come Thomas Rosicky, senza mai trovare identità tra nazionale e…nazionali, intesi come i suoi rappresentanti. Un’accozzaglia di piedi buoni, spesso fondamentali per i loro club, ma mai capaci di creare più subbuglio o cortei nella Piazza dell’Orologio di Praga, come avvenuto per le notti inglesi di fine secondo millennio. Le apparizioni del Kosice in Champions League, i buoni cammini dello Sparta Praga e dello Slavia Praga nelle “ei furono” Coppa Uefa e Coppa delle Coppe rappresentano i topolini partoriti dalle montagne boeme.

Petr Cech, simbolo tra i pali
Petr Cech, simbolo tra i pali

La storia, alla vigilia della trasferta francese, non sembra destinata a mutare: un atto di forza va però riconosciuto al gruppo guidato da Pavel Vrba, discreto ex difensore centrale, capace di guidare in panchina prima lo Žilina al titolo slovacco nel 2007 e poi di dar vita al miracolo Viktoria Plzen, trasformandolo da provinciale a club leader del calcio ceco con due titoli nazionali, due accessi alla fase a gironi di Champions e una coppa nazionale. Dal novembre 2013, quando ha rilevato Karel Brückner, ha fornito un’impronta offensiva a una squadra priva di stelle, eccezion fatta per il monumento che domina i pali, Petr Čech, ultimo superstite della generazione d’oro del calcio ceco dello scorso decennio, che aveva portato la Nazionale a ben figurare al Mondiale 2006 e a spingersi fino alle semifinali di Euro 2004. Nonostante un livello complessivo medio-basso, la sua Repubblica Ceca ha ottenuto il primato nel girone di qualificazione e il pass per Euro 2016 con due turni di anticipo.

Pavel Vrba, il Ct
Pavel Vrba, il Ct

28 sono stati i preconvocati che Vrba ha valutato per il suo 4-2-3-1, solitamente disposto con Vydra, Lafata e Suaral alle spalle di Necid, attaccante del Busaspor. Rispetto alla distinta iniziale, il commissario tecnico ha lasciato a cas il difensore dello Sparta Praga Ondrej Zahustel, i centrocampisti Lukas Marecek e Jan Kovarik rispettivamente di Sparta Praga e Viktoria Plzen e gli attaccanti Matej Vydra del Reading e Patrik Schick di proprietà dello Sparta Praga ma in prestito al Bohemians 1905. Sarebbe stato un esordiente in nazionale maggiore, avrà tempo per rifarsi. Gli fà da contraltare in organico l’esperienza di Rosicky, al passo d’addio con l’Arsenal dopo un decennio e nuovamente centro del mondo rossoblù a 35 anni suonati: i suoi passi sono stati indossati con efficacia dall’eclettico Dočkal, ma la tecnica del “genio” può risultare ancora determinante, se supportata dalla gamba di una mediana folta. I cechi, inseriti nel gruppo D insieme a Spagna, Croazia e Turchia, partono da outsider. Ma in una nazione che fino agli anni ’90 non esisteva, il futuro non può far paura, per quanto in salita.

Thomas Rosicky, un recupero importante
Thomas Rosicky, un recupero importante
Lista provvisoria dei convocati

Portieri: Petr Cech (Arsenal), Tomas Koubek (Slovan Liberec), Tomas Vaclik (Basilea)

Difensori: Theodor Gebre Selassie (Werder Brema), Pavel Kaderabek (Hoffenheim), Michal Kadlec (Fenerbahce), Marek Suchy (Basilea), Tomas Sivok (Bursaspor), David Limbersky (Viktoria Plzen), Daniel Pudil (Sheffield Wednesday), Pavel Hubnik (Viktoria Plzen), Ondrej Zahustel (Sparta Praga)

Centrocampisti: Tomas Rosicky (Arsenal), Vladmir Darida (Herta Berlino), Borek Dockal (Sparta Praga), David Pavelka (Kasimpasa), Jaroslav Plasil (Bordeaux), Jiri Skalak (Brighton), Josef Sural (Sparta Praga), Daniel Kolar (Viktoria Plzen), Ladislav Krejci (Sparta Praga), Lukas Marecek (Sparta Praga), Jan Kovarik (Viktoria Plzen)

Attaccanti: David Lafata (Sparta Praga), Tomas Necid (Bursaspor), Milan Skoda (Slavia Praga), Matej Vydra (Reading), Patrik Schick (Sparta Praga)

 

Calendario della Repubblica Ceca ad Euro 2016

1^ giornata
Spagna-Rep. Ceca (lunedì 13 giugno, ore 15) Stadium de Toulouse di Tolosa

2^ giornata
Rep. Ceca-Croazia (venerdì 17 giugno, ore 18) Stade Geoffroy Guichard di Saint Etienne

3^ giornata
Rep. Ceca-Turchia (martedì 21 giugno, ore 21) Stade Felix Bollaert di Lens

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