Il calo di inizio mese del Barcellona ha riaperto una Liga che a fine marzo sembrava chiusa a tripla mandata. Con tre sconfitte di fila il Barça ha sperperato un vantaggio all’apparenza incolmabile di nove punti sull’Atlético Madrid e dieci sul Real Madrid, facendosi riprendere dai colchoneros e seguire a una sola lunghezza di distanza dai blancos. Le due larghissime vittorie dell’ultima settimana, 0-8 al Deportivo La Coruña e 6-0 allo Sporting Gijón, hanno rinvigorito Lionel Messi e soci, che hanno ancora il destino nelle proprie mani (in caso di arrivo a pari punti contano gli scontri diretti, favorevoli in entrambi i casi ai catalani) ma hanno reso incerto un finale di stagione che adesso terrà col fiato sospeso fino all’ultima giornata del 15 maggio. Non ci sarà un finale da film come due anni fa, con lo spareggio finale fra Barcellona e Atlético Madrid, ma anche senza scontri diretti il calendario nasconde ancora qualche insidia ed è per questo che le tre contendenti hanno tutte ancora delle possibilità reali di vincere il campionato. Ecco come.

 

LA RISCOSSA DEL BARCELLONA

Quattordici gol fatti, zero subiti e due poker consecutivi di Luis Suárez: il Barcellona si è ripreso demolendo gli ultimi due avversari e mettendo a tacere le critiche. Il vantaggio negli scontri diretti mantiene i blaugrana davanti all’Atlético (2-1 all’andata e al ritorno) e l’eliminazione dalla Champions League potrebbe avere un risvolto positivo almeno per questo weekend, dove tutte le energie potranno essere destinate alla sfida col Betis Siviglia mentre le altre due sfidanti dovranno pensare al ritorno delle semifinali. Superata la trasferta andalusa (domenica ore 20.30) arriva il derby contro l’Espanyol al Camp Nou (0-0 all’andata), e tornano in mente vecchi ricordi: nel 2007 fu proprio questa partita, sempre alla penultima giornata, a costare il titolo alla squadra all’epoca allenata da Frank Rijkaard, stoppata sul 2-2 al 90′ da un gol di Raúl Tamudo mentre a Saragozza il Real Madrid pareggiava in contemporanea con Ruud van Nistelrooy e operava l’aggancio in classifica. Chiusura in casa del Granada, con la squadra di Pozzo a oggi quartultima ma comunque in piena lotta per non retrocedere.

Lionel Messi, Neymar e Luis Suárez festeggiano uno dei tanti gol del Barcellona nella stagione 2015-2016.

LE SPERANZE DELL’ ATLÉTICO MADRID

Due anni fa, quando vinse il titolo al Camp Nou, l’Atlético Madrid arrivò all’ultima giornata ancora in testa alla classifica e con la possibilità di sfruttare due risultati su tre: finì 1-1 e il titolo tornò rojiblanco dopo diciotto anni d’attesa. Ora i colchoneros sono sempre primi ma con il Barcellona affianco: vincere tutte e tre le rimanenti sfide non basterà per gli scontri diretti a sfavore, quindi oltre ai propri risultati sarà necessario uno scivolone del Barça. Dopo l’1-0 sul Bayern Monaco sabato alle 18.15 al Vicente Calderón arriva il Rayo Vallecano, a +3 sul terzultimo posto ma obbligato a fare ancora qualche punto per evitare brutte sorprese, e di certo la squadra di Paco Jémez non vorrà fare la vittima sacrificale. Una settimana dopo trasferta a Valencia sul campo del Levante, che all’andata diede parecchi problemi a Diego Pablo Simeone, capace di strappare l’1-0 nel finale con un gol del subentrato Thomas Partey; il club di Giuseppe Rossi rischia però di arrivarci già retrocessa essendo ora ultimo a -4 dal Granada quartultimo. Nel turno conclusivo sfida in casa contro il Celta Vigo, in piena corsa per l’Europa.

Saúl Ñíguez festeggia con Koke e Griezmann il gol in Atlético Madrid-Bayern Monaco, semifinale di Champions League.

IL SOGNO DEL REAL MADRID

Pur essendo a un solo punto dalla vetta il Real Madrid ha in linea teorica poche possibilità di vincere la Liga perché dovrebbe effettuare un doppio sorpasso. Il calcio però insegna che certe cose possono accadere e quindi Zinédine Zidane proverà fino all’ultimo a chiudere la sua prima stagione da allenatore con un titolo che, dopo quanto accaduto in inverno, avrebbe del clamoroso. Merengues attese dal complicato incontro di sabato (ore 16) in casa della Real Sociedad (squadra tranquilla ma che venti giorni fa all’Anoeta ha battuto il Barcellona) senza Cristiano Ronaldo ancora fuori per infortunio. Una settimana più tardi al Bernabéu arriva il Valencia, che all’andata pose fine al regno di Rafa Benítez, esonerato dopo il 2-2 del Mestalla. Pako Ayestarán, subentrato un mese fa al disastroso Gary Neville, ha perso la prima contro il Las Palmas ma poi ha fatto dieci punti su dodici disponibili, vincendo 0-2 al Camp Nou e uscendo dalla zona bassa. Finale lontano da casa (dove spesso ha sofferto) contro il Deportivo La Coruña, trasferta fino al 2010 sempre ostica ma ultimamente più morbida (2-8 nell’ultimo incrocio).

Real Madrid 2015-2016.