Quattro milioni e mezzo. È il prezzo di uno spot al Super Bowl: un’enormità se pensiamo alle cifre di uno spot per la finale di Champions League, che può valere fino a 10 volte meno. Nemmeno uno spot durante la finale dei campionati Mondiali di calcio vale così tanto, anzi, può valere cinque volte meno. Come si spiega questo fenomeno? Innanzi tutto, il Super Bowl, non è solo un evento televisivo. Un biglietto per assistere alla partita costa fino a quattro mila dollari. Il motivo è molto semplice: gli americani non si curano, come noi italiani con il calcio, di vendere diritti televisivi e basta.

Gli americani vendono uno spettacolo nel quale il pubblico è parte integrante dello show. Tanto per fare un esempio pratico, è come se Sky offrisse più soldi alla Roma perché ha lo stadio pieno rispetto ad un’altra squadra che, al colpo d’occhio, offre il desolante spettacolo (sempre più frequente dalle nostre parti) degli spalti vuoti. Insomma, non solo tv: per la cronaca, ad aggiudicarsi il quarto Super Bowl della loro storia sono stati i New England Patriots battendo 28 a 24 i Seattle Seahawks. I brand hanno fatto a gara, tra un touchdown e un concerto di Kate Perry, a sfornare spot televisivi meravigliosi inaugurati per l’occasione. Ecco quelli che secondo noi sono stati i 10 migliori spot andati in onda durante il Super Bowl 2015!

Fiat 500x – The Fiat blue pill

Spot che molti di noi già conosceranno perché va in onda sui nostri schermi da un po’ di tempo. E vedere un pezzo di Italia tra gli spot trasmessi durante la manifestazione sportiva, la più importante d’America, ci riempie un po’ d’orgoglio. E poi, diciamocelo, questo spot ha il suo perché: ironia, splendida fotografia e scenari meravigliosi. Promosso, anche dagli americani.

Budweiser – Lost Dog

Come da qualche anno a questa parte, Budweiser si ripresenta al pubblico del Super Bowl con un nuovo episodio sul cavallo e il cucciolo di golden retriver. Una straordinaria ed emozionante storia di amicizia tra animali. Nello spot intitolato “Lost Dog” il cagnolino si perde e nel fare ritorno, a pochi metri da casa si imbatte in un lupo. Cosa succederà poi non vogliamo svelarvelo. Guardatelo direttamente voi. Budweiser si conferma protagonista dell’evento più atteso d’America, soldi ben investiti, a quanto pare.

P&G – Like a girl

Durante lo spot viene chiesto a persone, diverse per sesso ed età, “Cosa vuol dire fare qualcosa di simile a una ragazza?”. Il messaggio trasmesso è dare all’espressione “like a girl” (nell’accezione negativa di “come una femminuccia”) un significato di forza e femminile determinazione. Sorprendente.

T-MOBILE – Kim’s Data Stash

Chi meglio di Kim Kardashian, tra le attrici più conosciute a livello internazionale per la sua attiva sul web e sui social network, poteva essere la testimonial dello spot T-MOBILE che pubblicizza il salvataggio dei dati su Cloud? Un tripudio di selfie e foto in bikini, della serie “E se un giorno perdesse tutto ciò che avete salvato online”? Ironico.

McDonald’s – Pay with loving

Vi ricordate il vecchio slogan della catena di fast food “I’m lovin it”? Su questo concetto si basa il nuovo spot di McDonald che, realizzato come fosse una sorta di candid camera, ha deciso di proporre una una nuova forma di pagamento dai suoi clienti: l’amore. Uno spot emozionante e divertente allo stesso tempo, sebbene il tema centrale (l’amore) è qualcosa di già visto. Ma mai passato di moda. Evergreen (come l’azienda).

Mercedes-Benz AMG GT – The big race

Dopo un anno di assenza Mercedes torna al Super Bowl con uno spot costruito attorno al classico racconto per bambini : “La lepre e la tartaruga”, che racconta la sfida di velocità tra questi due animali. L’esito della sfida sarebbe facile da immaginare se non fosse che la tartaruga decide di cambiare le carte in tavola. Metaforico.

Carl’s Junior – Au naturel

Carl’s Junior, catena di fast food statunitense: siamo al classico binomio, un po’ becero e bislacco, della metafora tra bella ragazza – godimento. Ma lo spot nasconde una sorpresa alla fine, come nello stile dell’azienda, da sempre impegnata nel comunicare la genuinità dei propri prodotti. Sexy, ma con la morale.

Doritos – Middle seat

Nello spot delle patatine Doritos, per i telespettatori del Super Bowl, la scelta non è stata quella di concentrarsi particolarmente sul prodotto ma bensì quella di scherzare su un momento di “vita quotidiana”. La scena avviene in aereo e la protagonista è (probabilmente) una ragazza madre. E il suo rapporto con i bambini. Che in questo caso sono anche grandi. Intrigante.

Dove Men+Care – Forza reale

Cosa rende un uomo forte? Questa è la domanda a cui Dove risponde in questo spot. A differenza di quello che si potrebbe pensare la forza di cui si parla non è quella fisica ma la personalità. Aspetti come l’integrità, l’autenticità, e la cura di se stessi e delle persone intorno a lui sono parte integrante di come un uomo percepisce la propria virilità oggi. Lo spot celebra i papà che abbracciano il loro lato premuroso, che non è più in antitesi all’essere forte, ma è il segno distintivo della moderna virilità, a tutto tondo. Anti-maschilista.

Bud Light – Real life PacMan

Ispirato al celebre videogame della Namco, quelli della Bud Light hanno realizzato uno spot dove un gruppo di ragazzi dopo aver consumato la birra in un bar si ritrovano a giocare. Ma attenzione, sono proprio loro i protagonisti che dovranno muoversi all’interno del famoso labirinto cercando di “mangiare” tutti i punti disseminati lungo il percorso evitando di farsi prendere dai fantasmi. Insomma geniale questo PacMan in versione vita reale. Vintage.

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