Il Motomondiale entra nel vivo. Superato il giro di boa e con otto GP ancora da disputare, ci prepariamo ad assistere ad un finale entusiasmante nel quale Rossi è chiamato a difendere il suo primato, indiscusso da inizio stagione, non solo dal compagno di squadra Lorenzo, distante nove punti in classifica, ma anche dallo spagnolo Marquez che negli ultimi due GP ha rosicchiato 18 lunghezze portando a 56 quelle di distanza dalla vetta. Proprio la sfida col giovane spagnolo – più che col compagno di squadra in Yamaha – sembra scaldare maggiormente gli animi di appassionati e tifosi e, ove ce ne fosse bisogno, oggi vogliamo fornirvi dieci ulteriori motivi per non perdere neanche un minuto della bagarre italo-spagnola. Chi la spunterà?

SFIDA GENERAZIONALE

Da una parte il maestro della classe regina, tornato agli antichi splendori con un colpo di reni da vecchio leone; dall’altra il giovane campione, dominatore degli ultimi due Mondiali, baciato da un talento che gli ha permesso, più di ogni altro, di essere etichettato come l’erede più credibile del numero 46.


CATTIVERIA AGONISTICA

Nessuno, prima di Marquez, aveva dato prova di poter rivaleggiare con il Dottore sotto il profilo dell’agonismo, della spericolatezza e della capacità di compiere manovre al limite anche sotto pressione. Stoner, Pedrosa, Lorenzo, ma anche gli altri antagonisti di Rossi (da Gibernau a Capirossi, da Biaggi ad Hayden) hanno sempre mostrato di patire la bagarre (o di accettarla malvolentieri) e di preferire gare impostate dalle qualifiche in funzione di fughe solitarie. Marc è diverso e quest’anno ha saputo imparare da qualche errore di troppo, diventando anche più temibile.

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ESPERIENZA vs ATLETISMO

Anche i quattordici anni che dividono i due piloti (36 Rossi, 22 Marquez) possono fare la differenza in questo finale entusiasmante. In un senso o nell’altro. Da una parte, il Dottore proverà a far prevalere la maggiore strategia e la sua capacità di gestione in situazioni tese e che spesso lo vedono partire in ritardo. Dall’altro, lo spagnolo può contare su una maggiore freschezza atletica e una moto forse meno problematica sotto il profilo della messa a punto.


CAPACITÀ IN RIMONTA vs QUALITÀ IN QUALIFICA

Rossi, anche nelle ultime settimane, non ha fatto mistero delle sue difficoltà nel trovare l’assetto giusto per un buon piazzamento in qualifica. La gestione delle sue gare, pertanto, risulta il più delle volte molto più dispendiosa di Marquez che riesce a far la differenza anche nei primi giorni del weekend.


DISTACCHI

Negli ultimi due GP, in Germania e Indianapolis, il Dottore ha visto crescere il distacco da Marquez. Nel primo ha chiuso con 5’6 di ritardo, nel secondo con 6”. Per l’italiano è il momento di tornare all’attacco, non può pensare solo ad amministrare e di sicuro non lo farà.


SERIE UTILI

Rossi non è mai sceso dal podio quest’anno: dieci-gare-dieci tra primo (tre volte), secondo (due) e terzo posto (cinque); più discontinuo Marquez che per ben tre volte non è neanche arrivato al traguardo e in due occasioni è finito fuori dal podio. Lo spagnolo, però, è reduce da due successi consecutivi.

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RIMONTA E MATEMATICA

Per superare Rossi in classifica generale, a Marquez – ora distante 56 punti – non basta vincere tutte le otto gare rimanenti, disinteressandosi dei risultati del rivale. In quattro occasioni, infatti, dovrebbe riuscire a mettere almeno un pilota tra loro.


IL TERZO INCOMODO

La presenza di due uomini-copertina come Rossi e Marquez lo fa spesso scivolare in secondo piano, ma Lorenzo è l’inseguitore più accreditato del numero 46. Distante nove punti in classifica, è il pilota dotato di più tecnica ed eleganza. Se riesce a impostare il weekend come sa, sin dall’inizio, non ce n’è per nessuno. E Brno è una pista a lui molto favorevole.


IANNONE, SALVEZZA DUCATI

Dopo il discreto inizio, la casa motociclistica italiana non è stata protagonista di altri particolari squilli. Iannone, però, è ancora saldamente in quarta posizione, a dieci punti da Marquez e potrebbe sfruttare l’esperienza accumulata nelle prime dieci gare per trasformarsi in un fattore.

Moto GP Motul TT Circuit Assen Niederlande 25 27 06 2015 Moto GP Motul TT Circuit Assen Niederlande


CIRCUITI PRO YAMAHA E HONDA

Otto gare alla fine, con in programma tappe favorevoli sia per Yamaha sia per Honda, quasi equamente distribuite. Yamaha favorita in Giappone, San Marino (ultimi quattro successi di fila), Australia (ultimi due); Honda meglio in Repubblica Ceca (Stoner, Marquez e Pedrosa vittoriosi dal 2011 al 2014), Aragona (bene in tre delle ultime quattro edizioni), Malesia (ultimi tre successi). Sostanziale equilibrio in Gran Bretagna (Donington) e Spagna (Valencia).

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