È l’ultima settimana delle qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018, prima dei play-off di novembre. Che il girone sudamericano fosse storicamente quello più entusiasmante si sa da tempo, ma che potesse essere così competitivo e aperto a diversi scenari oggettivamente no. Il Brasile è già qualificato da qualche mese, ma dietro la Seleção sono addirittura in sette che si giocano i tre posti per l’accesso diretto e il quinto, che garantisce uno spareggio sulla carta agevole con la Nuova Zelanda.

L’ARGENTINA TRA PAURE E RICORSI STORICI

La partita clou è senza dubbio quella fra Argentina e Perù, appaiate al quarto posto con ventiquattro punti. A oggi la Selección sarebbe agli spareggi: non andare ai Mondiali sarebbe un disastro non solo a livello sportivo e Jorge Sampaoli deve salvare la faccia. Si sta ripetendo la situazione della penultima giornata di otto anni fa (ma lì il Perù non si giocava nulla), quando al 93′ Martín Palermo sotto il diluvio segnò uno dei gol più importanti della storia recente albiceleste al termine di una notte memorabile. Chi potrebbe ripetere le gesta del Loco? Forse Darío Benedetto, idolo locale (si gioca alla Bombonera, lo stadio del Boca Juniors) preferito a Mauro Icardi che non è al meglio, oppure il Papu Alejandro Gómez che sembra in vantaggio su Paulo Dybala. A prescindere dalla formazione l’Argentina non può fallire l’appuntamento di stanotte, perché poi chiude in Ecuador e in trasferta non vince addirittura dal 25 marzo 2016 (poi tre pareggi e due sconfitte). Col Perù c’è un altro precedente favorevole, quello del 30 giugno 1985 quando il 2-2 siglato da Ricardo Gareca (curiosamente ora CT peruviano) valse la qualificazione a spese dei rivali per l’ultimo Mondiale vinto, ma anche gli ospiti possono vantare un ricordo positivo, nel 1969, quando proprio alla Bombonera mandarono fuori i più quotati avversari da Messico ’70, l’unica mancata qualificazione argentina finora.

Alexis Sánchez Cile-Paraguay

ALTRE BIG A RISCHIO

La situazione più tranquilla è quella dell’Uruguay: se vince stasera in Venezuela è fatta, con un pareggio quasi perché anche in caso di risultati sfavorevoli nella notte avrebbe la morbidissima partita con la Bolivia a domicilio nell’ultima giornata.

Anche la Colombia può qualificarsi stanotte, se batte il Paraguay e Argentina-Perù finisce in parità (o se Cile-Ecuador non vede la vittoria casalinga), per gli uomini di José Pekerman sarebbe di grande aiuto chiudere il discorso con l’albirroja (in grande ripresa) perché altrimenti l’ultima in Perù rischierebbe di essere un dentro o fuori complesso.

È invece un duello per non crollare quello fra Cile ed Ecuador: tre sconfitte nelle ultime quattro giornate hanno fatto uscire i due volte campioni della Copa América fra le prime cinque, mentre gli ecuadoriani dopo aver cominciato alla grande il girone (tredici punti su quindici possibili) sono crollati e vengono da quattro KO di fila. Per la Roja c’è un leggero vantaggio, perché dovesse passare indenne questa sfida poi all’ultima andrebbe in Brasile contro un rivale già qualificato e probabilmente senza stimoli. Da stasera in sette si giocano la Russia, sono gare da non perdere.

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