Martedì 21 giugno 2016, detto anche il giorno degli “italiani”. La terza giornata dei gironi C e D ha visto andare in rete nell’arco di poche ore ben cinque volti ben noti agli appassionati della nostra serie A: cinque nomi per altrettante reti, nate sull’asse Firenze-Torino-Milano, con storie e pesi specifici differenti. Così, dal campionato europeo che alla competizione “offre” ben 58 calciatori (di cui 18 nell’Italia di Conte) ecco le rette parallele di Błaszczykowski, Gomez, Morata, Kalinic e Perisic.

(VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

KUBA BŁASZCZYKOWSKI: Zampata che vale la Svizzera

Dirotta su Kuba: scontato come titolo, ma quanto mai realistico per il valore dei tre punti che una Polonia guardinga (36% di possesso palla contro il 64% degli avversari) mette in cascina contro l’Ucraina. Largo a destra nel 4-2-3-1, Błaszczykowski prende il posto di un apatico Zielinski nell’intervallo e fa valere il peso del suo curriculum, tempestato di platinate stagioni in forza al Borussia Dortmund e di una prima parte di annata scintillante con la maglia della Fiorentina. Minuto 10 della ripresa: Milik lo cerca, lui sterza su Rotan e Kacheridi e con il tiro a giro beffa Pyatov. Nel presente c’è il ritorno al Dortmund per fine prestito, ma chissà che a Firenze questa pennellata alla Giotto non abbia riacceso i fari sull’”usato sicuro”. Intanto, il lampo viola nel cielo di Marsiglia vale la Svizzera negli Ottavi.

Germania, Mario Gomez

MARIO GOMEZ: Super, 4 anni dopo

In una partita con punti in palio non era titolare da 1454 giorni: in soldoni, dalla semifinale persa in Polonia-Ucraina 2012 contro l’Italia. Delle 28 conclusioni tentate dalla banda di Low verso la porta del nordilrandese Michael McGovern, eroe nazionale per un pomeriggio, a segno va solo quella di SuperMario al minuto 30 del primo tempo: assist di Muller sull’uscita del portiere avversario e piattone mancino “sporcato” che vale l’1-0. La sua Germania ha il passo di chi sa di avere all’orizzonte un lungo viaggio, che a Berlino e dintorni sperano si esaurisca il 10 luglio, ma per ora si accontenta del minimo indispensabile. Come talvolta era capitato allo stesso Gomez, che prima a Monaco di Baviera aveva “bucato” la quarta stagione e poi -complice un crack al ginocchio- si era perso nei colli toscani. È ripartito dal Besiktas e ha ritrovato la maglia della Die Mannschaft: e ora sorridono tutti, lui che sogna un Euro in grande e la Fiorentina che gongola per una possibile cessione a titolo definitivo ai turchi.

ALVARO MORATA: Gol, saluti e baci

Nel giorno dell’annuncio della “recompra” da parte del Real Madrid, il centravanti madrileno ha festeggiato a suo modo sul prato di Lione. Sette giri di lancette, gioco spagnolo rapido come un TGV, Fabregas lo serve e lui morde. Quel “viso d’angelo” che otto anni fa arrivò nei Blancos dal Getafe ne ha fatta di strada: e spesso dalla via principale. Che sia Europeo, Champions League o campionato, in notturna Alvaro c’è sempre, o quasi. Una rete poi vanificata -scherzo del destino- dai centri croati in arrivo da due avversarie storiche della Juventus, casa di Alvaro negli ultimi due anni, come Fiorentina (Kalinic) e Inter (Perisic). Il futuro lo ripropone, per ora, nel club che lo ha lanciato tra i professionisti con il quale ha già vinto una Champions nel 2014. Dietro l’angolo, invece, c’è la sfida alla “sua” Italia e all’amico Zaza, con il quale condividerà anche le vacanze estive post-Europeo. Nella speranza, tutta azzurra, che Alvaro ci arrivi più riposato.

Croazia-Spagna 2-1, Perisic e Morata

NIKOLA KALINIC: Riposo d’inverno, solstizio d’estate

Risorge nel giorno più lungo dell’anno, quello che concede bagliori a tutti. E pensare che negli ultimi sette mesi aveva messo a segno appena tre reti, tutte in serie A, contro Chievo, Atalanta e Juventus. Non faceva testo il poker rifilato a San Marino nel 10-0 amichevole di inizio giugno: il lungo croato era apparso il fratello pigro del centravanti poderoso e tatticamente prezioso che aveva incantato Firenze nella prima parte di stagione con 12 reti. Ieri sera la fiducia di Cacic e l’infortunio muscolare di Mandzukic gli hanno aperto le porte della competizione: lui ha sfiancato la difesa spagnola, fino al delicato tocco acrobatico che ha beffato Sergio Ramos e De Gea. Interrotta la striscia della Roja, che non prendeva gol in partite ufficiali da 10 incontri: e che all’Europeo non perdeva dal 20 giugno 2004, contro il Portogallo. Chi segnò? Nuno Gomes, altro ex viola…

epa05382334 Nikola Kalinic of Croatia celebrates after scoring the 1-1 equalizer during the UEFA EURO 2016 group D preliminary round match between Croatia and Spain at Stade de Bordeaux in Bordeaux, France, 21 June 2016. (RESTRICTIONS APPLY: For editorial news reporting purposes only. Not used for commercial or marketing purposes without prior written approval of UEFA. Images must appear as still images and must not emulate match action video footage. Photographs published in online publications (whether via the Internet or otherwise) shall have an interval of at least 20 seconds between the posting.) EPA/ARMANDO BABANI EDITORIAL USE ONLY

IVAN PERISIC: Il terribile che non mangia “biscotti”

Pokerissimo completato da uno “squalo”, come in patria chiamano Ivan Perisic. L’atleta che a suon di doppi passi e scatti repentini ha fatto innamorare la “San Siro” nerazzurra dopo aver esaltato le tifoserie di Borussia Dortmund e Wolfsburg, ha realizzato la rete meno attesa dal tifo azzurro: una conclusione velenosa, sporcata da un piede avversario, a conclusione di un contropiede fulminante, che ha mutato geometrie e psicologie del girone. Cancellato il terzo gol “italiano” della serata, quello di un Alvaro Morata che Perisic aveva anche affrontato a muso duro, ricordando le ruggini bianconeroazzurre di Coppa Italia con Cuadrado, risalenti a qualche mese fa. Traversa contro la Turchia, gol contro la Repubblica Ceca, bis ieri sera con assist annesso, quasi una doppia tripla cestistica.  “Non facciamo nessun calcolo, vogliamo vincere e arrivare primi” aveva tuonato alla vigilia dell’impegno contro la Spagna: detto, fatto. Perché Ivan il Terribile non accetta la predestinazione.

Croazia-Spagna 2-1, gol Ivan Perisic

Cinque reti, vecchie e recenti conoscenze. Dimentichiamo qualcuno? Forse sì. In Repubblica Ceca-Turchia 0-2, il vantaggio degli uomini di Terim è stato firmato da Burak Yılmaz, 31enne che ha “sposato” la causa (e le offerte) del Beijing Guoan, ma che in passato è stato a lungo nei piani della Lazio. E chissà che Bielsa non possa preferirlo a un altro papabile cavallo di ritorno come Fernando Llorente. Ma questa è tutta un’altra storia.

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